• VolvoOceanRace: Groupama/Puma, duello a Capo Horn, ancora guai per Abu Dhabi

    by  • 30 March 2012 • capo horn, groupama, Oceano (Regate), puma, Regate, Volvo Ocean Race, volvooceanrace • 0 Comments

    Capo Horn, Cile- La lotta per passare in testa Capo Horn si è fatta intensa nelle ultime ore di giovedì 29 marzo. Alle 21:55UTC Groupama si trovava a 230 miglia dal Capo e aveva 34 miglia di vantaggio su Puma, che è riuscito ad accorciare le distanze grazie al minor vento trovato da Cammas in avvicinamento alla costa della Patagonia cilena. La necessità di preservare il massimo Vmg impedisce praticamente ai Volvo 70 di navigare in poppa, per cui sotto la costa cilena saranno necessarie altre strambate, con Ken Read che avrà avuto la possivilità di accorciare ancora il distacco. I francesi, però, sono in grado di controllare dopo la loro stupefacente cavalcata nel Southern Ocean e dovrebbero doppiare il Capo nel primo pomeriggio di venerdì ora italiana.

    Groupama verso Capo Horn. Foto Riou

    Telefonica era a 340 miglia e naviga veloce sui 20 nodi di media precedendo un nuovo sistema meteo che porterà venti oltre i 50 nodi per l’1-2 aprile a Capo Horn. Iker Martinez e Horacio Carabelli, capo dello shore team di Telefonica, stanno definendo la logistica per il pit stop. Camper continua a dirigere verso Puerto Montt, distante ancora 1350 miglia.

    Abu Dhabi ha comunicato l’inizio di una delaminazione e navigava lentamente nonostante il buon vento portante. Al report delle 01:00 UTC Azzam continuava a navigare a 5 nodi con rotta NNW, ovvero non in direzione di Capo Horn, come se la situazione fosse davvero grave. Ricordiamo che al momento Azzam si trova a 1.650 miglia dalla terra più vicina, il Cile, e sembra ancora più nei guai considerando il forte sistema che lo raggiungerà tra 48-72 ore sulla rotta per Capo Horn. Sapremo nelle prossime ore la reale situazione di Abu Dhabi e il piano deciso da Ian Walker, ma confessiamo di trattenere il fiato per una situazione che potrebbe essere pericolosa.

    Il video di oggi (guardate le terrificanti immagini iniziali da Abu Dhabi per capire di cosa si sta parlando…):

    Le rotture nel Southern Ocean di 4 dei 6 Volvo 70 in regata stanno suscitando un ampio dibattito sui media veici internazionali. Al di là del sensazionalismo, bisognerebbe considerare che il limite che i progettisti di queste barche ricercano è proprio nel confine tra prestazioni e affidabilità. La traversata del Southern Ocean in questa tappa è stata dura oltre ogni limite immaginato e senz’altro molte considerazioni verranno fatte in merito dagli organizzatori per trovare un equilibrio diverso per la prossima edizione. Vorremmo sottolienare, però, come ha osservato Ken Read che “ciò che facciamo e chiediamo a queste barche è devastante e inimmaginabile per qualunque altra regata, dovremmo chiederci perchè tutte non si sono aperte dopo tutte le ondate, i colpi che hanno preso”. Tirare 24 ore al giorno su queste barche porta mezzi e uomini davvero vicino ai limiti, per cui proprio questa domanda costituirà uno degli interrogativi più urgenti per le prossime edizioni.

    Puma insegue Groupama spingendo al massimo. Foto Ross

    Secondo il timoniere di Groupama Thomas Coville: “Sentiamo la pressione di PUMA, che vuole rimanere vicino e possibilmente recuperare e noi dobbiamo fargli vedere che siamo più veloci. Fino a ora abbiamo seguito il nostro ritmo e fatto la nostra regata ma oggi ci avviciniamo al capo e raccogliamo i frutti  di quello che abbiamo fatto negli ultimi giorni, inclusa la stanchezza…” Anche lo skipper Franck Cammas, nel suo consueto collegamento con Parigi ha sottolineato che la lotta è una cosa a due. “Ci concentriamo su PUMA, vorremmo arrivare prima di loro a Itajaì. Sono bravi, navigano bene e sono certo che faranno di tutto per passarci. Sembra proprio che sarà una super regata fino al Brasile. Anche se siamo in buona posizione per doppiare Capo Horn per primi, però, nulla è ancora definitivo. Prima dovremo passare attraverso una zona di calma relativa e poi strambare molte volte. PUMA è vicino e sicuramente pronto ad attaccare.”

    E, infatti, questo è un gioco al gatto e al topo che PUMA conosce molto bene e che è più che pronto a giocare. “Dipende da come si riesce a gestire l’aria più leggera e poi cosa fare quando le condizioni cambiano.” Ha detto lo skipper americano Ken Read, per cui sarebbe bello poter passare Capo Horn con una quindicina di nodi, di poppa. Una situazione che tuttavia non è molto probabile. La bassa pressione dovrebbe raggiungere il duo di testa a circa 250 miglia dalla punta meridionale del Sud America. “Renderà questa ultima parte interessante” ha detto con il suo consueto senso dell’humour Read “Bella velocità, in poppa, un po’ di strambate, tutto con 40 nodi di vento!”

    Questo stesso vento che i leader vedono come un’opportunità per raggiungere il prima possibile il Capo e affrontare l’ultimo tratto verso il Brasile per gli spagnoli a bordo di Telefónica viene tenuto sotto stretta osservazione. Un aumento del vento, e soprattutto delle onde sarebbe negativo per la barca di Iker Martínez, che sta navigando al di sotto delle sue potenzialità a causa dei danni allo scafo. Per il momento, tuttavia Telefónica mantiene una buona velocità, vicina ai 19 nodi e ha addirittura guadagnato qualcosa sui battistrada, trovandosi ora a 340 miglia. “Stiamo navigando abbastanza veloci, peccato che potremmo esserlo di più” ha scritto nel suo blog il media crew member Diego Fructuoso. “Pepe Ribes ha fatto un lavoro super con la riparazione, siamo sicuri che non avremo nessun problema fino al porto. D’altro canto però, la logistica è molto complicata e lo shore manager Horacio Carabelli ha fatto un sforzo incredibile.”

     www.volvooceanrace.com

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