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	<title>Veladuepuntozero &#187; AC/LVC</title>
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	<description>Selezione Notizie di Vela Sportiva Italiana e Internazionale</description>
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		<title>LOUIS VUITTON 38a AMERICA’S CUP, CRESCE LA PASSIONE DEGLI ITALIANI E IL VALORE PER I BRAND</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 13:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>La ricerca proprietaria di Havas evidenzia la crescita della notoriet&#224; e dell&#8217;interesse per Napoli 2027 e il potenziale della competizione per i brand. A meno di un anno dall&#8217;edizione di Napoli 2027, l&#8217;America&#8217;s Cup sta conquistando un posto sempre pi&#249; rilevante nell&#8217;attenzione degli italiani. Lo evidenzia la ricerca proprietaria condotta da Havas Play &#8211; partner ufficiale della Louis Vuitton 38a America&#8217;s Cup &#8211; e CSA &#8211; il team di consulenza tecnologica, data &#38; analytics di Havas &#8211; attraverso quattro rilevazioni realizzate tra ottobre 2025 e settembre 2026. I risultati mostrano una crescita costante in termini di notoriet&#224; dell&#8217;evento e un progressivo coinvolgimento emotivo del pubblico. La crescita della notoriet&#224; Oggi quasi la met&#224; degli italiani (49%) dichiara di aver seguito l&#8217;America&#8217;s Cup in passato, con un incremento del 15% rispetto alla prima rilevazione di ottobre 2025 (34%). Ancora pi&#249; significativa &#232; la crescita della notoriet&#224; di Napoli 2027 passata dal 44% di ottobre 2025 al 66% di settembre 2026, registrando una forte accelerazione dopo le regate preliminari di Cagliari e Napoli. Cresce anche l&#8217;interesse: oggi il 48% degli italiani si dichiara molto o abbastanza interessato all&#8217;edizione italiana della competizione, una percentuale che sale al 66% tra gli appassionati di sport e raggiunge il 76% tra coloro che gi&#224; seguono l&#8217;America&#8217;s Cup. L&#8217;impatto della location contribuisce a rafforzare questo interesse: per il 59% degli intervistati, infatti, la scelta dell&#8217;Italia come Paese ospitante accresce in modo significativo l&#8217;attrattivit&#224; della competizione. Un dato in crescita del 17% rispetto a ottobre 2025 (42%). &#160; Napoli protagonista: non solo sport, ma economia e territorio La scelta di Napoli come sede della Louis Vuitton 38a America&#8217;s Cup raccoglie un ampio consenso tra gli italiani: il 77% ritiene che l&#8217;evento avr&#224; un impatto positivo sul turismo e sull&#8217;economia della citt&#224;, e il 68% che contribuir&#224; a rafforzarne l&#8217;immagine in Italia e nel mondo. Il 65% considera Napoli all&#8217;altezza di un evento internazionale di alto livello, una percentuale che sale all&#8217;86% tra chi ha assistito dal vivo alle regate preliminari (16%). Le preliminari, infatti, hanno confermato la capacit&#224; dell&#8217;evento di attrarre e coinvolgere il pubblico: il 23% degli italiani ha seguito la tappa di Napoli di settembre 2026, con un livello di gradimento elevatissimo (93%). La diretta TV o streaming si conferma il principale punto di accesso all&#8217;evento (63%). Luna Rossa domina i cuori degli italiani Luna Rossa Prada Pirelli si conferma la squadra del cuore degli italiani. La notoriet&#224; spontanea del team &#232; cresciuta dal 28% al 45% nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo anno, mentre quella sollecitata ha raggiunto il 78%. Ancora pi&#249; rilevante il dato sul tifo: il 60% degli italiani dichiara di sostenere Luna Rossa, con punte del 93% tra chi ha seguito la regata preliminare di Napoli. Brand e sponsorizzazioni: un&#8217;opportunit&#224; strategica La ricerca mostra come la presenza dei brand sia percepita come parte integrante della competizione. Per il 62% degli italiani, gli sponsor sono una componente naturale di questo sport, e il 53% ritiene che vedere un brand associato all&#8217;America&#8217;s Cup lo faccia percepire come pi&#249; prestigioso. Le aspettative del pubblico verso gli sponsor sono chiare e sfidanti: 72% si aspetta che apportino qualcosa di positivo al territorio 71% che supportino la promozione dello sport 68% che sostengano attivamente i team e i loro membri 67% che abbiano a cuore la sostenibilit&#224; 66% che siano brand trasparenti 65% che contribuisca allo spettacolo della competizione I settori maggiormente percepiti come coerenti con l&#8217;America&#8217;s Cup sono quelli dei prodotti e delle attrezzature nautiche (78%), dell&#8217;abbigliamento tecnico (75%), dell&#8217;energia e della sostenibilit&#224; (68%), del turismo e hospitality (66%) e della moda e lusso (56%). Le parole chiave della vela Gli italiani associano alla vela e all&#8217;America&#8217;s Cup valori forti e identitari: spirito di squadra (40%), tradizione (35%), prestigio (34%), tecnologia (26%) ed eleganza (25%). Il 66% la considera uno sport che rappresenta bene l&#8217;eccellenza italiana e il 62% la percepisce come tecnologicamente avanzata e innovativa. Al tempo stesso, il 57% riconosce che si tratta di una disciplina difficile da comprendere per chi non &#232; esperto. Un dato che evidenzia una delle principali opportunit&#224; per la comunicazione: rendere la competizione sempre pi&#249; accessibile, raccontandone la componente spettacolare, tecnologica e umana. &#8220;L&#8217;America&#8217;s Cup rappresenta oggi molto pi&#249; di una competizione sportiva: &#232; una piattaforma culturale, tecnologica e territoriale capace di generare attenzione, partecipazione e valore per le citt&#224; ospitanti.&#8221; commenta Alessandro Tomaiuolo, Managing Director di Havas Play &#8220;Per i brand che scelgono di abbracciarla, la sfida non &#232; semplicemente essere presenti, ma costruire una relazione autentica con il pubblico e con il territorio. I dati mostrano che le persone premiano gli sponsor capaci di contribuire concretamente allo spettacolo, sostenere lo sport, promuovere la sostenibilit&#224; e lasciare un impatto positivo. &#200; su questa capacit&#224; di attivare la partnership in modo rilevante e credibile che si misurer&#224; il valore della sponsorizzazione.&#8221;</p>
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		<title>America’s Cup contagia la passione in Campania</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:42:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>America&#8217;s Cup Napoli: 1.294 nuovi tesserati FIV, cresce la vela in Campania La Coppa America porta nuovi praticanti alla vela. Nella settimana della regata preliminare di Napoli, dal 22 al 28 settembre, la Federazione Italiana Vela ha registrato 1.294 nuovi tesserati in Campania: il totale regionale &#232; passato da 7.500 a 8.794, con una crescita del 17,3% in sette giorni. Un risultato che mette in evidenza il potenziale della manifestazione come motore di promozione sportiva. Il dato pi&#249; significativo riguarda i giovani: il 90% dei nuovi iscritti ha tra i 6 e i 14 anni, mentre il restante 10% &#232; composto da persone con pi&#249; di 65 anni. La settimana napoletana ha quindi avvicinato alla vela due generazioni, aprendo soprattutto una prospettiva importante per il ricambio e la crescita del movimento giovanile. A favorire questo incontro sono state le attivit&#224; organizzate da Sport e Salute e FIV nel Race Village. Circa 600 persone hanno partecipato alle esperienze in acqua, con una flotta che comprendeva RS Feva, Waszp, wing foil, RS21 e Switch. Anche sette medagliati olimpici hanno condiviso le attivit&#224; con il pubblico, creando un collegamento diretto tra i campioni e chi si avvicinava allo sport. &#200; qui che emerge il valore della Coppa per la vela italiana: la capacit&#224; di trasformare l&#8217;attenzione per le regate in occasioni concrete per salire a bordo. Lo spettacolo richiama il pubblico; barche, istruttori e attivit&#224; sul territorio possono far nascere una passione. Ora la sfida &#232; dare continuit&#224; a questo primo contatto. I nuovi tesseramenti sono un segnale incoraggiante, ma sar&#224; la partecipazione nei prossimi mesi a misurare quanto questa spinta diventer&#224; pratica abituale. Per i circoli campani si apre l&#8217;opportunit&#224; di accompagnare bambini e famiglie attraverso corsi accessibili, percorsi formativi e attivit&#224; continuative. Verso Napoli 2027, questa &#232; una delle eredit&#224; sportive pi&#249; promettenti della Coppa America: allargare la base della vela e rafforzare il rapporto della citt&#224; con il suo mare. La misura del successo passer&#224; anche da quanti di questi nuovi iscritti continueranno a navigare dopo la festa.</p>
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		<title>Yanmar sponsor ufficiale dell’America’s Cup di Napoli 2027</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Yanmar conferma il proprio impegno nell&#8217;America&#8217;s Cup: il gruppo sar&#224; Official Sponsor e Official Marine Sports Sponsor della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup, in programma a Napoli nel 2027. L&#8217;accordo prolunga una collaborazione iniziata nel 2013 e porta nella prossima edizione un protagonista internazionale delle tecnologie per la propulsione marina. La notizia rafforza il legame tra la competizione e l&#8217;industria nautica. Per Yanmar, la Coppa rappresenta una piattaforma attraverso cui promuovere innovazione, efficienza e tutela degli oceani. Il portafoglio del gruppo comprende motori a combustione con emissioni ridotte, tecnologie a celle a combustibile alimentate a idrogeno e soluzioni di propulsione elettrica. Il comunicato non annuncia specifiche forniture per le barche da regata. La partnership si concentra sul sostegno all&#8217;evento e sulla valorizzazione delle tecnologie che possono contribuire all&#8217;evoluzione del settore. Materiali leggeri, foil, simulazione, idrodinamica e gestione dell&#8217;energia fanno dell&#8217;America&#8217;s Cup un laboratorio di competenze rilevanti anche per lo sviluppo di una nautica pi&#249; efficiente. &#171;L&#8217;America&#8217;s Cup si colloca all&#8217;incrocio tra ambizione umana, tecnologia marina avanzata e oceano&#187;, ha dichiarato Grant Dalton, presidente di America&#8217;s Cup Partnership. Dalton ha sottolineato come la ricerca delle prestazioni debba accompagnarsi alla responsabilit&#224; verso l&#8217;ambiente che rende possibile questo sport. Wouter-Jan van der Wurff, presidente e amministratore delegato di Yanmar Marine International, ha indicato nell&#8217;innovazione e nella protezione del mare i due assi dell&#8217;accordo, collegando le esigenze attuali della nautica alla sua evoluzione di lungo periodo. Il rapporto con la Coppa risale a San Francisco 2013, quando Yanmar era Official Technical Partner di Oracle Team USA. La collaborazione &#232; proseguita nelle edizioni di Bermuda, Nuova Zelanda e Barcellona. A Napoli, il gruppo utilizzer&#224; la visibilit&#224; internazionale dell&#8217;evento anche per sensibilizzare sulla conservazione degli ecosistemi marini e avvicinare nuove generazioni alla vela.</p>
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		<title>America’s Cup Napoli: Mulino Caputo diventa la farina ufficiale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>La tradizione della pizza napoletana entra nell&#8217;America&#8217;s Cup. Mulino Caputo &#232; stata nominata Fornitore Ufficiale e Farina Ufficiale della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup, che porter&#224; a Napoli la sfida per il pi&#249; antico trofeo sportivo internazionale. L&#8217;accordo lega una delle imprese simbolo della citt&#224; al programma della manifestazione, fino al Match previsto dal 10 luglio 2027. L&#8217;azienda, fondata nel 1924 e con sede a San Giovanni a Teduccio, avr&#224; un ruolo attivo nell&#8217;accoglienza di team, partner, ospiti e pubblico internazionale, contribuendo a portare nell&#8217;evento i sapori e la cultura gastronomica napoletana. Una presenza che affianca alla competizione sportiva la valorizzazione del territorio attraverso il cibo. Per Caputo, le cui farine sono utilizzate da pizzaioli, panettieri e pasticceri nel mondo, la partnership offre una vetrina globale. Per gli organizzatori, rappresenta un tassello nella costruzione di un evento riconoscibile anche per il legame con la citt&#224; ospitante. &#171;Vogliamo che l&#8217;evento celebri non solo la vela di livello mondiale, ma anche il meglio di Napoli&#187;, ha dichiarato Marzio Perrelli, amministratore delegato di America&#8217;s Cup Partnership, sottolineando il radicamento del marchio nella cultura locale. &#171;Diventare la Farina Ufficiale della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup ci permette di dare il benvenuto al mondo nella nostra citt&#224; attraverso una delle sue pi&#249; grandi tradizioni: il cibo&#187;, ha commentato Antimo Caputo, amministratore delegato dell&#8217;azienda. Secondo quanto dichiarato dal manager, Caputo &#232; il primo mulino a diventare Fornitore Ufficiale nella storia della competizione. L&#8217;intesa amplia cos&#236; il coinvolgimento delle imprese del territorio nel percorso verso il 2027. Prima del Match, Napoli ospiter&#224; la Louis Vuitton Cup per la selezione dello sfidante e un programma di regate ed eventi. Per il tessuto produttivo locale, la Coppa diventa anche un&#8217;occasione per presentare prodotti e competenze a una platea internazionale, collegando l&#8217;immagine del Golfo alle eccellenze che nascono sulla terraferma.</p>
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		<title>K-Way verso l’America’s Cup: il kit tecnico per La Roche-Posay Racing Team</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 08:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Dall&#8217;equipaggiamento da gara alle divise ufficiali, fino alla collezione destinata al pubblico: K-Way rinnova la collaborazione come Technical Partner di La Roche-Posay Racing Team per la 38&#170; America&#8217;s Cup, in programma a Napoli nel 2027. Il marchio accompagner&#224; nuovamente la squadra francese, con una fornitura che mette al centro protezione e funzionalit&#224;. Il kit comprende tre ambiti: abbigliamento tecnico per la competizione, capi ufficiali del team e una linea lifestyle. Nella dotazione trova spazio anche la Claude, giacca iconica del brand, che porta l&#8217;identit&#224; K-Way all&#8217;interno del guardaroba della squadra. Il ruolo del partner tecnico si sviluppa attorno alle esigenze dell&#8217;attivit&#224; in mare. Vento, acqua e continue sollecitazioni mettono alla prova i materiali e rendono l&#8217;America&#8217;s Cup un contesto utile per valutare le soluzioni adottate. La protezione dagli elementi si affianca alla necessit&#224; di assecondare i movimenti dell&#8217;equipaggio: l&#8217;abbigliamento entra cos&#236; nella preparazione quotidiana della sfida. Secondo quanto annunciato dal marchio, le innovazioni sviluppate e validate durante la competizione saranno trasferite anche nelle collezioni per l&#8217;uso quotidiano. La partnership assume quindi un ruolo nel percorso di ricerca del prodotto, oltre a garantire visibilit&#224; internazionale. Il comunicato non dettaglia tessuti, caratteristiche dei singoli capi o protocolli di prova: sar&#224; l&#8217;impiego sul campo a dare concretezza al contributo tecnico della fornitura. L&#8217;accordo avr&#224; inoltre uno sbocco commerciale. Una selezione lifestyle della primavera-estate 2027 sar&#224; disponibile sul sito e nei negozi K-Way, consentendo agli appassionati di indossare i colori della squadra. Napoli sar&#224; la cornice di un progetto che lega regata, sviluppo dell&#8217;abbigliamento e distribuzione. Per K-Way, la rotta verso la Coppa passa dalla capacit&#224; di tradurre le esigenze del team in capi funzionali, portando l&#8217;esperienza della competizione anche fuori dal campo di regata.</p>
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		<title>Visa e Nexi salgono a bordo di Luna Rossa: cresce la squadra degli sponsor</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:54:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Luna Rossa rafforza la propria squadra commerciale verso l&#8217;America&#8217;s Cup di Napoli 2027. Visa e Nexi diventano Official Sponsor del challenger italiano, portando nella sfida due protagonisti dei pagamenti digitali. I loro loghi, gi&#224; comparsi sull&#8217;AC40 nella Regata Preliminare di Napoli, saranno presenti sull&#8217;AC75 e sulle uniformi nella stagione 2027. L&#8217;accordo unisce settori diversi attraverso esigenze comuni: velocit&#224;, sicurezza, affidabilit&#224; e integrazione delle competenze. &#171;Avere Visa e Nexi al nostro fianco in questa campagna ci fa enorme piacere&#187;, sottolinea Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa. Per il team, la partnership amplia la base di sostegno alla ricerca della prestazione; per i due marchi, offre una piattaforma internazionale di comunicazione che nel 2027 avr&#224; il suo centro in Italia. Il richiamo commerciale &#232; significativo. Secondo i dati riportati da Visa, l&#8217;edizione di Barcellona 2024 ha raggiunto un&#8217;audience televisiva di 954 milioni in 209 territori, con quasi 12mila ore di trasmissione. Numeri che spiegano l&#8217;interesse di aziende capaci di utilizzare la vela come veicolo di notoriet&#224;, relazioni e coinvolgimento dei clienti. Attorno a Prada, riferimento principale del progetto, si &#232; formato un gruppo che comprende Pirelli, Unipol, Panerai, Alfa Romeo, Pasta Garofalo, Fastweb, Deloitte, Visa e Nexi. Una squadra che attraversa lusso, industria, assicurazioni, alimentare, telecomunicazioni, consulenza e finanza. Alcuni accordi apportano anche competenze: Pirelli affianca lo sviluppo tecnologico, Fastweb la connettivit&#224; e Deloitte i processi gestionali. Sulle vele trovano inoltre spazio UNESCO e SEA BEYOND, legati alla tutela dell&#8217;oceano: una presenza da distinguere dalle sponsorizzazioni commerciali. Quanto vale questa raccolta? Gli annunci consultati non rendono pubblici i corrispettivi. Si pu&#242; costruire soltanto uno scenario indicativo: ipotizzando un valore medio di 2&#8211;3 milioni di euro per ciascuno dei nove sponsor esterni a Prada, sull&#8217;intera campagna, si ottengono 18&#8211;27 milioni, tra denaro e prestazioni valorizzate. &#200; un&#8217;ipotesi editoriale, non una valutazione dei contratti n&#233; una somma gi&#224; incassata. Aggiungendo il sostegno di Prada il totale aumenterebbe, ma senza conoscerne l&#8217;impegno economico non &#232; possibile quantificarlo in modo attendibile.</p>
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		<title>America’s Cup la vera lezione di Luna Rossa: schierare la bravura di Maria Giubilei</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:00:26 +0000</pubDate>
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<p>C&#8217;&#232; un risultato dentro il risultato nella vittoria di Luna Rossa a Napoli. E forse racconta qualcosa di ancora pi&#249; importante dei 71 punti conquistati nelle fleet race e del successo nel match race contro Emirates Team New Zealand. &#200; la scelta di Maria Giubilei, unica donna schierata nell&#8217;equipaggio senior tra le sei squadre protagoniste della Preliminary Regatta. Non una quota rosa. Non una scelta di immagine. Una scelta tecnica. Max Sirena ha avuto il coraggio di fare una cosa apparentemente normale, ma ancora tutt&#8217;altro che scontata ai massimi livelli dello sport professionistico: scegliere la bravura. Su un AC40 ci sono quattro posti e ogni posizione pesa sul risultato. Luna Rossa ne ha affidato uno a Maria Giubilei, trimmer alle spalle di un fuoriclasse come Peter Burling, tre volte vincitore dell&#8217;America&#8217;s Cup. E per capire perch&#233; quella scelta non debba sorprendere basta leggere il curriculum di Maria. A maggio, nella Baia di Quiberon, Giubilei e Gianluigi Ugolini si sono laureati campioni del mondo Nacra 17, conquistando il loro primo titolo iridato assoluto dopo dodici anni di navigazione insieme. Maria arrivava inoltre da tre secondi posti mondiali e da tre titoli mondiali U24. Nel 2024 era gi&#224; entrata in Luna Rossa e aveva vinto, da trimmer dell&#8217;AC40, la Puig Women&#8217;s America&#8217;s Cup di Barcellona; nel 2026 aveva aggiunto il successo Youth &#38; Women della Preliminary Regatta di Cagliari. Napoli rappresenta per&#242; un passaggio differente. Maria non gareggia pi&#249; soltanto contro le donne: viene scelta per regatare nella prima squadra contro i migliori velisti dell&#8217;America&#8217;s Cup. La stessa Giubilei, parlando del suo percorso, aveva raccontato quanto fosse emozionante lavorare quotidianamente in Luna Rossa e avere l&#8217;opportunit&#224; di navigare con campioni come Burling. Poi &#232; arrivato il campo di regata. Luna Rossa ha dominato le fleet race e battuto Team New Zealand nella finale. Maria era l&#236;, nel cuore della macchina, chiamata a fare esattamente ci&#242; per cui Sirena l&#8217;aveva scelta: far andare Luna Rossa pi&#249; forte. Maria Giubilei e Margherita Porro, volti della determinazione Ma c&#8217;&#232; un altro aspetto che merita attenzione e riguarda il valore del brand Luna Rossa e, inevitabilmente, la sua capacit&#224; di rappresentare anche l&#8217;universo Prada. Maria Giubilei e Margherita Porro stanno diventando due volti fortissimi di questa nuova generazione. Porro ha un curriculum altrettanto significativo: campionessa mondiale gi&#224; nelle classi giovanili, mondiale ed europeo 29er, seconda al Mondiale U24 Nacra 17 e soprattutto co-timoniera dell&#8217;AC40 che ha vinto la Puig Women&#8217;s America&#8217;s Cup 2024. A Napoli &#232; arrivata da timoniera di Luna Rossa Women &#38; Youth e, alla presentazione degli equipaggi, era l&#8217;unica donna tra i nove skipper presenti. Due ragazze differenti, ma accomunate da talento, personalit&#224; e credibilit&#224; sportiva. Ed &#232; proprio qui che Luna Rossa possiede qualcosa che, dal punto di vista della comunicazione, pu&#242; avere un valore enorme. Per un marchio come Prada, che ha costruito parte della propria identit&#224; sulla capacit&#224; di anticipare i cambiamenti culturali anzich&#233; semplicemente seguirli, Maria e Margherita possono diventare una forma di comunicazione straordinariamente efficace. Non perch&#233; testimonial costruite a tavolino, ma proprio perch&#233; non sono testimonial: sono atlete che vincono. La loro forza comunicativa nasce dalla credibilit&#224;. Dal casco, dalle regate, dalle partenze, dalle manovre a oltre 40 nodi. Dal fatto che Porro possa timonare un AC40 e Giubilei possa regolare le vele della barca di Peter Burling. &#200; una comunicazione che non ha bisogno di proclami sull&#8217;emancipazione femminile perch&#233; la racconta attraverso i fatti. La stessa Porro, alla vigilia delle regate napoletane, aveva sottolineato quanto fosse significativo vedere una donna su entrambe le barche di Luna Rossa e come il posto conquistato da Giubilei fosse il risultato del lavoro svolto. Ed &#232; forse questa la vera lezione di Luna Rossa. Non mettere una donna in barca perch&#233; &#232; una donna. Metterla perch&#233; &#232; abbastanza brava da vincere un Mondiale Nacra 17, abbastanza preparata da conquistarsi un posto nel senior team e abbastanza forte da affrontare alla pari alcuni dei migliori velisti del pianeta. Max Sirena ha osato. Ma soprattutto ha scelto. E scegliendo Maria Giubilei ha dimostrato che la rivoluzione pi&#249; efficace non &#232; annunciarla. &#200; far salire a bordo i migliori, uomini o donne che siano, e lasciare che sia il campo di regata a parlare. A Napoli ha parlato chiarissimo.</p>
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		<title>Luna Rossa trionfa a Napoli: padrona del match race, ora guarda alla Louis Vuitton Cup 2027</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 14:51:56 +0000</pubDate>
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<p>Luna Rossa vince anche la tappa napoletana delle Preliminary Regattas e manda un segnale importante sulla strada verso la Louis Vuitton Cup del maggio 2027. Dopo aver dominato le regate di flotta, chiuse al comando con 71 punti contro i 56 di Emirates Team New Zealand, il team italiano completa l&#8217;opera nella finale di match race. Una vittoria costruita con autorit&#224; soprattutto sul piano tattico. Luna Rossa prende il controllo della sfida e non lo lascia pi&#249;, marcando l&#8217;avversario e costringendo i neozelandesi a navigare ripetutamente nella parte del campo meno favorevole alle loro caratteristiche e alle loro scelte. Una gestione da match race classico: copertura, controllo e capacit&#224; di trasformare ogni tentativo di rimonta di Team New Zealand in un&#8217;occasione per consolidare il vantaggio. Napoli consegna cos&#236; a Luna Rossa non soltanto un successo, ma soprattutto una conferma. La squadra italiana aveva gi&#224; mostrato grande continuit&#224; nelle otto fleet race, conquistandone quattro e staccando nettamente gli avversari. Nella finale ha dimostrato di saper cambiare registro, passando dalla velocit&#224; e dalla gestione della flotta alla pressione diretta dell&#8217;uno contro uno. Il risultato assume un significato particolare guardando al prossimo grande appuntamento: la Louis Vuitton Cup del maggio 2027. Luna Rossa ci arriver&#224; con ambizioni importanti e soprattutto con un elemento che a Napoli &#232; apparso evidente: il fattore campo. Il pubblico napoletano ha accompagnato il team italiano con un entusiasmo straordinario, trasformando il Golfo in una vera arena. Nel 2027 quella spinta potrebbe diventare una componente importante della sfida. Luna Rossa lascia dunque questa Preliminary Regatta con una vittoria e indicazioni tecniche e tattiche molto positive. Napoli applaude, Luna Rossa vince e il conto alla rovescia verso il 2027 &#232; gi&#224; cominciato.</p>
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		<title>America’s Cup Preliminary Regatta &#124; Day 3 Luna Rossa domina la classifica prima del match race</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 14:06:46 +0000</pubDate>
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<p>Preliminary Regatta a Napoli, Luna Rossa domina le fleet race: ora la finale Luna Rossa arriva alla finale match race del Louis Vuitton Preliminary Regatta di Napoli con un ruolino di marcia impressionante. Dopo otto fleet race, il team italiano chiude nettamente al comando con 71 punti, davanti a Emirates Team New Zealand, seconda a quota 56, e La Roche-Posay Racing Team, terza con 48. A fare la differenza &#232; stata soprattutto la continuit&#224;: Luna Rossa ha conquistato quattro vittorie nelle otto prove, imponendosi nelle race 2, 3, 7 e 8. Proprio il successo nell&#8217;ultima regata conferma lo stato di forma dell&#8217;equipaggio italiano nel momento decisivo. Ora per&#242; si azzera tutto. La formula lascia spazio al match race, dove Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand si ritroveranno faccia a faccia. Dopo il dominio nelle regate di flotta, Napoli si prepara cos&#236; alla sfida pi&#249; attesa: Italia contro Nuova Zelanda, un duello che profuma gi&#224; di America&#8217;s Cup.</p>
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		<title>America’s Cup 2027, la vera sfida di Napoli: cosa resterà a Bagnoli dopo la Coppa</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 13:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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<p>Hangar, pontili, nuove profondit&#224;, waterfront, spazi pubblici e infrastrutture: l&#8217;America&#8217;s Cup sta accelerando una trasformazione attesa da decenni. Ma la partita pi&#249; importante inizier&#224; quando gli AC75 avranno lasciato Napoli. Per Bagnoli la Coppa pu&#242; diventare il passaggio da ex area industriale a nuovo polo del mare. L&#8217;America&#8217;s Cup dura qualche mese. Una citt&#224; resta. &#200; partendo da questa semplice considerazione che si comprende la vera dimensione della partita che Napoli sta giocando con la Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup. Gli AC75 arriveranno, regateranno davanti a uno dei waterfront pi&#249; spettacolari del Mediterraneo e poi, inevitabilmente, ripartiranno. Ma Bagnoli rester&#224;. E resteranno soprattutto le trasformazioni che oggi stanno modificando profondamente un territorio rimasto per decenni sospeso tra memoria industriale, bonifica e progetti di rigenerazione. &#200; questo l&#8217;aspetto che emerge con maggiore forza visitando via mare il cantiere insieme all&#8217;ingegner Giacomo Vinci. Guardando Bagnoli dall&#8217;acqua, infatti, l&#8217;America&#8217;s Cup smette quasi di essere soltanto un evento sportivo. Diventa una scadenza. La Coppa come acceleratore L&#8217;assegnazione dell&#8217;America&#8217;s Cup a Napoli ha introdotto nel processo di trasformazione di Bagnoli qualcosa che spesso manca ai grandi progetti urbani: una data che non pu&#242; essere continuamente spostata in avanti. Nel 2027 il mondo della vela arriver&#224; qui. Le squadre dovranno avere basi funzionanti. Gli AC75 dovranno poter entrare e uscire in sicurezza. I pontili dovranno essere operativi. Le reti tecnologiche dovranno funzionare. Gli spazi per media, organizzazione, volontari e pubblico dovranno essere pronti. L&#8217;evento internazionale diventa cos&#236; un formidabile acceleratore infrastrutturale. Non &#232; soltanto un&#8217;interpretazione. Fin dall&#8217;assegnazione dell&#8217;evento, il progetto ufficiale ha indicato esplicitamente l&#8217;America&#8217;s Cup come opportunit&#224; per accelerare il risanamento ambientale e la rigenerazione urbana di Bagnoli. Restituire il mare C&#8217;&#232; una frase pronunciata da Vinci durante la navigazione che contiene forse il senso dell&#8217;intera operazione. Quello che sta accadendo significa, prima di tutto, restituire alla citt&#224; un territorio che per decenni non &#232; stato realmente fruibile. &#200; questo il punto. Per generazioni Bagnoli ha avuto il mare davanti senza poterlo vivere pienamente. La grande industria aveva costruito un rapporto differente tra terra e acqua. Il waterfront era una parte del sistema produttivo, non uno spazio urbano destinato ai cittadini. Oggi quella relazione viene riscritta. Il pontile nord, gi&#224; restituito in passato alla fruizione pubblica e ora interessato dagli interventi, e il pontile sud rappresentano simbolicamente questa trasformazione. Quest&#8217;ultimo aveva una funzione completamente industriale. Era dimensionato per l&#8217;attracco di grandi navi da trasporto e conserva tracce fisiche di quella storia, compresi i vecchi binari ferroviari. Domani quella stessa infrastruttura dovr&#224; rispondere a criteri completamente diversi: sicurezza, accessibilit&#224;, fruizione pubblica. &#200; difficile trovare un&#8217;immagine pi&#249; efficace della trasformazione di Bagnoli. Dove passavano i treni dell&#8217;industria, potranno camminare cittadini e visitatori. Non un evento appoggiato sulla citt&#224;, ma un pezzo di citt&#224; L&#8217;errore sarebbe pensare al villaggio dell&#8217;America&#8217;s Cup come a una gigantesca struttura temporanea montata nel 2027 e smontata qualche mese dopo. Una parte degli allestimenti naturalmente sar&#224; temporanea. Ma sotto quegli allestimenti si stanno realizzando infrastrutture vere. Fondali dragati. Protezioni a mare. Piazzali. Sottoservizi. Accessi. Pontili. Spazi recuperati. &#200; questa la differenza tra ospitare un grande evento e utilizzare un grande evento per accelerare una trasformazione urbana. La stessa organizzazione della 38&#170; America&#8217;s Cup ha presentato Bagnoli come un&#8217;area destinata a ospitare non soltanto le basi degli AC75, ma anche la zona tecnica degli AC40, strutture media e broadcast, spazi per i volontari, aree pubbliche e l&#8217;AC Tech Fan Village. Per alcune settimane sar&#224; una gigantesca macchina dedicata alla Coppa. Il giorno dopo la Coppa, per&#242;, quella macchina dovr&#224; trovare una nuova funzione. Ed &#232; l&#236; che si misurer&#224; il successo dell&#8217;operazione. Una nuova porta sul mare per Napoli Bagnoli possiede qualcosa che poche grandi citt&#224; europee possono permettersi: una vasta area sul mare inserita direttamente all&#8217;interno del tessuto metropolitano. L&#8217;America&#8217;s Cup pu&#242; contribuire a cambiarne la percezione. Da periferia postindustriale a porta occidentale sul mare di Napoli. Il nuovo sistema marittimo previsto per l&#8217;evento dimostra gi&#224; una possibile direzione. Durante la Coppa, infatti, uno dei problemi principali sar&#224; collegare Bagnoli con le altre aree dell&#8217;evento evitando di caricare ulteriormente la viabilit&#224; urbana. Da qui l&#8217;importanza dei collegamenti via mare. Ma una soluzione nata per qualche settimana pu&#242; suggerire un modello destinato a durare molto pi&#249; a lungo. Napoli &#232; una citt&#224; costruita intorno al mare che, paradossalmente, utilizza ancora relativamente poco il mare come infrastruttura ordinaria di mobilit&#224; urbana. Bagnoli potrebbe diventare uno dei nodi di questa rete. Il porto turistico e il sistema dei superyacht C&#8217;&#232; poi un secondo elemento. L&#8217;America&#8217;s Cup porta con s&#233; una delle flotte di superyacht pi&#249; importanti associate a qualsiasi manifestazione sportiva internazionale. Il progetto ufficiale per Napoli prevede un Bagnoli Marina e strutture dedicate ai superyacht. Non &#232; soltanto un servizio per gli ospiti dell&#8217;evento. &#200; un&#8217;infrastruttura che inserisce Bagnoli in un mercato internazionale ad altissimo valore aggiunto. A settembre 2026 il nuovo porto turistico di Bagnoli &#232; gi&#224; incluso nella rete ufficiale di marina attraverso la quale vengono gestite le richieste di ormeggio dei superyacht per l&#8217;America&#8217;s Cup 2027. Significa che Bagnoli sta iniziando a comparire sulle mappe internazionali dello yachting prima ancora che la Coppa sia cominciata. La vera opportunit&#224; sar&#224; riuscire a rimanerci anche dopo. Dall&#8217;acciaio ai compositi C&#8217;&#232; anche un&#8217;altra possibile eredit&#224;, meno visibile delle banchine. &#200; quella delle competenze. Ogni team dell&#8217;America&#8217;s Cup muove, secondo le indicazioni raccolte durante la visita, nell&#8217;ordine di 120-150 persone. Sono progettisti, ingegneri, velisti, meteorologi, specialisti dei materiali compositi, elettronici, programmatori, tecnici idraulici, meccanici, esperti di aerodinamica e professionisti della comunicazione. Per mesi Bagnoli diventer&#224; uno dei luoghi al mondo con la maggiore concentrazione di tecnologia applicata alla vela. La domanda diventa allora inevitabile: quanta parte di questa conoscenza potr&#224; essere trasferita al territorio? Se il rapporto con universit&#224;, scuole tecniche, aziende e giovani verr&#224; costruito correttamente, l&#8217;eredit&#224; dell&#8217;America&#8217;s Cup potrebbe non essere soltanto fisica. Potrebbe essere industriale. Bagnoli, luogo simbolo della grande industria del Novecento, avrebbe cos&#236; la possibilit&#224; di attraversare una trasformazione quasi perfetta: dall&#8217;acciaio ai compositi, dall&#8217;industria pesante alla blue economy, dalla</p>
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		<title>America’s Cup Napoli 2027, dentro il cantiere di Bagnoli</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 09:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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<p>A Bagnoli prende forma il cuore operativo della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup. Siamo entrati via mare nel grande cantiere insieme all&#8217;ingegner Giacomo Vinci: dragaggi, nuovi pontili, hangar, gru da 40 metri e centinaia di uomini al lavoro stanno trasformando l&#8217;ex area industriale nel quartier generale dei team. Arrivando dal mare si comprende immediatamente la scala dell&#8217;intervento. Bagnoli non sta semplicemente preparando alcune strutture temporanee per ospitare l&#8217;America&#8217;s Cup. Davanti alla costa occidentale di Napoli &#232; in corso un intervento infrastrutturale nel quale opere marittime, dragaggi, consolidamenti, nuove banchine, pontili e strutture a terra devono incastrarsi seguendo una sequenza estremamente precisa. A guidarci nella visita via mare &#232; l&#8217;ingegner Giacomo Vinci, che ci permette di osservare il cantiere da una prospettiva privilegiata: quella stessa superficie d&#8217;acqua sulla quale, nel 2027, si muoveranno gli AC75 e le imbarcazioni di supporto dei team. La destinazione di Bagnoli &#232; ormai definita: qui saranno concentrate le basi logistiche e operative delle squadre, mentre il campo di regata sar&#224; davanti al waterfront napoletano. &#200; una configurazione confermata dalla documentazione ufficiale relativa alla 38&#170; America&#8217;s Cup. Un enorme cantiere diviso tra mare e terra La chiave per comprendere il progetto &#232; la sua suddivisione in due grandi blocchi: opere a mare e opere a terra. La distinzione non &#232; soltanto amministrativa o progettuale. Ha determinato materialmente il modo nel quale il cantiere &#232; avanzato. Le lavorazioni marittime hanno dovuto liberare progressivamente le aree necessarie agli interventi terrestri. Man mano che il fronte delle opere a mare avanzava, diventava possibile intervenire sulle superfici retrostanti e realizzare le fondazioni destinate agli hangar e alle infrastrutture dell&#8217;evento. &#171;&#200; stato un grandissimo puzzle&#187;, sintetizza Vinci. Ed &#232; probabilmente l&#8217;immagine pi&#249; efficace. Perch&#233; su un&#8217;area di queste dimensioni ogni lavorazione condiziona quella successiva: dragare significa rendere navigabile lo specchio acqueo; completare le protezioni significa consentire le successive lavorazioni; consolidare i piazzali significa permettere la costruzione delle basi. Fino a cinque draghe contemporaneamente Una delle operazioni pi&#249; imponenti &#232; stata quella sul fondale. La profondit&#224; originaria non era uniforme e diminuiva procedendo da sud verso nord. Di conseguenza anche il volume dei materiali da rimuovere &#232; variato sensibilmente lungo il fronte del cantiere. Secondo quanto racconta Vinci, nei momenti di massima attivit&#224; si &#232; arrivati ad avere cinque draghe contemporaneamente al lavoro. L&#8217;obiettivo &#232; garantire gli spazi e soprattutto i pescaggi necessari alle operazioni degli AC75 e dei mezzi di servizio. Nell&#8217;area operativa delle basi la profondit&#224; minima prevista &#232; nell&#8217;ordine dei 6,5 metri, mentre in alcuni punti il fondale raggiunge profondit&#224; decisamente superiori. &#200; un dettaglio fondamentale. Gli AC75 sono barche straordinarie quando volano sui foil, ma la gestione all&#8217;interno delle basi richiede spazi, profondit&#224; e procedure completamente differenti da quelle di un normale marina. La parte invisibile del cantiere Dal mare emergono le nuove strutture di protezione e le massicciate, ma quello che si vede rappresenta soltanto una parte dell&#8217;intervento. Vinci indica uno dei punti pi&#249; impressionanti dell&#8217;area. La struttura emerge per pochi metri dalla superficie. Sotto, per&#242;, il fondale arriva a profondit&#224; nell&#8217;ordine dei 18 metri. Quella visibile &#232; quindi, quasi letteralmente, soltanto la punta dell&#8217;iceberg. Per costruire le nuove protezioni sono stati utilizzati migliaia di elementi e blocchi di grandi dimensioni. Secondo i numeri illustrati durante la visita, sono stati prodotti nell&#8217;ordine dei 10.000 blocchi, alcuni del peso di diverse tonnellate, arrivando nei momenti di maggiore produzione a decine di elementi realizzati ogni giorno. Numeri che permettono di capire perch&#233; Vinci descriva quello di Bagnoli come un intervento eccezionale soprattutto per la sua scala. Gli hangar dell&#8217;America&#8217;s Cup prendono forma Alle spalle della linea d&#8217;acqua si distingue ormai chiaramente la sequenza delle basi. Il progetto prevede un&#8217;area tecnica dedicata agli AC75 e una struttura specifica per gli AC40 utilizzati nelle competizioni Women e Youth, oltre alle strutture per organizzazione, media, broadcasting e volontari. La configurazione generale &#232; coerente con quella presentata ufficialmente per Bagnoli, che comprender&#224; anche l&#8217;AC Tech Fan Village e le aree destinate al pubblico. Alcuni hangar sono gi&#224; molto avanzati, altri stanno sorgendo sui piazzali appena completati. Una parte delle strutture utilizzate dai team non nasce inoltre completamente da zero: diversi hangar sono stati progettati per essere smontati e trasferiti dalle precedenti campagne, per poi essere adattati e rimontati a Napoli. Ogni squadra conserva per&#242; la propria identit&#224; e le proprie esigenze tecniche. Non esiste quindi una base perfettamente uguale all&#8217;altra. Gru da 40 metri per mettere in acqua gli AC75 Uno degli elementi che restituiscono meglio le dimensioni dell&#8217;operazione sono le gru. Ogni base avr&#224; una propria gru dedicata, con dimensioni nell&#8217;ordine dei 40 metri di altezza e circa 40 metri di sbraccio, secondo quanto illustrato da Vinci. La procedura sar&#224; quella tipica dell&#8217;America&#8217;s Cup contemporanea. L&#8217;AC75 verr&#224; portato fuori dall&#8217;hangar, trasferito sul piazzale operativo, agganciato alla gru e quindi sollevato per essere depositato direttamente nello specchio acqueo davanti alla base. Un&#8217;operazione apparentemente semplice che, con barche di queste dimensioni, valore e complessit&#224;, richiede invece una progettazione millimetrica degli spazi. Pontili, corpi morti, sistemi di ancoraggio e catene sono stati studiati proprio per consentire alle imbarcazioni di muoversi in sicurezza all&#8217;interno della nuova area portuale. Il collegamento via mare diventa strategico C&#8217;&#232; poi una questione che va oltre la costruzione delle basi: come muovere centinaia di migliaia di persone dentro una citt&#224; complessa come Napoli? Bagnoli ospiter&#224; le basi e una parte importante dell&#8217;esperienza del pubblico, mentre le regate si svolgeranno davanti al waterfront cittadino. Sono due esperienze differenti. Sul lungomare lo spettatore avr&#224; il rapporto diretto con la regata. A Bagnoli entrer&#224; invece nel backstage tecnologico dell&#8217;America&#8217;s Cup: potr&#224; vedere le basi, avvicinarsi all&#8217;attivit&#224; delle squadre e immergersi nel mondo degli AC75. Per questo il collegamento marittimo assume un&#8217;importanza particolare. La possibilit&#224; di spostarsi via mare tra le diverse aree dell&#8217;evento consentirebbe non soltanto di alleggerire la pressione sulla viabilit&#224; cittadina, ma anche di trasformare il trasferimento stesso in parte dell&#8217;esperienza. Napoli vista dal mare diventa cos&#236; uno degli elementi dello spettacolo. Fino a 200-300 persone contemporaneamente nel cantiere Anche la dimensione</p>
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		<title>Ac38  Preliminary Regatta &#124; Day 2: Luna Rossa consolida la leadership</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 15:22:47 +0000</pubDate>
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<p>Preliminary Regatta Napoli, Luna Rossa allunga: giornata solida anche per il Women &#38; Youth Luna Rossa resta saldamente al comando della Preliminary Regatta di Napoli dopo una seconda giornata intensa, nella quale sono state disputate quattro prove, recuperando anche parte del programma condizionato ieri dal vento. Sul campo di regata che nel 2027 assegner&#224; l&#8217;America&#8217;s Cup, gli AC40 hanno cos&#236; cominciato a fornire indicazioni pi&#249; consistenti sui rapporti di forza. Il format prevede otto fleet race complessive e una finale di match race tra le prime due barche. Luna Rossa 1, con Peter Burling e Marco Gradoni, ha costruito la propria giornata sulla continuit&#224;: vittoria in Race 3, sesto posto nella quarta, secondo nella quinta e terzo nella sesta. Un rendimento che, sommato al secondo e al primo posto della giornata inaugurale, porta l&#8217;equipaggio italiano a 51 punti, otto in pi&#249; di Emirates Team New Zealand, secondo a 43. Terzo Tudor Team Alinghi a quota 38. La giornata ha avuto quattro vincitori diversi. Luna Rossa 1 si &#232; imposta in Race 3 davanti ad Alinghi e GB1; la quarta prova &#232; andata a La Roche-Posay Racing Team, davanti a Emirates Team New Zealand e Alinghi. In Race 5 successo del secondo equipaggio neozelandese Women &#38; Youth, con Luna Rossa 1 seconda, mentre Race 6 ha visto tornare davanti La Roche-Posay, seguita da New Zealand e Luna Rossa 1. Particolarmente interessante la prova di Luna Rossa 2 Women &#38; Youth. L&#8217;AC40 italiano chiude la giornata al quarto posto della generale con 35 punti, addirittura davanti ad ARC Team USA, fermo a 34. I parziali odierni &#8211; quarto, quinto, ottavo e quinto &#8211; raccontano una giornata meno appariscente rispetto a quella della barca principale, ma estremamente importante per la crescita dell&#8217;equipaggio. Il dato significativo &#232; proprio la capacit&#224; del Women &#38; Youth italiano di rimanere stabilmente dentro il gruppo dei team principali. Dopo le prime due prove di venerd&#236; Luna Rossa 2 era gi&#224; quarta a 13 punti; la conferma dopo sei regate suggerisce quindi una buona continuit&#224;, in un format one-design nel quale, con AC40 identici, assumono ancora pi&#249; peso conduzione, manovre e scelte tattiche. A Napoli, dunque, Luna Rossa chiude il Day 2 con due barche nelle prime quattro posizioni. La prima guarda alla finale dall&#8217;alto dei suoi 51 punti; la seconda continua a dimostrare che il progetto Women &#38; Youth non &#232; soltanto formazione per il futuro, ma un equipaggio gi&#224; capace di confrontarsi con i migliori nel presente.</p>
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		<title>America’s Cup, il media center in nome di Carlo Borlenghi</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 14:52:16 +0000</pubDate>
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<p>Carlo Borlenghi, il mare non dimentica: l&#8217;America&#8217;s Cup gli intitola il Media Center Ci sono fotografie che fermano un istante e altre che riescono a trattenere una vita. Quelle di Carlo Borlenghi appartengono alla seconda categoria. Il mare, nelle sue immagini, non &#232; mai stato soltanto uno sfondo: era materia viva, luce, fatica, silenzio, uomini e barche spinti fino al limite. Oggi il mondo della vela si &#232; stretto ancora una volta attorno al ricordo del grande fotografo scomparso questa estate. Lo ha fatto inaugurando la mostra &#8220;Carlo Borlenghi &#8211; Art and Sea&#8221;, un percorso per immagini che restituisce la forza di uno sguardo diventato parte della storia stessa della vela internazionale. Accanto alle grandi fotografie, tra vele tese, spruzzi e oceano, c&#8217;era la moglie di Carlo, circondata dall&#8217;affetto della famiglia di Luna Rossa. Un abbraccio collettivo che ha trasformato l&#8217;inaugurazione in qualcosa di pi&#249; di una mostra: un momento intimo dentro il grande palcoscenico dell&#8217;America&#8217;s Cup. Ed &#232; proprio qui che &#232; arrivato l&#8217;annuncio pi&#249; significativo. Il Media Center dell&#8217;America&#8217;s Cup sar&#224; intitolato a Carlo Borlenghi. Un riconoscimento che va oltre la memoria e consegna il suo nome al luogo nel quale continueranno a lavorare fotografi e giornalisti chiamati a raccontare la Coppa. Difficile immaginare un omaggio pi&#249; coerente. Per decenni Borlenghi ha raccontato la vela entrando nel cuore delle sue storie. Non si limitava a documentare una regata: aspettava la luce, cercava un volto, intuiva un gesto. Attraverso il suo obiettivo l&#8217;America&#8217;s Cup, le grandi regate oceaniche e i protagonisti della vela sono diventati immagini capaci di attraversare il tempo. Nella mostra, una fotografia di Luna Rossa Prada che aggredisce il mare sembra quasi sintetizzare tutto questo: potenza e bellezza, tecnologia e natura, l&#8217;uomo davanti all&#8217;acqua. Oggi, per&#242;, l&#8217;immagine pi&#249; forte era fuori dalle fotografie esposte. Era nell&#8217;abbraccio alla moglie di Carlo, nei volti di chi lo ha conosciuto e nel sentimento di una comunit&#224; che ha perso uno dei suoi narratori pi&#249; grandi. Da oggi, ogni giornalista e ogni fotografo che entrer&#224; nel Media Center dell&#8217;America&#8217;s Cup incontrer&#224; il suo nome. E forse &#232; questo il modo pi&#249; bello per ricordarlo: Carlo continuer&#224; a essere l&#236; dove la vela diventa racconto.</p>
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		<title>Alfa Romeo e Luna Rossa: l’America’s Cup come laboratorio di partnership</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 10:33:24 +0000</pubDate>
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<p>La nuova Alfa Romeo Edizione Luna Rossa racconta molto pi&#249; del lancio di quattro serie speciali. Dietro Junior, Tonale, Giulia e Stelvio personalizzate con i codici estetici del challenger italiano all&#8217;America&#8217;s Cup c&#8217;&#232; infatti un modello di partnership che potrebbe diventare particolarmente interessante in vista di Napoli 2027. Il punto &#232; semplice: non pi&#249; sponsor, ma partner capaci di costruire insieme prodotti, tecnologia e business. Il rapporto tra Alfa Romeo e Luna Rossa va gi&#224; in questa direzione. Da una parte il team trasferisce all&#8217;automobile il proprio patrimonio di immagine: performance, design, innovazione, materiali, Made in Italy. Dall&#8217;altra Alfa Romeo mette a disposizione competenze sviluppate nell&#8217;automotive, dalla simulazione all&#8217;analisi virtuale fino ai sistemi di controllo. La partnership diventa cos&#236; uno scambio di valore. E soprattutto pu&#242; diventare prodotto. &#200; questo il passaggio economicamente pi&#249; interessante. Una sponsorizzazione tradizionale compra visibilit&#224;; un progetto di co-branding pu&#242; invece generare fatturato, raggiungere nuovi clienti e aprire mercati. Il ritorno non deve quindi essere misurato soltanto attraverso audience, hospitality o media value, ma anche attraverso prodotti venduti, tecnologia trasferita, nuovi clienti acquisiti e opportunit&#224; commerciali generate. In questo senso Napoli 2027 potrebbe diventare un vero laboratorio di partnership. L&#8217;America&#8217;s Cup concentra in uno stesso ecosistema sport, tecnologia, lusso, design e una platea internazionale con elevata capacit&#224; di spesa. Automotive, moda, orologeria, finanza, hospitality, food, tecnologia e naturalmente nautica potrebbero trovare nei team non semplicemente uno spazio sul quale applicare un logo, ma una piattaforma con cui sviluppare nuovi prodotti ed esperienze. Immaginiamo capsule collection, orologi, automobili, servizi finanziari dedicati, esperienze hospitality, tecnologie nate a bordo e successivamente industrializzate. Il team diventerebbe contemporaneamente laboratorio, media, testimonial e piattaforma commerciale. Per la vela sarebbe un cambio di paradigma. La domanda da rivolgere alle aziende non sarebbe pi&#249; soltanto &#8220;quanto volete investire per essere nostri sponsor?&#8221;, ma &#8220;quale business possiamo costruire insieme?&#8221; Alfa Romeo e Luna Rossa indicano una possibile strada. Napoli e l&#8217;America&#8217;s Cup possono trasformarla in un modello: un grande laboratorio nel quale il valore dello sport non si limita alla visibilit&#224; che produce, ma si misura anche dalla capacit&#224; di mettere in relazione brand diversi e trasformare quella relazione in innovazione, prodotti e fatturato.</p>
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		<title>Ac38 Preliminary Regatta &#124; Day 1 Napoli incorona subito Luna Rossa</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 16:11:27 +0000</pubDate>
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<p>America&#8217;s Cup, Napoli incorona Luna Rossa: dopo l&#8217;attesa il primo colpo &#232; italiano Il vento si &#232; fatto desiderare, ma quando finalmente &#232; entrato nel Golfo di Napoli lo spettacolo non &#232; mancato. Il primo giorno di regate valide della Louis Vuitton 38th America&#8217;s Cup Preliminary Regatta si chiude con Luna Rossa 1 al comando della classifica generale con 19 punti, davanti a Emirates Team New Zealand e ARC Team USA, entrambi a quota 14. Subito dietro, a conferma della profondit&#224; del progetto italiano, Luna Rossa 2 Youth &#38; Women &#232; quarta con 13 punti, appaiata a Cobham Ultra GB2. Un risultato importante soprattutto perch&#233; arriva sulle stesse acque che nel 2027 assegneranno l&#8217;America&#8217;s Cup. Napoli rappresenta infatti il primo vero banco di prova sul campo di regata della prossima Coppa, con nove AC40 appartenenti a sei team. Dopo la lunga attesa per il vento, il programma della giornata &#232; stato ridotto a due prove, ma sono bastate per confermare quanto si era gi&#224; visto nelle practice race, quando Luna Rossa 1 aveva impressionato vincendo tutte e tre le regate disputate, in alcuni momenti con margini vicini ai 500 metri. La formazione italiana &#232; profondamente rinnovata: Peter Burling e Marco Gradoni sono i timonieri, con Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini nel ruolo di trimmer. Una combinazione che mette insieme l&#8217;enorme esperienza di Burling, gi&#224; vincitore dell&#8217;America&#8217;s Cup con Team New Zealand, e il talento della nuova generazione italiana. Ma forse il dato pi&#249; significativo della giornata &#232; proprio la presenza di due Luna Rossa nelle prime quattro posizioni. Il secondo AC40 italiano, affidato al gruppo Youth &#38; Women con Margherita Porro, Massimiliano Antoniazzi, Giovanni Santi e Maria Vittoria Marchesini, chiude infatti a soli sei punti dalla vetta. La classifica dopo il Day 1 dice quindi Luna Rossa 1 19, Emirates Team New Zealand e ARC Team USA 14, Luna Rossa 2 e Cobham Ultra GB2 13, Tudor Team Alinghi ed Emirates Team New Zealand Youth &#38; Women 11, GB1 6 e La Roche-Posay Racing Team 5. Il cammino &#232; ancora lungo: il format prevede otto fleet race complessive, prima della finale in match race tra le prime due barche della graduatoria.&#160; Ma il primo messaggio arrivato dal Golfo &#232; forte: dopo aver dominato le prove, Luna Rossa ha trasformato la velocit&#224; mostrata alla vigilia in punti veri. E davanti al pubblico di Napoli, la prima maglia di leader &#232; italiana.</p>
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		<title>America’s Cup protagonista al Festival del cinema di Venezia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 08:07:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>In anteprima alla Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia venerd&#236; 11 settembre 2026, SAIL &#8211; diretto dai premi Oscar Frank Marshall ed Evan Hayes, con il supporto di Skydance Productions e del team di produzione video interno all&#8217;America&#8217;s Cup &#8211; &#232; il documentario definitivo che racconta da dentro la Louis Vuitton 37&#170; America&#8217;s Cup, disputata a Barcellona nel 2024</p>
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		<title>Pirelli ancora a bordo di Luna Rossa</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>In vista della 38^ America&#8217;s Cup&#160;Pirelli&#160;&#8211; Official Sponsor e Technical Partner di&#160;Luna Rossa &#8211; amplifica la sua presenza sulle imbarcazioni italiane. Il logo dell&#8217;azienda, gi&#224; presente sulla randa, sar&#224; infatti visibile anche sui foil e sul timone degli AC40 e AC75. Inoltre, Pirelli ha dato un contributo tecnologico per le appendici dell&#8217;AC75, condividendo con il team di sviluppo di Luna Rossa, il proprio know-how su materiali innovativi per supportare le performance dell&#8217;imbarcazione. La collaborazione nasce dal patrimonio di ricerca avanzata sui materiali maturato dall&#8217;azienda, lo stesso ambito da cui sono nate soluzioni come il PNCS &#8211; Pirelli Noise Cancelling System, la tecnologia che abbatte la rumorosit&#224; di rotolamento generata nella cavit&#224; interna del pneumatico. La nuova livrea delle imbarcazioni Luna Rossa, con foil e timone brandizzati Pirelli, sar&#224; visibile da settembre sull&#8217;AC40, il monoscafo foiling di 40 piedi utilizzato per gli allenamenti e le regate preliminari, e da novembre sull&#8217;AC75, l&#8217;imbarcazione con cui Luna Rossa parteciper&#224; alla 38^ America&#8217;s Cup.</p>
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		<title>Carlo Borlenghi, l’uomo che ci ha insegnato a guardare la vela</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:30:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Ci sono fotografi che documentano un avvenimento e fotografi che, con le loro immagini, finiscono per costruirne la memoria. Carlo Borlenghi apparteneva a questa seconda, rarissima categoria.&#160;Oggi il mondo della vela perde il suo sguardo pi&#249; autorevole. Perde l&#8217;uomo che, per quasi mezzo secolo, ha saputo vedere prima degli altri il punto esatto nel quale una regata smetteva di essere soltanto una competizione e diventava racconto, emozione, bellezza. Perde un maestro capace di trasformare una barca, una vela gonfia, uno spruzzo o il volto stanco di un marinaio in un frammento di storia. Le sue fotografie non si limitavano a mostrare la vela. In qualche modo, ci hanno insegnato a guardarla. Da direttore di Sailbiz, ma ancora prima da giovane che cercava di capire quale potesse essere il proprio posto nel mondo della comunicazione, ho iniziato questa professione ispirandomi a personaggi come Franco Rodino e Carlo Borlenghi. Erano riferimenti prima ancora di essere colleghi che avrei potuto incontrare lungo una banchina. Attraverso il loro lavoro comprendevi che raccontare la vela significava conoscerla, rispettarla e, soprattutto, imparare ad anticiparla. Carlo possedeva proprio questo talento: arrivava un istante prima. Un istante prima che la prua entrasse nell&#8217;onda. Un istante prima che lo scafo venisse avvolto dallo spruzzo. Un istante prima che sul volto di un velista comparissero la fatica, la gioia o la delusione. La tecnica era straordinaria, naturalmente, ma dietro la macchina fotografica c&#8217;era qualcosa che nessuna tecnologia pu&#242; sostituire: il colpo d&#8217;occhio. E il suo colpo d&#8217;occhio nasceva da una conoscenza profonda del mare, delle barche e degli uomini che le conducono. Nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956, Carlo aveva cominciato fotografando le regate locali. La collaborazione con &#8220;Uomo Mare Vogue&#8221; gli aveva poi aperto le rotte del mondo. Nel 1983 era arrivata la prima Coppa America, a Newport, al seguito di Azzurra, la prima sfida italiana nella storia del trofeo. Da allora avrebbe attraversato tredici campagne, raccontando Italia a Fremantle, Il Moro di Venezia a San Diego, Luna Rossa ad Auckland, Valencia, San Francisco, Bermuda, Barcellona e tutte le trasformazioni di una competizione passata dai 12 Metri alle barche volanti. Ha accompagnato cinque campagne di Luna Rossa e fotografato quattro Whitbread Round the World Race, diverse Volvo Ocean Race, gli eventi internazionali Rolex e le avventure oceaniche di Giovanni Soldini. Migliaia di barche e decine di migliaia di velisti sono passati davanti al suo obiettivo: dai giovanissimi alle prime regate fino ai grandi professionisti della Coppa America. Ma ridurre Carlo Borlenghi ai numeri, per quanto impressionanti, sarebbe ingiusto. Carlo non era semplicemente il fotografo che aveva seguito pi&#249; eventi. Era colui che aveva contribuito a creare l&#8217;immaginario moderno della vela. Le sue immagini hanno fatto il giro del mondo, sono entrate nei libri, nei giornali, nelle campagne pubblicitarie e nelle case degli appassionati. Hanno raccontato l&#8217;eleganza delle barche classiche e la violenza degli oceani, la solitudine dei navigatori e l&#8217;altissima tecnologia della Coppa America. Hanno mostrato la vela come sport, avventura, industria e cultura. In una fotografia di Carlo potevano convivere il gesto atletico, l&#8217;architettura dello scafo, la forza della natura e l&#8217;identit&#224; di un equipaggio. I riconoscimenti ricevuti raccontano solo una parte di questa grandezza: il premio Marian Skubin nel 1983 per la migliore fotografia sportiva pubblicata in Italia, il Grand Prix Professional de la Photo de Mer a Parigi nel 1986, il premio Omega come miglior fotografo sportivo nel 2003 e il Grand Prix de l&#8217;Image Course au Large nel 2007. Nello stesso anno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli consegn&#242; una targa per la sua lunga attivit&#224; a favore del mondo della vela. Eppure, quando lo incontravi, non avevi mai davanti un monumento che pretendeva di essere celebrato. Ci siamo incrociati poche volte, ma Carlo aveva sempre un sorriso, una parola buona, un suggerimento. Possedeva quella gentilezza tipica di chi non deve pi&#249; dimostrare nulla. Parlava con la serenit&#224; di chi conosceva profondamente il proprio mestiere e non temeva di condividere qualcosa con gli altri. Ogni volta iniziavo il mio saluto quasi nello stesso modo: &#171;Carlo, &#232; sempre un onore incontrarti e scambiare qualche chiacchiera con te&#187;. Non era una frase di circostanza. Era davvero cos&#236;. L&#8217;ultima volta ci siamo incontrati nella base di Luna Rossa a Cagliari. Max Sirena aveva l&#8217;urgenza di una diretta televisiva su Sky e aveva lasciato noi giornalisti liberi di muoverci nella hospitality. Carlo era l&#236;, come sempre parte naturale di quel mondo. Gli espressi il desiderio di intervistarlo non appena avesse avuto un momento libero. Al limite ci saremmo potuti incontrare a Napoli, magari dopo qualche suo scatto sulla vita napoletana del team in vista della Coppa America. Quell&#8217;intervista non l&#8217;abbiamo fatta. Pensavo che ci sarebbe stato tempo. Pensavo che avremmo avuto un&#8217;altra base, un&#8217;altra regata, un&#8217;altra banchina sulla quale fermarci. &#200; uno dei piccoli inganni della vita: credere che le persone che hanno accompagnato per tanti anni il nostro lavoro debbano essere sempre l&#236;, riconoscibili dietro un obiettivo, pronte a regalarci ancora uno scatto e una storia. Non aver colto quell&#8217;occasione mi lascia un grande rimpianto. Ma c&#8217;&#232; un ricordo che oggi prevale sulla tristezza e per il quale sar&#242; sempre grato. Quattordici anni fa ebbi la fortuna di essere il suo driver durante una tappa dei Melges a Cala Galera. Ero alla guida del mio gommone e Carlo mi indicava dove posizionarmi rispetto alla flotta. Lo faceva con gentilezza, educazione e precisione. Non alzava la voce neppure nella concitazione della regata. Bastavano poche parole: un po&#8217; pi&#249; avanti, qualche metro sottovento, aspettiamo qui, lasciamoli arrivare. Sembravano semplici indicazioni di navigazione. In realt&#224; erano lezioni. Carlo sapeva gi&#224; che cosa sarebbe accaduto. Leggeva la rotta delle barche, la luce, il vento, la geometria della flotta. Non inseguiva la fotografia: costruiva le condizioni perch&#233; la fotografia arrivasse davanti a lui. Negli anni successivi ho utilizzato molte volte quei suggerimenti. Anch&#8217;io, grazie a quelle indicazioni mai urlate, ho avuto la fortuna di realizzare qualche bella immagine. Forse Carlo non sapeva neppure quanto mi fossero rimaste dentro</p>
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		<title>NAPOLI È PRONTA AD ACCENDERE LA SFIDA TRA I NOVE AC40</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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<p>La prima sensazionale Regata Preliminare dello scorso maggio in Sardegna ha lasciato pi&#249; interrogativi che certezze. Per molti team il tempo a disposizione per prepararsi &#232; stato limitato: avevano infatti avviato la campagna per la Louis Vuitton 38a America&#8217;s Cup solo poche settimane prima. Da allora &#8211; a soli due mesi dalla PR2 &#8211; lo scenario &#232; cambiato radicalmente: i team hanno aumentato l&#8217;intensit&#224; degli allenamenti, determinati a dare il massimo a Napoli alla fine di settembre, quando nove imbarcazioni si contenderanno il titolo, con l&#8217;esordio di American Racing Challenger Team USA. La prima sensazionale Regata Preliminare dello scorso maggio in Sardegna ha lasciato pi&#249; interrogativi che certezze. Per molti team il tempo a disposizione per prepararsi &#232; stato limitato: avevano infatti avviato la campagna per la Louis Vuitton 38a America&#8217;s Cup solo poche settimane prima. Da allora &#8211; a soli due mesi dalla PR2 &#8211; lo scenario &#232; cambiato radicalmente: i team hanno aumentato l&#8217;intensit&#224; degli allenamenti, determinati a dare il massimo a Napoli alla fine di settembre, quando nove imbarcazioni si contenderanno il titolo, con l&#8217;esordio di American Racing Challenger Team USA. La conferma della partecipazione di American Racing Challenger Team USA con un&#8217;unica imbarcazione &#232; una notizia molto positiva. Al momento, &#232; ancora da decidere chi sar&#224; a bordo, ma nelle ultime settimane gli americani hanno intensificato gli allenamenti su due imbarcazioni e il lavoro di selezione dell&#8217;equipaggio nella loro nuova base di Pensacola, in Florida. Avere gli Stati Uniti di ritorno sulla linea di partenza &#232; un elemento di grande rilievo che render&#224; la competizione ancora pi&#249; avvincente. Guidato dal CEO Ken Read, pi&#249; volte campione del mondo e gi&#224; skipper in America&#8217;s Cup e da Giles Scott, Head of Sailing del team e due volte medaglia d&#8217;oro olimpica, da American Racing Challenger Team USA ci si aspetta prestazioni di altissimo livello. Dopo lo straordinario risultato di Cagliari, tutti i team guardano alle barche di Luna Rossa come punto di riferimento, ma nel periodo tra le due regate preliminari si sono svolti intensi training camp. GB1, il Challenger of Record, e Athena Pathway hanno ulteriormente intensificato il lavoro allenandosi a Cagliari, mentre Emirates Team New Zealand ha proseguito la preparazione ad Auckland prima di trasferirsi a Napoli per la sessione estiva di allenamenti con i due AC40: uno destinato al Principal Team e l&#8217;altro al Women &#38; Youth Team. TUDOR Team Alinghi ha proseguito l&#8217;intensa preparazione a Barcellona sotto la guida di Paul Goodison e a Napoli schierer&#224; nuovamente un solo equipaggio. La Roche-Posay Racing Team si &#232; allenato a Lorient, nel nord-ovest della Francia, e prender&#224; parte alla seconda Regata Preliminare con il proprio Principal Team, guidato da Quentin Delapierre. Non vedremo invece Team Australia sulla linea di partenza a Napoli, anche se la sua partecipazione alla Louis Vuitton 38a America&#8217;s Cup &#232; stata confermata. Quando per&#242; inizieranno le regate, sar&#224; il momento di regolare i conti. Tutti i team in gara puntano a dare il massimo a Napoli e le regate si preannunciano pi&#249; combattute che mai. Luna Rossa, favorita di casa, sar&#224; la squadra da battere mentre Emirates Team New Zealand e GB1 punteranno a imporsi sin dalle prime prove. La Roche-Posay Racing Team sa di avere tutte le carte in regola per ottenere un risultato importante, mentre TUDOR Team Alinghi cercher&#224; di dare seguito ai progressi mostrati nelle fasi finali della regata in Sardegna. Il team da tenere d&#8217;occhio &#232; quello americano, soprattutto dopo quanto mostrato durante gli allenamenti. Una delle storie pi&#249; avvincenti sar&#224; per&#242; quella dei Women &#38; Youth Team di Emirates Team New Zealand, Luna Rossa e Athena Pathway: riusciranno ancora una volta a tenere testa ai rispettivi Principal Team, vincendo una o pi&#249; prove, o magari persino la regata? Il format di gara resta sostanzialmente invariato rispetto alla Sardegna: il 24 settembre &#232; in programma la practice race, mentre il 25 settembre alle ore 14.13 inizieranno le tre regate di flotta (con un&#8217;ora di anticipo rispetto alla Sardegna) con conclusione prevista intorno alle 16.00. Il programma del fine settimana comprende altre tre regate di flotta sabato 26 settembre e due regate di flotta domenica 27 settembre. I migliori due team accederanno quindi alla finale, con una sfida secca in un&#8217;unica regata, uno contro uno, per il titolo assoluto. Chi vince prende tutto. E, come recita il famoso motto di America&#8217;s Cup: &#8220;Non esiste un secondo posto&#8221;. A terra, il lungomare di Napoli ospiter&#224; l&#8217;Official Race Village ad ingresso libero e aperto dalle 11 del mattino fino alle ore 20.00 circa, a partire da gioved&#236; 24 settembre e per tutta la durata della regata. Il palco principale sar&#224; il centro nevralgico dei dock-out e dock-in show in ogni giorno di regata, permettendo al pubblico di vedere da vicino gli equipaggi. Gioved&#236; 24 settembre intorno alle ore 18.00 verranno presentati i team al pubblico. Prima dell&#8217;inizio delle regate sono previsti momenti di intrattenimento a cura di artisti locali e maxi schermi porteranno nel villaggio tutta l&#8217;azione della regata con il commento in tempo reale. Non mancheranno stand dedicati al merchandising e punti di ristoro, cos&#236; come attivit&#224; di sponsor e partner dell&#8217;evento. Inoltre, via Francesco Caracciolo sar&#224; chiusa al traffico per consentire agli spettatori di passeggiare sul lungomare e assistere alle regate dai migliori punti di osservazione degli AC40 in azione. Il posizionamento del campo di regata nel Golfo di Napoli offrir&#224; al pubblico numerose opportunit&#224; per seguire le gare, sia da terra sia dalle aree in mare riservate alle imbarcazioni private. Se non avete mai visto degli AC40 volare a velocit&#224; superiori ai 40 nodi, venite a Napoli per assistere dal vivo a questo spettacolo. Difficilmente ve ne dimenticherete. Napoli, inoltre, &#232; una citt&#224; tutta da scoprire, con le sue strade ricche di storia, castelli, monumenti straordinari e una tradizione gastronomica tra le pi&#249; apprezzate al mondo, il tutto accompagnato dalla calorosa ospitalit&#224; dei suoi abitanti. Napoli. Devi esserci. &#160; &#160;</p>
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		<title>LA DOPPIA SFIDA DI LUNA ROSSA</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:18:28 +0000</pubDate>
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<p>Gestire simultaneamente due programmi velici in due location separate &#232; un&#8217;operazione complessa: vi spieghiamo come funziona. Gestire contemporaneamente le attivit&#224; dei due AC40 a Napoli e quelle dell&#8217;AC75 a Cagliari &#232; una sfida nella sfida per&#160;Luna Rossa, e richiede una tabella di marcia sincronizzata e una logistica perfetta. Ma soprattutto un grande coordinamento tra tutti i dipartimenti, cominciando dai velisti sino ai responsabili della logistica. Jacopo Plazzi Marzotto, coach di Luna Rossa, ci tiene a sottolineare il lavoro svolto dal team Y&#38;W: &#171;Le ragazze e i ragazzi sono stati fondamentali per portare avanti questo doppio programma, perch&#233; senza pesare e interferire con la tabella di marcia generale, si sono impegnati al massimo, insieme allo shore team, e ai due coach dedicati al programma giovanile e femminile, Guido Gallinaro e Rocco Falcone: prima hanno lavorato alla manutenzione degli AC40, poi al loro smontaggio e infine all&#8217;allestimento a Napoli, mettendo le due barche in grado di navigare dal primo giorno, un risultato tutt&#8217;altro che scontato. Ci tengo a dire che il successo di questa complessa gestione si deve anche al lavoro di squadra che ha coinvolto le persone che seguono la logistica del team a Napoli. Pur impegnate nello sviluppo della base a Bagnoli, hanno trovato il tempo per dedicarsi all&#8217;allestimento dell&#8217;area per gli AC40, permettendoci di operare da subito nelle condizioni migliori. Io e gli altri coach facciamo avanti e indietro da Cagliari per seguire le sessioni con due barche, dove ci focalizziamo sul match race, alcuni di noi supportano da remoto alcune attivit&#224; di coaching e analisi dati. Queste prime navigazioni sono state fondamentali per prendere contatto con la citt&#224; e per raccogliere quante pi&#249; informazioni possibili sulle condizioni meteo-marine in vista delle regate di settembre, e soprattutto del 2027. Napoli sar&#224; anche l&#8217;occasione per testare nuovi volti che completeranno le formazioni giovanili e femminili e al momento non possiamo che dirci entusiasti di questa citt&#224;. Per non parlare dell&#8217;accoglienza straordinaria che abbiamo ricevuto: dal Sindaco a Cannavaro, campione straordinario, fino alle persone incontrate per strada, tutti ci hanno immediatamente fatti sentire a casa&#187;. &#171;I due programmi sono entrambi fondamentali&#187;, aggiunge&#160;Gilberto Nobili, Technology &#38; Operations Director di Luna Rossa &#171;e per portarli avanti in contemporanea c&#8217;&#232; bisogno dell&#8217;incastro perfetto. Bisogna avere chiari i tempi e le sessioni di navigazione sia per gli AC40 sia per l&#8217;AC75 e i relativi periodi di manutenzione. Poi bisogna organizzare il trasporto delle barche, assicurarsi le strutture di appoggio, e decidere le persone che si sposteranno: velisti, tecnici, medici e team di supporto compresi. La nostra tabella di marcia prevede che gli equipaggi Y&#38;W si fermino tutta l&#8217;estate in Campania, mentre il team Senior far&#224; avanti e indietro da Cagliari per effettuare alcune sessioni con due barche a Napoli e portare avanti parallelamente il programma dell&#8217;AC75&#187;. Entra pi&#249; nel dettaglio,&#160;Michele Cannoni, AC75 Boat Captain &#38; Shore Team Director: &#171;Il team Y&#38;W ha lavorato moltissimo per essere autosufficiente e saper gestire qualsiasi evenienza in autonomia. A Napoli ci sono due container con funzione officina-veleria in modo che ogni dipartimento abbia un piccolo corner funzionante per affrontare e risolvere i problemi quotidiani. I due boat captain junior &#8211; Stefano Dezulian per barca 1 e Pietro De Luca per barca 2 &#8211; insieme a tutto il team giovani e donne, sono davvero molto bravi, e ognuno conosce il proprio compito alla perfezione. Non a caso appena sbarcati gli AC40 dalla nave, sono stati in grado di riassemblarli in tempi record e cominciare a navigare immediatamente. Stanno facendo un lavoro straordinario. Nel frattempo, a Cagliari prosegue l&#8217;attivit&#224; legata all&#8217;AC75. Quando il team Senior &#232; a Napoli per la two boat session, la barca viene sottoposta a manutenzione, in modo che sia tutto pronto per quando si riprende a navigare. Questo comporta avere due squadre 100% operative, compresi tecnici, shore team, ingegneri, driver dei gommoni, comunicazione ecc. &#200; un lavoro di incastro perfetto che richiede la massima collaborazione da parte di tutti i dipartimenti&#187;.</p>
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