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	<title>Veladuepuntozero &#187; Economia</title>
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	<description>Selezione Notizie di Vela Sportiva Italiana e Internazionale</description>
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		<title>LOUIS VUITTON 38a AMERICA’S CUP, CRESCE LA PASSIONE DEGLI ITALIANI E IL VALORE PER I BRAND</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 13:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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<p>La ricerca proprietaria di Havas evidenzia la crescita della notoriet&#224; e dell&#8217;interesse per Napoli 2027 e il potenziale della competizione per i brand. A meno di un anno dall&#8217;edizione di Napoli 2027, l&#8217;America&#8217;s Cup sta conquistando un posto sempre pi&#249; rilevante nell&#8217;attenzione degli italiani. Lo evidenzia la ricerca proprietaria condotta da Havas Play &#8211; partner ufficiale della Louis Vuitton 38a America&#8217;s Cup &#8211; e CSA &#8211; il team di consulenza tecnologica, data &#38; analytics di Havas &#8211; attraverso quattro rilevazioni realizzate tra ottobre 2025 e settembre 2026. I risultati mostrano una crescita costante in termini di notoriet&#224; dell&#8217;evento e un progressivo coinvolgimento emotivo del pubblico. La crescita della notoriet&#224; Oggi quasi la met&#224; degli italiani (49%) dichiara di aver seguito l&#8217;America&#8217;s Cup in passato, con un incremento del 15% rispetto alla prima rilevazione di ottobre 2025 (34%). Ancora pi&#249; significativa &#232; la crescita della notoriet&#224; di Napoli 2027 passata dal 44% di ottobre 2025 al 66% di settembre 2026, registrando una forte accelerazione dopo le regate preliminari di Cagliari e Napoli. Cresce anche l&#8217;interesse: oggi il 48% degli italiani si dichiara molto o abbastanza interessato all&#8217;edizione italiana della competizione, una percentuale che sale al 66% tra gli appassionati di sport e raggiunge il 76% tra coloro che gi&#224; seguono l&#8217;America&#8217;s Cup. L&#8217;impatto della location contribuisce a rafforzare questo interesse: per il 59% degli intervistati, infatti, la scelta dell&#8217;Italia come Paese ospitante accresce in modo significativo l&#8217;attrattivit&#224; della competizione. Un dato in crescita del 17% rispetto a ottobre 2025 (42%). &#160; Napoli protagonista: non solo sport, ma economia e territorio La scelta di Napoli come sede della Louis Vuitton 38a America&#8217;s Cup raccoglie un ampio consenso tra gli italiani: il 77% ritiene che l&#8217;evento avr&#224; un impatto positivo sul turismo e sull&#8217;economia della citt&#224;, e il 68% che contribuir&#224; a rafforzarne l&#8217;immagine in Italia e nel mondo. Il 65% considera Napoli all&#8217;altezza di un evento internazionale di alto livello, una percentuale che sale all&#8217;86% tra chi ha assistito dal vivo alle regate preliminari (16%). Le preliminari, infatti, hanno confermato la capacit&#224; dell&#8217;evento di attrarre e coinvolgere il pubblico: il 23% degli italiani ha seguito la tappa di Napoli di settembre 2026, con un livello di gradimento elevatissimo (93%). La diretta TV o streaming si conferma il principale punto di accesso all&#8217;evento (63%). Luna Rossa domina i cuori degli italiani Luna Rossa Prada Pirelli si conferma la squadra del cuore degli italiani. La notoriet&#224; spontanea del team &#232; cresciuta dal 28% al 45% nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo anno, mentre quella sollecitata ha raggiunto il 78%. Ancora pi&#249; rilevante il dato sul tifo: il 60% degli italiani dichiara di sostenere Luna Rossa, con punte del 93% tra chi ha seguito la regata preliminare di Napoli. Brand e sponsorizzazioni: un&#8217;opportunit&#224; strategica La ricerca mostra come la presenza dei brand sia percepita come parte integrante della competizione. Per il 62% degli italiani, gli sponsor sono una componente naturale di questo sport, e il 53% ritiene che vedere un brand associato all&#8217;America&#8217;s Cup lo faccia percepire come pi&#249; prestigioso. Le aspettative del pubblico verso gli sponsor sono chiare e sfidanti: 72% si aspetta che apportino qualcosa di positivo al territorio 71% che supportino la promozione dello sport 68% che sostengano attivamente i team e i loro membri 67% che abbiano a cuore la sostenibilit&#224; 66% che siano brand trasparenti 65% che contribuisca allo spettacolo della competizione I settori maggiormente percepiti come coerenti con l&#8217;America&#8217;s Cup sono quelli dei prodotti e delle attrezzature nautiche (78%), dell&#8217;abbigliamento tecnico (75%), dell&#8217;energia e della sostenibilit&#224; (68%), del turismo e hospitality (66%) e della moda e lusso (56%). Le parole chiave della vela Gli italiani associano alla vela e all&#8217;America&#8217;s Cup valori forti e identitari: spirito di squadra (40%), tradizione (35%), prestigio (34%), tecnologia (26%) ed eleganza (25%). Il 66% la considera uno sport che rappresenta bene l&#8217;eccellenza italiana e il 62% la percepisce come tecnologicamente avanzata e innovativa. Al tempo stesso, il 57% riconosce che si tratta di una disciplina difficile da comprendere per chi non &#232; esperto. Un dato che evidenzia una delle principali opportunit&#224; per la comunicazione: rendere la competizione sempre pi&#249; accessibile, raccontandone la componente spettacolare, tecnologica e umana. &#8220;L&#8217;America&#8217;s Cup rappresenta oggi molto pi&#249; di una competizione sportiva: &#232; una piattaforma culturale, tecnologica e territoriale capace di generare attenzione, partecipazione e valore per le citt&#224; ospitanti.&#8221; commenta Alessandro Tomaiuolo, Managing Director di Havas Play &#8220;Per i brand che scelgono di abbracciarla, la sfida non &#232; semplicemente essere presenti, ma costruire una relazione autentica con il pubblico e con il territorio. I dati mostrano che le persone premiano gli sponsor capaci di contribuire concretamente allo spettacolo, sostenere lo sport, promuovere la sostenibilit&#224; e lasciare un impatto positivo. &#200; su questa capacit&#224; di attivare la partnership in modo rilevante e credibile che si misurer&#224; il valore della sponsorizzazione.&#8221;</p>
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		<title>America’s Cup contagia la passione in Campania</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:42:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>America&#8217;s Cup Napoli: 1.294 nuovi tesserati FIV, cresce la vela in Campania La Coppa America porta nuovi praticanti alla vela. Nella settimana della regata preliminare di Napoli, dal 22 al 28 settembre, la Federazione Italiana Vela ha registrato 1.294 nuovi tesserati in Campania: il totale regionale &#232; passato da 7.500 a 8.794, con una crescita del 17,3% in sette giorni. Un risultato che mette in evidenza il potenziale della manifestazione come motore di promozione sportiva. Il dato pi&#249; significativo riguarda i giovani: il 90% dei nuovi iscritti ha tra i 6 e i 14 anni, mentre il restante 10% &#232; composto da persone con pi&#249; di 65 anni. La settimana napoletana ha quindi avvicinato alla vela due generazioni, aprendo soprattutto una prospettiva importante per il ricambio e la crescita del movimento giovanile. A favorire questo incontro sono state le attivit&#224; organizzate da Sport e Salute e FIV nel Race Village. Circa 600 persone hanno partecipato alle esperienze in acqua, con una flotta che comprendeva RS Feva, Waszp, wing foil, RS21 e Switch. Anche sette medagliati olimpici hanno condiviso le attivit&#224; con il pubblico, creando un collegamento diretto tra i campioni e chi si avvicinava allo sport. &#200; qui che emerge il valore della Coppa per la vela italiana: la capacit&#224; di trasformare l&#8217;attenzione per le regate in occasioni concrete per salire a bordo. Lo spettacolo richiama il pubblico; barche, istruttori e attivit&#224; sul territorio possono far nascere una passione. Ora la sfida &#232; dare continuit&#224; a questo primo contatto. I nuovi tesseramenti sono un segnale incoraggiante, ma sar&#224; la partecipazione nei prossimi mesi a misurare quanto questa spinta diventer&#224; pratica abituale. Per i circoli campani si apre l&#8217;opportunit&#224; di accompagnare bambini e famiglie attraverso corsi accessibili, percorsi formativi e attivit&#224; continuative. Verso Napoli 2027, questa &#232; una delle eredit&#224; sportive pi&#249; promettenti della Coppa America: allargare la base della vela e rafforzare il rapporto della citt&#224; con il suo mare. La misura del successo passer&#224; anche da quanti di questi nuovi iscritti continueranno a navigare dopo la festa.</p>
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		<title>Yanmar sponsor ufficiale dell’America’s Cup di Napoli 2027</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Yanmar conferma il proprio impegno nell&#8217;America&#8217;s Cup: il gruppo sar&#224; Official Sponsor e Official Marine Sports Sponsor della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup, in programma a Napoli nel 2027. L&#8217;accordo prolunga una collaborazione iniziata nel 2013 e porta nella prossima edizione un protagonista internazionale delle tecnologie per la propulsione marina. La notizia rafforza il legame tra la competizione e l&#8217;industria nautica. Per Yanmar, la Coppa rappresenta una piattaforma attraverso cui promuovere innovazione, efficienza e tutela degli oceani. Il portafoglio del gruppo comprende motori a combustione con emissioni ridotte, tecnologie a celle a combustibile alimentate a idrogeno e soluzioni di propulsione elettrica. Il comunicato non annuncia specifiche forniture per le barche da regata. La partnership si concentra sul sostegno all&#8217;evento e sulla valorizzazione delle tecnologie che possono contribuire all&#8217;evoluzione del settore. Materiali leggeri, foil, simulazione, idrodinamica e gestione dell&#8217;energia fanno dell&#8217;America&#8217;s Cup un laboratorio di competenze rilevanti anche per lo sviluppo di una nautica pi&#249; efficiente. &#171;L&#8217;America&#8217;s Cup si colloca all&#8217;incrocio tra ambizione umana, tecnologia marina avanzata e oceano&#187;, ha dichiarato Grant Dalton, presidente di America&#8217;s Cup Partnership. Dalton ha sottolineato come la ricerca delle prestazioni debba accompagnarsi alla responsabilit&#224; verso l&#8217;ambiente che rende possibile questo sport. Wouter-Jan van der Wurff, presidente e amministratore delegato di Yanmar Marine International, ha indicato nell&#8217;innovazione e nella protezione del mare i due assi dell&#8217;accordo, collegando le esigenze attuali della nautica alla sua evoluzione di lungo periodo. Il rapporto con la Coppa risale a San Francisco 2013, quando Yanmar era Official Technical Partner di Oracle Team USA. La collaborazione &#232; proseguita nelle edizioni di Bermuda, Nuova Zelanda e Barcellona. A Napoli, il gruppo utilizzer&#224; la visibilit&#224; internazionale dell&#8217;evento anche per sensibilizzare sulla conservazione degli ecosistemi marini e avvicinare nuove generazioni alla vela.</p>
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		<title>America’s Cup Napoli: Mulino Caputo diventa la farina ufficiale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>La tradizione della pizza napoletana entra nell&#8217;America&#8217;s Cup. Mulino Caputo &#232; stata nominata Fornitore Ufficiale e Farina Ufficiale della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup, che porter&#224; a Napoli la sfida per il pi&#249; antico trofeo sportivo internazionale. L&#8217;accordo lega una delle imprese simbolo della citt&#224; al programma della manifestazione, fino al Match previsto dal 10 luglio 2027. L&#8217;azienda, fondata nel 1924 e con sede a San Giovanni a Teduccio, avr&#224; un ruolo attivo nell&#8217;accoglienza di team, partner, ospiti e pubblico internazionale, contribuendo a portare nell&#8217;evento i sapori e la cultura gastronomica napoletana. Una presenza che affianca alla competizione sportiva la valorizzazione del territorio attraverso il cibo. Per Caputo, le cui farine sono utilizzate da pizzaioli, panettieri e pasticceri nel mondo, la partnership offre una vetrina globale. Per gli organizzatori, rappresenta un tassello nella costruzione di un evento riconoscibile anche per il legame con la citt&#224; ospitante. &#171;Vogliamo che l&#8217;evento celebri non solo la vela di livello mondiale, ma anche il meglio di Napoli&#187;, ha dichiarato Marzio Perrelli, amministratore delegato di America&#8217;s Cup Partnership, sottolineando il radicamento del marchio nella cultura locale. &#171;Diventare la Farina Ufficiale della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup ci permette di dare il benvenuto al mondo nella nostra citt&#224; attraverso una delle sue pi&#249; grandi tradizioni: il cibo&#187;, ha commentato Antimo Caputo, amministratore delegato dell&#8217;azienda. Secondo quanto dichiarato dal manager, Caputo &#232; il primo mulino a diventare Fornitore Ufficiale nella storia della competizione. L&#8217;intesa amplia cos&#236; il coinvolgimento delle imprese del territorio nel percorso verso il 2027. Prima del Match, Napoli ospiter&#224; la Louis Vuitton Cup per la selezione dello sfidante e un programma di regate ed eventi. Per il tessuto produttivo locale, la Coppa diventa anche un&#8217;occasione per presentare prodotti e competenze a una platea internazionale, collegando l&#8217;immagine del Golfo alle eccellenze che nascono sulla terraferma.</p>
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		<title>K-Way verso l’America’s Cup: il kit tecnico per La Roche-Posay Racing Team</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 08:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Dall&#8217;equipaggiamento da gara alle divise ufficiali, fino alla collezione destinata al pubblico: K-Way rinnova la collaborazione come Technical Partner di La Roche-Posay Racing Team per la 38&#170; America&#8217;s Cup, in programma a Napoli nel 2027. Il marchio accompagner&#224; nuovamente la squadra francese, con una fornitura che mette al centro protezione e funzionalit&#224;. Il kit comprende tre ambiti: abbigliamento tecnico per la competizione, capi ufficiali del team e una linea lifestyle. Nella dotazione trova spazio anche la Claude, giacca iconica del brand, che porta l&#8217;identit&#224; K-Way all&#8217;interno del guardaroba della squadra. Il ruolo del partner tecnico si sviluppa attorno alle esigenze dell&#8217;attivit&#224; in mare. Vento, acqua e continue sollecitazioni mettono alla prova i materiali e rendono l&#8217;America&#8217;s Cup un contesto utile per valutare le soluzioni adottate. La protezione dagli elementi si affianca alla necessit&#224; di assecondare i movimenti dell&#8217;equipaggio: l&#8217;abbigliamento entra cos&#236; nella preparazione quotidiana della sfida. Secondo quanto annunciato dal marchio, le innovazioni sviluppate e validate durante la competizione saranno trasferite anche nelle collezioni per l&#8217;uso quotidiano. La partnership assume quindi un ruolo nel percorso di ricerca del prodotto, oltre a garantire visibilit&#224; internazionale. Il comunicato non dettaglia tessuti, caratteristiche dei singoli capi o protocolli di prova: sar&#224; l&#8217;impiego sul campo a dare concretezza al contributo tecnico della fornitura. L&#8217;accordo avr&#224; inoltre uno sbocco commerciale. Una selezione lifestyle della primavera-estate 2027 sar&#224; disponibile sul sito e nei negozi K-Way, consentendo agli appassionati di indossare i colori della squadra. Napoli sar&#224; la cornice di un progetto che lega regata, sviluppo dell&#8217;abbigliamento e distribuzione. Per K-Way, la rotta verso la Coppa passa dalla capacit&#224; di tradurre le esigenze del team in capi funzionali, portando l&#8217;esperienza della competizione anche fuori dal campo di regata.</p>
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		<title>Nautica e intelligenza artificiale: l’innovazione si misura tra banchina e cantiere</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:54:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>L&#8217;innovazione nautica passa anche dai posti barca rimasti invenduti, dalle prenotazioni gestite al telefono e dai manuali difficili da consultare quando un impianto smette di funzionare. &#200; su queste inefficienze che punta Maritime Ventures, l&#8217;iniziativa lanciata da CDP Venture Capital, con due nuove startup: MareaOS, dedicata alle marine, e Naitiva, focalizzata sulla documentazione tecnica e sulla manutenzione degli yacht. Il punto &#232; economico prima ancora che tecnologico: trasformare informazioni disperse in strumenti capaci di ridurre errori, recuperare ricavi e migliorare l&#8217;assistenza. Un obiettivo concreto per una filiera in cui l&#8217;evoluzione delle imbarcazioni deve trovare continuit&#224; anche nei processi a terra. MareaOS propone una piattaforma cloud che riunisce disponibilit&#224; degli ormeggi, prenotazioni, fatturazione e servizi, dalla manutenzione alla ristorazione. L&#8217;allocazione automatica dei posti barca e le previsioni basate sull&#8217;intelligenza artificiale promettono una gestione pi&#249; efficiente. Ma il valore dell&#8217;offerta sta soprattutto nell&#8217;integrazione: dare al gestore una visione comune di occupazione, incassi e clienti, rendendo pi&#249; semplice acquistare servizi anche per il diportista. Le dieci lettere d&#8217;intenti annunciate indicano interesse commerciale. Non certificano ancora risultati operativi: la prova sar&#224; verificare quanto il sistema aumenti i ricavi e riduca il lavoro amministrativo, considerando anche il costo delle commissioni. Naitiva affronta un&#8217;altra debolezza: i dati tecnici distribuiti tra documenti, manuali e archivi separati. La piattaforma punta a renderli consultabili con domande in linguaggio naturale, collegando cantieri, comandanti, armatori e manutentori lungo la vita della barca. Due progetti pilota sono gi&#224; attivi presso cantieri italiani. Qui occorre distinguere tra accesso alle informazioni e manutenzione predittiva. Ritrovare rapidamente una procedura pu&#242; migliorare l&#8217;assistenza; anticipare un guasto richiede anche dati affidabili sul funzionamento degli impianti, uno storico degli interventi e modelli validati. La capacit&#224; di interrogare un manuale &#232; un passo utile, ma da sola non dimostra che si possa prevedere un&#8217;avaria. Le due iniziative portano a cinque le startup di Maritime Ventures e mettono a fuoco un terreno rilevante per la competitivit&#224; della nautica italiana. L&#8217;effettiva innovazione si misurer&#224; per&#242; nell&#8217;adozione quotidiana: sistemi compatibili con quelli esistenti, informazioni aggiornate e personale capace di utilizzarli. Meno ore perse, pi&#249; servizi venduti, tempi di fermo ridotti: saranno questi indicatori, oltre all&#8217;etichetta dell&#8217;intelligenza artificiale, a stabilire il valore delle nuove piattaforme.</p>
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		<title>Visa e Nexi salgono a bordo di Luna Rossa: cresce la squadra degli sponsor</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:54:05 +0000</pubDate>
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<p>Luna Rossa rafforza la propria squadra commerciale verso l&#8217;America&#8217;s Cup di Napoli 2027. Visa e Nexi diventano Official Sponsor del challenger italiano, portando nella sfida due protagonisti dei pagamenti digitali. I loro loghi, gi&#224; comparsi sull&#8217;AC40 nella Regata Preliminare di Napoli, saranno presenti sull&#8217;AC75 e sulle uniformi nella stagione 2027. L&#8217;accordo unisce settori diversi attraverso esigenze comuni: velocit&#224;, sicurezza, affidabilit&#224; e integrazione delle competenze. &#171;Avere Visa e Nexi al nostro fianco in questa campagna ci fa enorme piacere&#187;, sottolinea Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa. Per il team, la partnership amplia la base di sostegno alla ricerca della prestazione; per i due marchi, offre una piattaforma internazionale di comunicazione che nel 2027 avr&#224; il suo centro in Italia. Il richiamo commerciale &#232; significativo. Secondo i dati riportati da Visa, l&#8217;edizione di Barcellona 2024 ha raggiunto un&#8217;audience televisiva di 954 milioni in 209 territori, con quasi 12mila ore di trasmissione. Numeri che spiegano l&#8217;interesse di aziende capaci di utilizzare la vela come veicolo di notoriet&#224;, relazioni e coinvolgimento dei clienti. Attorno a Prada, riferimento principale del progetto, si &#232; formato un gruppo che comprende Pirelli, Unipol, Panerai, Alfa Romeo, Pasta Garofalo, Fastweb, Deloitte, Visa e Nexi. Una squadra che attraversa lusso, industria, assicurazioni, alimentare, telecomunicazioni, consulenza e finanza. Alcuni accordi apportano anche competenze: Pirelli affianca lo sviluppo tecnologico, Fastweb la connettivit&#224; e Deloitte i processi gestionali. Sulle vele trovano inoltre spazio UNESCO e SEA BEYOND, legati alla tutela dell&#8217;oceano: una presenza da distinguere dalle sponsorizzazioni commerciali. Quanto vale questa raccolta? Gli annunci consultati non rendono pubblici i corrispettivi. Si pu&#242; costruire soltanto uno scenario indicativo: ipotizzando un valore medio di 2&#8211;3 milioni di euro per ciascuno dei nove sponsor esterni a Prada, sull&#8217;intera campagna, si ottengono 18&#8211;27 milioni, tra denaro e prestazioni valorizzate. &#200; un&#8217;ipotesi editoriale, non una valutazione dei contratti n&#233; una somma gi&#224; incassata. Aggiungendo il sostegno di Prada il totale aumenterebbe, ma senza conoscerne l&#8217;impegno economico non &#232; possibile quantificarlo in modo attendibile.</p>
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		<title>Nautica italiana, nuovo record a 8,72 miliardi. Ma dietro il primato cresce il divario tra superyacht e piccola nautica</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:19:17 +0000</pubDate>
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<p>L&#8217;industria italiana chiude il 2025 con un fatturato record di 8,72 miliardi di euro e 4,4 miliardi di export. L&#8217;Italia controlla il 52% degli ordini mondiali di superyacht e aumenta l&#8217;occupazione. Ma sotto la superficie dei numeri emerge un mercato sempre pi&#249; polarizzato: l&#8217;alto di gamma continua a correre, mentre fuoribordo, pneumatici e vela soffrono per il secondo anno consecutivo. Otto miliardi e 720 milioni di euro. &#200; il nuovo record dell&#8217;industria nautica italiana e il numero con cui si apre il 66&#176; Salone Nautico Internazionale di Genova. Nel 2025 il fatturato complessivo del settore &#8211; unit&#224; da diporto, accessori e motori &#8211; &#232; cresciuto dell&#8217;1,4%, raggiungendo il massimo storico. Un risultato che conferma la forza dell&#8217;industria italiana, ma che richiede una lettura pi&#249; approfondita. Perch&#233; dietro il record si sta delineando una nautica sempre pi&#249; chiaramente divisa in due. Da una parte ci sono superyacht, grandi yacht, export e una filiera industriale che continua a beneficiare della leadership internazionale italiana. Dall&#8217;altra c&#8217;&#232; la nautica di dimensioni pi&#249; contenute, maggiormente legata al mercato interno e alla capacit&#224; di spesa della classe media, che per il secondo anno consecutivo mostra segnali di difficolt&#224;. &#200; probabilmente questa, pi&#249; del nuovo massimo di fatturato, la notizia economica che arriva da Genova. L&#8217;INDUSTRIA CRESCE, MA A RITMO PI&#217; CONTENUTO I dati presentati in occasione del Boating Economic Forecast, sulla base della nuova edizione de &#8220;La Nautica in Cifre &#8211; LOG&#8221; realizzata dall&#8217;Ufficio Studi di Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison e in collaborazione con IULM COMAR, restituiscono l&#8217;immagine di un settore che rimane complessivamente solido. La produzione nazionale della cantieristica raggiunge i 5,47 miliardi di euro, con una crescita dello 0,5%. Ancora pi&#249; significativo &#232; il dato occupazionale. Gli addetti diretti salgono a 32.420, il 3% in pi&#249; rispetto al 2024, mentre considerando l&#8217;intera filiera nautica italiana si arriva a circa 170 mila occupati. Il contributo della nautica al PIL nazionale viene quantificato in 7,51 miliardi di euro, pari al 3,32 per mille del prodotto interno lordo italiano. La crescita dell&#8217;1,4% del fatturato &#232; tuttavia molto lontana dai tassi a doppia cifra che avevano caratterizzato gli anni della grande espansione post-pandemica. Non siamo quindi di fronte a una nuova accelerazione generalizzata del mercato. Piuttosto a una fase di consolidamento nella quale alcune componenti dell&#8217;industria continuano a crescere e altre arretrano. IL VERO MOTORE &#200; L&#8217;EXPORT Per capire dove si trovi oggi il principale punto di forza della nautica italiana bisogna guardare oltre i confini nazionali. Il 90% della produzione della cantieristica italiana &#232; destinato all&#8217;export. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto il nuovo record di 4,4 miliardi di euro, con un incremento del 2,6% rispetto all&#8217;anno precedente. L&#8217;Italia rappresenta ormai il 21,3% dell&#8217;export nautico mondiale. Il dato assume ancora maggiore rilevanza se osservato in prospettiva storica: dall&#8217;inizio del nuovo millennio l&#8217;export italiano di imbarcazioni da diporto &#232; passato da circa 800 milioni agli attuali 4,4 miliardi di euro, pi&#249; che quintuplicandosi. La nautica &#232; diventata cos&#236; uno dei comparti pi&#249; internazionalizzati della manifattura italiana. Ed &#232; proprio questa esposizione ai mercati mondiali a spiegare una parte importante della capacit&#224; dell&#8217;industria di continuare a crescere nonostante un quadro economico internazionale meno favorevole rispetto agli anni precedenti. SUPERYACHT: UN ORDINE SU DUE NEL MONDO &#200; ITALIANO Ma il numero che meglio fotografa la posizione raggiunta dall&#8217;Italia riguarda il superyachting. I cantieri italiani hanno in portafoglio 568 superyacht, pari al 52% degli ordini mondiali. In altre parole, pi&#249; di un superyacht su due presente nell&#8217;order book globale &#232; italiano. &#200; un dato che va oltre il semplice primato produttivo. Dimostra come l&#8217;Italia sia riuscita a costruire attorno al grande yachting un vero sistema industriale, capace di integrare cantieristica, progettazione, design, arredamento, componentistica, tecnologia, servizi e refitting. Ed &#232; proprio l&#8217;alto di gamma a continuare a sostenere una parte rilevante dei risultati complessivi del comparto. Nel 2025 la produzione delle unit&#224; entrobordo cresce infatti dell&#8217;1,3%, mentre le categorie maggiormente legate alla piccola nautica mostrano un andamento opposto. Il mercato, dunque, non sta premiando tutte le barche allo stesso modo. LA NAUTICA ITALIANA HA ANCHE UNA GEOGRAFIA La leadership italiana non nasce da un unico grande polo industriale. Quasi il 90% del fatturato della cantieristica &#232; concentrato in cinque poli territoriali, caratterizzati da specializzazioni differenti e da una forte integrazione con i mercati internazionali. Un ruolo centrale &#232; ricoperto dall&#8217;Alto Mediterraneo: Liguria e Toscana rappresentano insieme oltre la met&#224; del fatturato della cantieristica nazionale. &#200; una concentrazione che aiuta anche a comprendere quanto la nautica abbia assunto un peso economico rilevante in alcuni territori, dove la presenza dei grandi cantieri genera un indotto che va molto oltre la costruzione delle imbarcazioni. DUE MILIARDI DI ACCESSORI ED EQUIPAGGIAMENTI C&#8217;&#232; poi una parte dell&#8217;industria nautica che spesso rimane meno visibile rispetto ai grandi cantieri, ma che rappresenta uno dei punti di forza della filiera italiana. &#200; quella degli accessori e degli equipaggiamenti. Nel 2025 questo segmento ha generato 2,03 miliardi di euro di fatturato, in crescita dello 0,4%. La produzione nazionale vale 1,54 miliardi e il 47% viene esportato. Un dato importante perch&#233; dimostra come la presenza italiana sui mercati internazionali non riguardi soltanto gli yacht finiti. Le aziende della componentistica sono riuscite a entrare nelle supply chain dei cantieri internazionali, esportando tecnologia e prodotti anche per imbarcazioni costruite fuori dall&#8217;Italia. SOTTO I 12 METRI LO SCENARIO CAMBIA &#200; per&#242; quando si abbandona il mondo dei grandi yacht che il quadro diventa pi&#249; complesso. Per il secondo anno consecutivo, i segmenti maggiormente collegati alla piccola nautica registrano una contrazione significativa. Le difficolt&#224; interessano unit&#224; fuoribordo, unit&#224; pneumatiche e vela. Ed &#232; probabilmente qui che si trova l&#8217;indicatore da osservare con maggiore attenzione nei prossimi anni. La grande nautica e la piccola nautica rispondono infatti a logiche economiche profondamente differenti. Il cliente di un superyacht appartiene a una fascia patrimoniale scarsamente condizionata dalle normali oscillazioni del costo della vita. &#200; un mercato globale, nel quale i cantieri italiani competono soprattutto su qualit&#224;, tecnologia, design, personalizzazione e reputazione del marchio. Scendendo</p>
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		<title>America’s Cup 2027, la vera sfida di Napoli: cosa resterà a Bagnoli dopo la Coppa</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 13:00:04 +0000</pubDate>
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<p>Hangar, pontili, nuove profondit&#224;, waterfront, spazi pubblici e infrastrutture: l&#8217;America&#8217;s Cup sta accelerando una trasformazione attesa da decenni. Ma la partita pi&#249; importante inizier&#224; quando gli AC75 avranno lasciato Napoli. Per Bagnoli la Coppa pu&#242; diventare il passaggio da ex area industriale a nuovo polo del mare. L&#8217;America&#8217;s Cup dura qualche mese. Una citt&#224; resta. &#200; partendo da questa semplice considerazione che si comprende la vera dimensione della partita che Napoli sta giocando con la Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup. Gli AC75 arriveranno, regateranno davanti a uno dei waterfront pi&#249; spettacolari del Mediterraneo e poi, inevitabilmente, ripartiranno. Ma Bagnoli rester&#224;. E resteranno soprattutto le trasformazioni che oggi stanno modificando profondamente un territorio rimasto per decenni sospeso tra memoria industriale, bonifica e progetti di rigenerazione. &#200; questo l&#8217;aspetto che emerge con maggiore forza visitando via mare il cantiere insieme all&#8217;ingegner Giacomo Vinci. Guardando Bagnoli dall&#8217;acqua, infatti, l&#8217;America&#8217;s Cup smette quasi di essere soltanto un evento sportivo. Diventa una scadenza. La Coppa come acceleratore L&#8217;assegnazione dell&#8217;America&#8217;s Cup a Napoli ha introdotto nel processo di trasformazione di Bagnoli qualcosa che spesso manca ai grandi progetti urbani: una data che non pu&#242; essere continuamente spostata in avanti. Nel 2027 il mondo della vela arriver&#224; qui. Le squadre dovranno avere basi funzionanti. Gli AC75 dovranno poter entrare e uscire in sicurezza. I pontili dovranno essere operativi. Le reti tecnologiche dovranno funzionare. Gli spazi per media, organizzazione, volontari e pubblico dovranno essere pronti. L&#8217;evento internazionale diventa cos&#236; un formidabile acceleratore infrastrutturale. Non &#232; soltanto un&#8217;interpretazione. Fin dall&#8217;assegnazione dell&#8217;evento, il progetto ufficiale ha indicato esplicitamente l&#8217;America&#8217;s Cup come opportunit&#224; per accelerare il risanamento ambientale e la rigenerazione urbana di Bagnoli. Restituire il mare C&#8217;&#232; una frase pronunciata da Vinci durante la navigazione che contiene forse il senso dell&#8217;intera operazione. Quello che sta accadendo significa, prima di tutto, restituire alla citt&#224; un territorio che per decenni non &#232; stato realmente fruibile. &#200; questo il punto. Per generazioni Bagnoli ha avuto il mare davanti senza poterlo vivere pienamente. La grande industria aveva costruito un rapporto differente tra terra e acqua. Il waterfront era una parte del sistema produttivo, non uno spazio urbano destinato ai cittadini. Oggi quella relazione viene riscritta. Il pontile nord, gi&#224; restituito in passato alla fruizione pubblica e ora interessato dagli interventi, e il pontile sud rappresentano simbolicamente questa trasformazione. Quest&#8217;ultimo aveva una funzione completamente industriale. Era dimensionato per l&#8217;attracco di grandi navi da trasporto e conserva tracce fisiche di quella storia, compresi i vecchi binari ferroviari. Domani quella stessa infrastruttura dovr&#224; rispondere a criteri completamente diversi: sicurezza, accessibilit&#224;, fruizione pubblica. &#200; difficile trovare un&#8217;immagine pi&#249; efficace della trasformazione di Bagnoli. Dove passavano i treni dell&#8217;industria, potranno camminare cittadini e visitatori. Non un evento appoggiato sulla citt&#224;, ma un pezzo di citt&#224; L&#8217;errore sarebbe pensare al villaggio dell&#8217;America&#8217;s Cup come a una gigantesca struttura temporanea montata nel 2027 e smontata qualche mese dopo. Una parte degli allestimenti naturalmente sar&#224; temporanea. Ma sotto quegli allestimenti si stanno realizzando infrastrutture vere. Fondali dragati. Protezioni a mare. Piazzali. Sottoservizi. Accessi. Pontili. Spazi recuperati. &#200; questa la differenza tra ospitare un grande evento e utilizzare un grande evento per accelerare una trasformazione urbana. La stessa organizzazione della 38&#170; America&#8217;s Cup ha presentato Bagnoli come un&#8217;area destinata a ospitare non soltanto le basi degli AC75, ma anche la zona tecnica degli AC40, strutture media e broadcast, spazi per i volontari, aree pubbliche e l&#8217;AC Tech Fan Village. Per alcune settimane sar&#224; una gigantesca macchina dedicata alla Coppa. Il giorno dopo la Coppa, per&#242;, quella macchina dovr&#224; trovare una nuova funzione. Ed &#232; l&#236; che si misurer&#224; il successo dell&#8217;operazione. Una nuova porta sul mare per Napoli Bagnoli possiede qualcosa che poche grandi citt&#224; europee possono permettersi: una vasta area sul mare inserita direttamente all&#8217;interno del tessuto metropolitano. L&#8217;America&#8217;s Cup pu&#242; contribuire a cambiarne la percezione. Da periferia postindustriale a porta occidentale sul mare di Napoli. Il nuovo sistema marittimo previsto per l&#8217;evento dimostra gi&#224; una possibile direzione. Durante la Coppa, infatti, uno dei problemi principali sar&#224; collegare Bagnoli con le altre aree dell&#8217;evento evitando di caricare ulteriormente la viabilit&#224; urbana. Da qui l&#8217;importanza dei collegamenti via mare. Ma una soluzione nata per qualche settimana pu&#242; suggerire un modello destinato a durare molto pi&#249; a lungo. Napoli &#232; una citt&#224; costruita intorno al mare che, paradossalmente, utilizza ancora relativamente poco il mare come infrastruttura ordinaria di mobilit&#224; urbana. Bagnoli potrebbe diventare uno dei nodi di questa rete. Il porto turistico e il sistema dei superyacht C&#8217;&#232; poi un secondo elemento. L&#8217;America&#8217;s Cup porta con s&#233; una delle flotte di superyacht pi&#249; importanti associate a qualsiasi manifestazione sportiva internazionale. Il progetto ufficiale per Napoli prevede un Bagnoli Marina e strutture dedicate ai superyacht. Non &#232; soltanto un servizio per gli ospiti dell&#8217;evento. &#200; un&#8217;infrastruttura che inserisce Bagnoli in un mercato internazionale ad altissimo valore aggiunto. A settembre 2026 il nuovo porto turistico di Bagnoli &#232; gi&#224; incluso nella rete ufficiale di marina attraverso la quale vengono gestite le richieste di ormeggio dei superyacht per l&#8217;America&#8217;s Cup 2027. Significa che Bagnoli sta iniziando a comparire sulle mappe internazionali dello yachting prima ancora che la Coppa sia cominciata. La vera opportunit&#224; sar&#224; riuscire a rimanerci anche dopo. Dall&#8217;acciaio ai compositi C&#8217;&#232; anche un&#8217;altra possibile eredit&#224;, meno visibile delle banchine. &#200; quella delle competenze. Ogni team dell&#8217;America&#8217;s Cup muove, secondo le indicazioni raccolte durante la visita, nell&#8217;ordine di 120-150 persone. Sono progettisti, ingegneri, velisti, meteorologi, specialisti dei materiali compositi, elettronici, programmatori, tecnici idraulici, meccanici, esperti di aerodinamica e professionisti della comunicazione. Per mesi Bagnoli diventer&#224; uno dei luoghi al mondo con la maggiore concentrazione di tecnologia applicata alla vela. La domanda diventa allora inevitabile: quanta parte di questa conoscenza potr&#224; essere trasferita al territorio? Se il rapporto con universit&#224;, scuole tecniche, aziende e giovani verr&#224; costruito correttamente, l&#8217;eredit&#224; dell&#8217;America&#8217;s Cup potrebbe non essere soltanto fisica. Potrebbe essere industriale. Bagnoli, luogo simbolo della grande industria del Novecento, avrebbe cos&#236; la possibilit&#224; di attraversare una trasformazione quasi perfetta: dall&#8217;acciaio ai compositi, dall&#8217;industria pesante alla blue economy, dalla</p>
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		<title>America’s Cup Napoli 2027, dentro il cantiere di Bagnoli</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 09:56:19 +0000</pubDate>
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<p>A Bagnoli prende forma il cuore operativo della Louis Vuitton 38&#170; America&#8217;s Cup. Siamo entrati via mare nel grande cantiere insieme all&#8217;ingegner Giacomo Vinci: dragaggi, nuovi pontili, hangar, gru da 40 metri e centinaia di uomini al lavoro stanno trasformando l&#8217;ex area industriale nel quartier generale dei team. Arrivando dal mare si comprende immediatamente la scala dell&#8217;intervento. Bagnoli non sta semplicemente preparando alcune strutture temporanee per ospitare l&#8217;America&#8217;s Cup. Davanti alla costa occidentale di Napoli &#232; in corso un intervento infrastrutturale nel quale opere marittime, dragaggi, consolidamenti, nuove banchine, pontili e strutture a terra devono incastrarsi seguendo una sequenza estremamente precisa. A guidarci nella visita via mare &#232; l&#8217;ingegner Giacomo Vinci, che ci permette di osservare il cantiere da una prospettiva privilegiata: quella stessa superficie d&#8217;acqua sulla quale, nel 2027, si muoveranno gli AC75 e le imbarcazioni di supporto dei team. La destinazione di Bagnoli &#232; ormai definita: qui saranno concentrate le basi logistiche e operative delle squadre, mentre il campo di regata sar&#224; davanti al waterfront napoletano. &#200; una configurazione confermata dalla documentazione ufficiale relativa alla 38&#170; America&#8217;s Cup. Un enorme cantiere diviso tra mare e terra La chiave per comprendere il progetto &#232; la sua suddivisione in due grandi blocchi: opere a mare e opere a terra. La distinzione non &#232; soltanto amministrativa o progettuale. Ha determinato materialmente il modo nel quale il cantiere &#232; avanzato. Le lavorazioni marittime hanno dovuto liberare progressivamente le aree necessarie agli interventi terrestri. Man mano che il fronte delle opere a mare avanzava, diventava possibile intervenire sulle superfici retrostanti e realizzare le fondazioni destinate agli hangar e alle infrastrutture dell&#8217;evento. &#171;&#200; stato un grandissimo puzzle&#187;, sintetizza Vinci. Ed &#232; probabilmente l&#8217;immagine pi&#249; efficace. Perch&#233; su un&#8217;area di queste dimensioni ogni lavorazione condiziona quella successiva: dragare significa rendere navigabile lo specchio acqueo; completare le protezioni significa consentire le successive lavorazioni; consolidare i piazzali significa permettere la costruzione delle basi. Fino a cinque draghe contemporaneamente Una delle operazioni pi&#249; imponenti &#232; stata quella sul fondale. La profondit&#224; originaria non era uniforme e diminuiva procedendo da sud verso nord. Di conseguenza anche il volume dei materiali da rimuovere &#232; variato sensibilmente lungo il fronte del cantiere. Secondo quanto racconta Vinci, nei momenti di massima attivit&#224; si &#232; arrivati ad avere cinque draghe contemporaneamente al lavoro. L&#8217;obiettivo &#232; garantire gli spazi e soprattutto i pescaggi necessari alle operazioni degli AC75 e dei mezzi di servizio. Nell&#8217;area operativa delle basi la profondit&#224; minima prevista &#232; nell&#8217;ordine dei 6,5 metri, mentre in alcuni punti il fondale raggiunge profondit&#224; decisamente superiori. &#200; un dettaglio fondamentale. Gli AC75 sono barche straordinarie quando volano sui foil, ma la gestione all&#8217;interno delle basi richiede spazi, profondit&#224; e procedure completamente differenti da quelle di un normale marina. La parte invisibile del cantiere Dal mare emergono le nuove strutture di protezione e le massicciate, ma quello che si vede rappresenta soltanto una parte dell&#8217;intervento. Vinci indica uno dei punti pi&#249; impressionanti dell&#8217;area. La struttura emerge per pochi metri dalla superficie. Sotto, per&#242;, il fondale arriva a profondit&#224; nell&#8217;ordine dei 18 metri. Quella visibile &#232; quindi, quasi letteralmente, soltanto la punta dell&#8217;iceberg. Per costruire le nuove protezioni sono stati utilizzati migliaia di elementi e blocchi di grandi dimensioni. Secondo i numeri illustrati durante la visita, sono stati prodotti nell&#8217;ordine dei 10.000 blocchi, alcuni del peso di diverse tonnellate, arrivando nei momenti di maggiore produzione a decine di elementi realizzati ogni giorno. Numeri che permettono di capire perch&#233; Vinci descriva quello di Bagnoli come un intervento eccezionale soprattutto per la sua scala. Gli hangar dell&#8217;America&#8217;s Cup prendono forma Alle spalle della linea d&#8217;acqua si distingue ormai chiaramente la sequenza delle basi. Il progetto prevede un&#8217;area tecnica dedicata agli AC75 e una struttura specifica per gli AC40 utilizzati nelle competizioni Women e Youth, oltre alle strutture per organizzazione, media, broadcasting e volontari. La configurazione generale &#232; coerente con quella presentata ufficialmente per Bagnoli, che comprender&#224; anche l&#8217;AC Tech Fan Village e le aree destinate al pubblico. Alcuni hangar sono gi&#224; molto avanzati, altri stanno sorgendo sui piazzali appena completati. Una parte delle strutture utilizzate dai team non nasce inoltre completamente da zero: diversi hangar sono stati progettati per essere smontati e trasferiti dalle precedenti campagne, per poi essere adattati e rimontati a Napoli. Ogni squadra conserva per&#242; la propria identit&#224; e le proprie esigenze tecniche. Non esiste quindi una base perfettamente uguale all&#8217;altra. Gru da 40 metri per mettere in acqua gli AC75 Uno degli elementi che restituiscono meglio le dimensioni dell&#8217;operazione sono le gru. Ogni base avr&#224; una propria gru dedicata, con dimensioni nell&#8217;ordine dei 40 metri di altezza e circa 40 metri di sbraccio, secondo quanto illustrato da Vinci. La procedura sar&#224; quella tipica dell&#8217;America&#8217;s Cup contemporanea. L&#8217;AC75 verr&#224; portato fuori dall&#8217;hangar, trasferito sul piazzale operativo, agganciato alla gru e quindi sollevato per essere depositato direttamente nello specchio acqueo davanti alla base. Un&#8217;operazione apparentemente semplice che, con barche di queste dimensioni, valore e complessit&#224;, richiede invece una progettazione millimetrica degli spazi. Pontili, corpi morti, sistemi di ancoraggio e catene sono stati studiati proprio per consentire alle imbarcazioni di muoversi in sicurezza all&#8217;interno della nuova area portuale. Il collegamento via mare diventa strategico C&#8217;&#232; poi una questione che va oltre la costruzione delle basi: come muovere centinaia di migliaia di persone dentro una citt&#224; complessa come Napoli? Bagnoli ospiter&#224; le basi e una parte importante dell&#8217;esperienza del pubblico, mentre le regate si svolgeranno davanti al waterfront cittadino. Sono due esperienze differenti. Sul lungomare lo spettatore avr&#224; il rapporto diretto con la regata. A Bagnoli entrer&#224; invece nel backstage tecnologico dell&#8217;America&#8217;s Cup: potr&#224; vedere le basi, avvicinarsi all&#8217;attivit&#224; delle squadre e immergersi nel mondo degli AC75. Per questo il collegamento marittimo assume un&#8217;importanza particolare. La possibilit&#224; di spostarsi via mare tra le diverse aree dell&#8217;evento consentirebbe non soltanto di alleggerire la pressione sulla viabilit&#224; cittadina, ma anche di trasformare il trasferimento stesso in parte dell&#8217;esperienza. Napoli vista dal mare diventa cos&#236; uno degli elementi dello spettacolo. Fino a 200-300 persone contemporaneamente nel cantiere Anche la dimensione</p>
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		<title>Ferrari Hypersail e North Sails: la tecnologia della vela oceanica diventa abbigliamento ad alte prestazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 10:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Presentata la nuova linea di abbigliamento Ferrari Hypersail sviluppata con North Sails. Un progetto che unisce ricerca sui materiali, design e innovazione, nato intorno al nuovo monoscafo oceanico di 100 piedi con cui Ferrari punta al record del giro del mondo. C&#8217;&#232; un filo conduttore che lega la ricerca della massima velocit&#224; sull&#8217;acqua allo sviluppo di un capo tecnico: la capacit&#224; di superare i limiti attraverso l&#8217;innovazione. &#200; su questa visione condivisa che nasce la collaborazione tra Ferrari e North Sails, presentata in occasione del lancio della nuova linea di abbigliamento Ferrari Hypersail. Un progetto che porta l&#8217;esperienza di uno dei marchi di riferimento della vela internazionale a incontrare la cultura tecnologica e sportiva di Maranello. Luca Delfino: due marchi, una visione della performance Per Luca Delfino, Chief Sales Officer di North Sails, la collaborazione &#232; il risultato di un&#8217;affinit&#224; che precede lo sviluppo del prodotto. &#171;&#200; stato fin dall&#8217;inizio un incontro molto naturale. I due marchi condividono gli stessi valori: la ricerca della massima performance, l&#8217;innovazione e la volont&#224; di spostare continuamente i limiti in avanti&#187;. Una convergenza che affonda le radici anche nella storia dei rispettivi fondatori, accomunati da una forte cultura tecnica e dalla competizione. &#171;Ci uniscono la passione per la performance, il gusto della sfida e soprattutto l&#8217;obiettivo di realizzare qualcosa che non &#232; mai stato fatto prima. Su questi elementi ci siamo trovati immediatamente allineati&#187;. La partnership coinvolge diverse competenze del gruppo North Technology, dalla progettazione delle vele alla realizzazione dell&#8217;albero e delle attrezzature, fino allo sviluppo dell&#8217;abbigliamento destinato all&#8217;equipaggio. Enrico Voltolini: un 100 piedi per riscrivere le regole della vela oceanica A spiegare le caratteristiche del progetto &#232; Enrico Voltolini, Project Leader di Ferrari Hypersail, protagonista di un programma che punta a trasferire nella navigazione oceanica soluzioni finora sperimentate soprattutto nelle competizioni tra le boe. &#171;Hypersail &#232; un prototipo di 100 piedi, circa 30 metri, con caratteristiche mai viste prima nella vela oceanica. Una delle principali&#160;innovazioni &#232; l&#8217;adozione di un albero con una randa a doppia superficie, una sorta di ala morbida che permette di modificare profondamente il profilo della vela al variare delle condizioni&#187;. Le innovazioni comprendono anche un&#8217;ala dotata di flap applicata al bulbo della chiglia, pensata per contribuire alla stabilit&#224;, e un sistema di produzione energetica affidato ai grinder, che alimentano elettricamente i dispositivi di manovra. L&#8217;obiettivo dichiarato &#232; il record del giro del mondo. La barca disporr&#224; inoltre di tre turbine eoliche, progettate per operare fino a 80 nodi di vento apparente, e di pannelli solari distribuiti sulle superfici disponibili. &#160; L&#8217;abbigliamento come parte integrante del progetto &#200; proprio l&#8217;architettura di Hypersail a imporre nuove esigenze nella progettazione dell&#8217;abbigliamento. A differenza delle imbarcazioni oceaniche tradizionali, l&#8217;equipaggio trascorrer&#224; gran parte della navigazione all&#8217;interno del pozzetto chiuso, uscendo in coperta soltanto per i cambi di vela o per risolvere eventuali problemi tecnici.&#160;&#171;Passeremo quasi tutta la regata all&#8217;interno della barca. Attraversando l&#8217;Equatore, o navigando con poco vento, le temperature potranno essere molto elevate. Avremo sistemi di ventilazione forzata, ma questo comporta richieste estreme anche per l&#8217;abbigliamento che dovremo indossare&#187;, spiega Voltolini. &#200; in questo scenario che si inserisce il lavoro creativo di Daria Martelli, Head of Design North Sails, chiamata a coniugare le esigenze tecniche del progetto con l&#8217;identit&#224; estetica della nuova collezione. La linea Ferrari Hypersail rappresenta cos&#236; un ulteriore punto d&#8217;incontro tra due mondi che condividono la ricerca della performance. Una collaborazione nella quale l&#8217;abbigliamento non &#232; soltanto espressione di stile, ma parte di un progetto tecnologico concepito per affrontare una delle sfide pi&#249; impegnative della vela oceanica. &#160;</p>
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		<title>Genova, al Waterfront la Fabbrica delle Idee per startup e PMI dell’economia del mare</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:00:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Bucci collega lo sviluppo della nautica ai nuovi spazi per le imprese e agli investimenti nelle infrastrutture liguri. Il Waterfront di Levante si prepara ad accogliere la Fabbrica delle Idee, dedicata a piccole e medie imprese e startup dell&#8217;economia del mare. &#200; uno degli sviluppi richiamati dal presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, alla presentazione del 66&#176; Salone Nautico Internazionale di Genova: un progetto che lega la trasformazione dell&#8217;area alla crescita del tessuto produttivo. Accanto agli spazi della manifestazione, il nuovo albergo e la Fabbrica delle Idee contribuiranno ad ampliare le funzioni del Waterfront. Il loro inserimento delinea una prospettiva nella quale accoglienza, attivit&#224; fieristiche e iniziativa imprenditoriale possono rafforzarsi reciprocamente. Nell&#8217;intervento non sono state indicate scadenze precise per l&#8217;apertura delle nuove strutture. Bucci ha collocato questa trasformazione in un quadro pi&#249; ampio di investimenti, citando la nuova diga di Genova e il Terzo Valico come infrastrutture destinate a rafforzare la competitivit&#224; del territorio. Per la Regione, la nautica costituisce un settore strategico e il Salone uno strumento di proiezione internazionale delle imprese. L&#8217;impegno annunciato &#232; proseguire la collaborazione con Confindustria Nautica e le altre istituzioni per consolidare il ruolo della manifestazione e sostenere sviluppo e occupazione in Liguria. &#160;</p>
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		<title>Porto di Genova, più spazi per il salone e la nautica</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 12:15:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Porto di Genova, pi&#249; spazi per la nautica nel nuovo Piano regolatore: l&#8217;annuncio di Paroli Alla presentazione del Salone Nautico, il presidente dell&#8217;Autorit&#224; portuale indica una prospettiva di ampliamento delle superfici dedicate al settore. Pi&#249; spazio alla nautica nel futuro del porto di Genova. Il nuovo Piano Regolatore di Sistema Portuale individua una prospettiva di ampliamento delle superfici destinate al comparto. Lo ha annunciato Matteo Paroli, presidente dell&#8217;Autorit&#224; di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, intervenendo alla presentazione del 66&#176; Salone Nautico Internazionale. L&#8217;obiettivo &#232; offrire maggiori spazi e capacit&#224; a un&#8217;industria che Paroli colloca tra le eccellenze nazionali. Si tratta di un indirizzo di pianificazione: nell&#8217;intervento non vengono precisati dimensioni delle aree, investimenti o tempi di realizzazione. L&#8217;indicazione porta al centro una questione concreta per lo sviluppo del settore: la disponibilit&#224; di superfici nelle quali accompagnare la crescita delle attivit&#224; nautiche. Il sostegno dell&#8217;Autorit&#224; alla manifestazione si lega cos&#236; alla prospettiva di rafforzarne il contesto produttivo. Paroli ha inoltre sottolineato il valore economico e sociale degli eventi ospitati nei porti, capaci di generare ricchezza sul territorio e promuovere l&#8217;immagine dell&#8217;Italia. In questo quadro, il Salone rappresenta un appuntamento di rilievo per il tessuto imprenditoriale e culturale genovese. La prospettiva delineata dal presidente affida alla pianificazione portuale un ruolo preciso: creare le condizioni perch&#233; la nautica trovi sul territorio lo spazio necessario al proprio sviluppo.</p>
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		<title>The Italian Sea Group, 11 offerte per la ristrutturazione: offerte vincolanti entro il 15 ottobre</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 12:12:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Sono 11 le offerte non vincolanti ricevute da The Italian Sea Group al termine della prima fase del processo competitivo avviato per individuare investitori disponibili a intervenire nel percorso di ristrutturazione del costruttore di yacht. Secondo quanto comunicato dalla societ&#224;, le proposte presentate prevedono differenti modalit&#224; di intervento e sono strutturate sia come asset deal, quindi attraverso operazioni riguardanti gli asset aziendali, sia come share deal, con operazioni sul capitale della societ&#224;. Le offerte sono attualmente al vaglio degli advisor incaricati di assistere The Italian Sea Group nel processo. La procedura entrer&#224; adesso nella seconda fase, alla quale saranno ammessi i soggetti selezionati sulla base delle proposte preliminari presentate. Per i potenziali investitori si aprir&#224; quindi una fase di due diligence pi&#249; approfondita, propedeutica alla formulazione delle offerte vincolanti. La scadenza indicata per la loro presentazione &#232; fissata al 15 ottobre 2026. Per garantire la riservatezza e il corretto svolgimento delle interlocuzioni, la societ&#224; non ha reso nota l&#8217;identit&#224; dei soggetti che hanno partecipato alla prima fase, n&#233; i valori economici e le condizioni contenute nelle rispettive offerte. Parallelamente prosegue l&#8217;iter giudiziario. Il Tribunale di Firenze ha concesso una proroga di 60 giorni, decorrenti dalla scadenza del termine originariamente assegnato, per il deposito del piano definitivo e della conseguente proposta nell&#8217;ambito del procedimento di concordato ex articolo 44. L&#8217;arrivo di 11 manifestazioni di interesse apre dunque una fase decisiva del percorso: la selezione degli investitori e soprattutto le condizioni delle offerte vincolanti permetteranno di delineare con maggiore precisione il possibile futuro industriale e societario del gruppo. The Italian Sea Group ha precisato che continuer&#224; a fornire al mercato aggiornamenti sugli sviluppi della procedura nel rispetto della normativa applicabile.</p>
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		<title>Silvia Salis: dai banchi di scuola agli yacht a Genova un ponte per la formazione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 19:07:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Un percorso tra turismo, lingue e competenze nautiche: il richiamo di Silvia Salis al lavoro qualificato apre una prospettiva per avvicinare i giovani alle professioni del mare. Formare in Italia i professionisti che lavoreranno a bordo degli yacht, unendo cultura dell&#8217;accoglienza, lingue straniere e competenze nautiche. &#200; la prospettiva che potrebbe tradurre in un progetto concreto uno dei temi sollevati dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, alla presentazione del Salone Nautico: costruire un collegamento pi&#249; forte tra le opportunit&#224; offerte dall&#8217;industria del mare e il futuro professionale dei giovani. L&#8217;ipotesi &#232; quella di un percorso di studi capace di mettere in relazione la formazione turistica con le esigenze degli equipaggi. Un indirizzo nel quale l&#8217;ospitalit&#224; incontri la conoscenza della vita a bordo, la preparazione linguistica si affianchi alle competenze tecniche e il rapporto con le imprese accompagni gli studenti verso il lavoro. Una proposta da sviluppare, che raccoglie il senso del richiamo alla qualificazione professionale emerso nell&#8217;intervento della sindaca. Salis ha posto l&#8217;attenzione sulla necessit&#224; di manodopera preparata e sulla capacit&#224; del settore di offrire prospettive occupazionali. Il punto riguarda anche l&#8217;attrattivit&#224; di queste professioni: per coinvolgere nuove generazioni occorre rendere riconoscibili i mestieri, spiegare quali competenze richiedono e mostrare quali possibilit&#224; di crescita possono offrire. In questo quadro, un percorso tra turismo e nautica avrebbe un obiettivo preciso: preparare giovani capaci di operare nell&#8217;accoglienza e nei servizi di bordo, all&#8217;interno di un ambiente internazionale. Lingue, relazione con l&#8217;ospite, organizzazione del servizio e conoscenza delle esigenze della navigazione potrebbero costituirne gli assi formativi. Le attivit&#224; a bordo richiederebbero poi le specifiche qualifiche e la preparazione previste per ciascun ruolo. La costruzione del progetto passerebbe dal confronto tra scuole, istituzioni e operatori. Sarebbero le esigenze professionali delle imprese a orientare i contenuti, mentre esperienze formative sul campo potrebbero aiutare gli studenti a conoscere ritmi, responsabilit&#224; e caratteristiche del lavoro in mare. Un collegamento utile anche a rendere pi&#249; consapevole la scelta del percorso. Per Genova, la prospettiva sarebbe quella di estendere il valore del Salone oltre i giorni della manifestazione, trasformando l&#8217;incontro con il mondo nautico in un&#8217;occasione di orientamento e formazione durante tutto l&#8217;anno. Il tema aperto dall&#8217;intervento di Salis riguarda dunque il rapporto tra sviluppo del settore e opportunit&#224; per il territorio. Affiancare alla capacit&#224; italiana di costruire imbarcazioni una formazione dedicata a chi vi lavora potrebbe diventare un nuovo obiettivo: portare a bordo competenze italiane e offrire ai giovani una rotta professionale concreta.</p>
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		<title>La nautica italiana deve consolidare la posizione sui mercati mondiali</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 18:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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<p>Nautica, 8,6 miliardi di fatturato ma la crescita si divide: Formenti richiama la sfida della competitivit&#224; I grandi yacht avanzano, la piccola nautica soffre l&#8217;incertezza. Alla presentazione del 66&#176; Salone di Genova, il presidente di Confindustria Nautica indica le priorit&#224; per difendere il primato italiano. La nautica italiana raggiunge gli 8,6 miliardi di euro di fatturato, ma affronta un mercato sempre pi&#249; disomogeneo: nel 2026 i grandi yacht continuano a crescere, il segmento medio tiene e la piccola nautica attraversa una fase di difficolt&#224;. &#200; in questo scenario che Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, porta al centro della presentazione del 66&#176; Salone Nautico Internazionale di Genova la sfida della competitivit&#224;: consolidare la posizione conquistata sui mercati mondiali richiede un impegno continuo di imprese e istituzioni. L&#8217;incertezza geopolitica, ha spiegato nelle dichiarazioni raccolte a margine, spinge una parte della clientela a rinviare gli acquisti, anche quando dispone delle risorse necessarie. La dimensione economica del comparto chiarisce la posta in gioco. Ai ricavi industriali si accompagna un impatto che supera i 13 miliardi di euro di valore aggiunto e sfiora i 170mila occupati. Formenti ha inoltre richiamato una produzione destinata per circa il 90% ai mercati esteri. Numeri che collocano la nautica tra le espressioni pi&#249; internazionali del Made in Italy e rendono la capacit&#224; di competere oltreconfine una condizione essenziale per il suo sviluppo. Nel ragionamento del presidente, il Salone assume quindi una funzione industriale precisa. Nato dall&#8217;associazione che rappresenta le imprese, &#232; il luogo in cui la filiera incontra la domanda internazionale, costruisce relazioni commerciali e presenta alle istituzioni le proprie priorit&#224;. L&#8217;esposizione delle imbarcazioni diventa parte di un progetto pi&#249; ampio: sostenere le aziende nell&#8217;accesso ai mercati e dare una rappresentanza comune a competenze e specializzazioni diverse. L&#8217;edizione in programma a Genova dall&#8217;1 al 6 ottobre traduce questa impostazione anche nel rafforzamento dell&#8217;attivit&#224; internazionale. ICE Agenzia raddoppia l&#8217;investimento nel programma di incoming, mentre i buyer esteri annunciati passano da 70 a 180. La manifestazione ospiter&#224; oltre mille imbarcazioni e 215 novit&#224;, con 45 Paesi rappresentati. Accanto all&#8217;export, Formenti mette al centro innovazione, sostenibilit&#224;, giovani e formazione. La continuit&#224; della leadership passa anche dalla capacit&#224; di rinnovare le competenze e avvicinare nuove generazioni alla navigazione. In questa direzione nasce Blue Arena, lo spazio gratuito nel Palasport dedicato all&#8217;incontro con nuovi pubblici, alle professioni del mare e all&#8217;innovazione. &#200; qui che si concentra il messaggio di Formenti: trasformare i risultati raggiunti in condizioni durature di crescita. Per la nautica italiana, il prossimo passaggio sar&#224; allargare le opportunit&#224; commerciali e sostenere l&#8217;intera filiera, affinch&#233; la forza dei segmenti di punta si accompagni a prospettive di sviluppo pi&#249; diffuse.</p>
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		<title>Il capitale blu dell’Italia: la nautica e il suo indotto</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 06:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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<p>Economia del mare, il vero capitale blu dell&#8217;Italia: crescita, export e 175 mila posti di lavoro L&#8217;economia del mare non &#232; pi&#249; soltanto una risorsa legata alla geografia italiana: &#232; una delle infrastrutture economiche sulle quali costruire la crescita del Paese. Lo sottolinea anche l&#8217;articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, dedicato all&#8217;incontro &#8220;L&#8217;Economia del Mare&#8221;, che mette al centro porti, logistica, nautica, turismo e competenze. Un sistema capace di generare occupazione e per il quale si stimano 175 mila nuovi posti di lavoro, ma che richiede infrastrutture, formazione e una maggiore integrazione tra citt&#224;, porti e industria. La nautica rappresenta probabilmente l&#8217;esempio pi&#249; evidente di questo potenziale. L&#8217;industria italiana ha raggiunto 8,6 miliardi di euro di fatturato, mentre la filiera allargata genera oltre 13 miliardi di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati. Ancora pi&#249; significativo il moltiplicatore economico: ogni euro prodotto dalla cantieristica attiva 5,2 euro di valore aggiunto nell&#8217;economia italiana e ogni addetto genera 7,1 posti di lavoro lungo la filiera. &#200; soprattutto sui mercati internazionali che emerge la forza del Made in Italy: l&#8217;Italia &#232; il primo esportatore mondiale della cantieristica nautica e mantiene una leadership straordinaria nei superyacht, con 568 unit&#224; in costruzione, pari al 52% degli ordini mondiali. Numeri che trasformano la nautica da settore di nicchia a componente strategica della politica industriale italiana. Non &#232; quindi casuale che proprio oggi a Milano venga presentato il 66&#176; Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma dall&#8217;1 al 6 ottobre: non soltanto una vetrina di barche, ma uno strumento per sostenere export, innovazione, investimenti e competitivit&#224;. La sfida &#232; fare del mare ci&#242; che per decenni &#232; stata la manifattura: un grande motore di sviluppo, occupazione e capacit&#224; italiana di competere nel mondo.</p>
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		<title>Luna Rossa viaggia su Frecciarossa</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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<p>&#160;Il Golfo di Napoli, che nel 2027 ospiter&#224; la 38^ America&#8217;s Cup, ha fatto oggi da sfondo all&#8217;annuncio della partnership tra&#160;Frecciarossa, brand di Trenitalia (Gruppo FS), e&#160;Luna Rossa. Frecciarossa entra infatti al fianco del team come Official Sponsor per l&#8217;America&#8217;s Cup, formalizzando la collaborazione avviata in occasione della Preliminary Regatta Sardinia dello scorso maggio. La presentazione &#232; avvenuta all&#8217;interno del suggestivo Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Napoli), alla presenza dell&#8217;Amministratore Delegato di Luna Rossa,&#160;Max Sirena, del Vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS,&#160;Giuseppe Inchingolo&#160;e del Direttore Marketing e Revenue Management di Trenitalia,&#160;Mario Alovisi. In occasione dell&#8217;evento, il team Luna Rossa ha effettuato un &#8220;fly-by&#8221; nelle acque del Golfo di Napoli accompagnato dalla musica dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia: uno dei due monoscafi foiling One Design, che saranno protagonisti della Preliminary Regatta Naples, ha navigato davanti al Museo di Pietrarsa, offrendo agli ospiti una prima anticipazione delle regate di fine settembre. &#171;Siamo felici di avere Frecciarossa al nostro fianco nella sfida alla 38^ America&#8217;s Cup&#187;, ha detto&#160;Max Sirena, Amministratore Delegato di Luna Rossa. &#171;Si tratta di un nome simbolo dell&#8217;eccellenza italiana, con cui condividiamo gli stessi valori fondati su competenza, prestazioni, stile e tecnologia. In un team sportivo l&#8217;attenzione al dettaglio, la precisione assoluta e la competenza si traducono nella capacit&#224; di competere ai massimi livelli. Per Frecciarossa gli stessi principi si esprimono in una mobilit&#224; veloce, affidabile, puntuale. In entrambi i casi, l&#8217;eccellenza nasce dalla capacit&#224; di guardare avanti, innovare e alzare costantemente i propri standard. Siamo certi che la loro presenza dar&#224; un grande contributo alla nostra campagna&#187;. &#171;La collaborazione con Luna Rossa va oltre la sponsorizzazione sportiva. Accompagnare il team velico verso uno storico appuntamento come l&#8217;America&#8217;s Cup ci permette di rafforzare la presenza internazionale di Frecciarossa e di valorizzare l&#8217;eccellenza italiana in un contesto globale&#187;, ha dichiarato&#160;Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS. &#171;Allo stesso tempo, attraverso questa partnership vogliamo contribuire concretamente alla riuscita di un grande evento, mettendo a disposizione la nostra esperienza nel trasporto. &#200; anche attraverso una mobilit&#224; sempre pi&#249; integrata ed efficiente che possiamo sostenere la crescita dei territori e accompagnare il Paese nei grandi appuntamenti che lo vedono protagonista sulla scena internazionale&#187;. &#171;Frecciarossa di Trenitalia sta vivendo una fase di profonda evoluzione, definita dal nuovo logo e dal progressivo ingresso in circolazione dei treni ad Alta Velocit&#224; di nuova generazione. Unire il nostro percorso a quello di Luna Rossa significa valorizzare la nostra identit&#224; e parlare a un pubblico globale attraverso una vetrina d&#8217;eccezione, condividendo gli stessi valori di italianit&#224;, eccellenza e gioco di squadra&#187;, ha dichiarato&#160;Mario Alovisi, Direttore Marketing e Revenue Management di Trenitalia.</p>
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		<title>D-MARIN LANCIA IL GRADUATE PROGRAM MARIN-UP PER FORMARE LA NUOVA GENERAZIONE DI LEADER DELLE MARINE</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 07:00:26 +0000</pubDate>
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<p>D-Marin,&#160;la selezione di marine premium, ha lanciato&#160;Marin-Up, un nuovo Graduate Program internazionale pensato per attrarre e formare i futuri leader del settore delle marine, accelerandone il percorso professionale. Rivolto a neolaureati ambiziosi e desiderosi di dare slancio alla propria carriera, questo programma della durata di 18 mesi offre un&#8217;opportunit&#224; unica di conoscere da vicino il network D-Marin, composto da 28 marine in nove Paesi. Esperienza pratica, mobilit&#224; internazionale e un percorso di sviluppo strutturato si combinano con l&#8217;obiettivo di formare i futuri leader del settore. In un momento di continua evoluzione per il mondo delle marine, attrarre una nuova generazione di talenti &#232; fondamentale per contribuire a definirne il futuro. Marin-Up nasce per creare un bacino di giovani professionisti destinati a ricoprire ruoli manageriali e di responsabilit&#224;, offrendo ai partecipanti una conoscenza completa delle attivit&#224; di D-Marin: dalla gestione quotidiana delle marine e delle operazioni portuali alla customer experience, fino alla sostenibilit&#224;, all&#8217;innovazione e ai progetti di crescita strategica. Il programma si articola in due fasi di sviluppo. Durante i primi 12 mesi, i partecipanti completeranno la fase di Business Understanding, attraverso esperienze nelle aree Customer Experience, Harbor Operations e in ruoli coerenti con il proprio percorso di studi. Ogni periodo permetter&#224; di acquisire esperienza diretta nelle operazioni del marina, nell&#8217;erogazione dei servizi e nella collaborazione tra diverse funzioni aziendali. Al termine di ciascuna esperienza, i partecipanti presenteranno ai senior team quanto appreso e i risultati raggiunti.</p>
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		<title>Nasce Fjord Italia: debutto ufficiale ai Saloni Nautici di Cannes e Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 07:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Quattro basi operative, cinque tecnici specializzati, oltre 25 imbarcazioni seguite e una rete che copre Italia, Sardegna, Croazia e Montenegro: un nuovo modello organizzativo che mette l&#8217;armatore al centro dell&#8217;esperienza Fjord. In un mercato nautico sempre pi&#249; orientato alla qualit&#224; del servizio e dell&#8217;assistenza post-vendita, nasce Fjord Italia, la nuova organizzazione nazionale dedicata allo sviluppo del marchio Fjord in Italia.Il debutto ufficiale avverr&#224; in occasione del Cannes Yachting Festival e del 66&#176; Salone Nautico Internazionale di Genova, dove il progetto sar&#224; presentato al mercato internazionale insieme alla nuova visione che lo ispira. Il Manifesto di Fjord Italia Crediamo che uno yacht non sia soltanto un&#8217;imbarcazione straordinaria, ma un&#8217;esperienza destinata a durare nel tempo. Per questo Mr.Blu Yacht &#38; Ship, X Superboats e The Leading Yacht hanno unito competenze, territori ed esperienza per dare vita a Fjord Italia: un&#8217;organizzazione costruita intorno agli armatori, capace di accompagnarli prima, durante e soprattutto dopo la consegna della propria imbarcazione. Tre yacht simbolo della nuova generazione Fjord A Cannes e Genova Fjord Italia presenter&#224; tre modelli che rappresentano l&#8217;evoluzione del marchio. Il Fjord 39 XL, oggi uno dei modelli pi&#249; apprezzati della gamma, il prestigioso Fjord 490 Open, ammiraglia che ha ridefinito il concetto di open yacht di lusso, e soprattutto il nuovissimo Fjord 440, destinato a diventare il protagonista della stagione e una delle pi&#249; importanti innovazioni introdotte dal cantiere negli ultimi anni. Il Fjord 440 interpreta una nuova filosofia progettuale, con spazi, funzionalit&#224; e soluzioni di bordo destinate a rappresentare un nuovo riferimento nel segmento degli open premium. Un&#8217;organizzazione costruita intorno all&#8217;armatore La vera novit&#224; non &#232; per&#242; rappresentata soltanto dalle imbarcazioni. Fjord Italia nasce per offrire agli armatori un livello di servizio coerente con il prestigio del marchio. L&#8217;organizzazione dispone oggi di quattro basi operative, cinque tecnici altamente specializzati e segue stabilmente oltre 25 imbarcazioni Fjord. La rete garantisce assistenza sull&#8217;intero territorio nazionale, dalla costa adriatica a quella tirrenica, dal Nord Italia al Sud, comprese la Sardegna, la Croazia e il Montenegro. In Sardegna &#232; inoltre operativo il centro prove Fjord Italia, dedicato alle prove in mare e alle attivit&#224; di Day Charter, consentendo ai clienti di vivere direttamente l&#8217;esperienza Fjord. Attraverso Mr.Blu- Key Service, dotato di officina mobile, l&#8217;organizzazione assicura interventi tecnici rapidi e qualificati direttamente presso l&#8217;imbarcazione, riducendo i tempi di fermo e garantendo continuit&#224; operativa agli armatori. Accanto alla vendita delle nuove imbarcazioni, Fjord Italia offre un ecosistema completo di servizi che comprende brokerage, charter, assistenza tecnica, gestione dell&#8217;imbarcazione e consulenza professionale. Le dichiarazioni: Pierre Duchein &#8220;Il progetto Fjord Italia interpreta perfettamente la direzione che il nostro marchio intende perseguire nei mercati strategici. Oggi il valore di un brand premium non si misura soltanto nella qualit&#224; delle sue imbarcazioni, ma anche nella capacit&#224; di offrire agli armatori un&#8217;organizzazione competente, strutturata e vicina alle loro esigenze. Fjord Italia rappresenta pienamente questa visione e contribuir&#224; a rafforzare ulteriormente la presenza del marchio nel mercato italiano.&#8221; Pietro Lucchese &#8211; Presidente Fjord Italia &#8220;Abbiamo costruito Fjord Italia partendo da una convinzione semplice: la consegna di uno yacht rappresenta l&#8217;inizio del rapporto con il cliente, non la sua conclusione. Vogliamo essere il punto di riferimento degli armatori in ogni fase della loro esperienza, offrendo professionalit&#224;, presenza sul territorio e servizi di eccellenza.&#8221; Giuliano D&#8217;Alterio &#8211; Socio fondatore di Fjord Italia &#8220;Il mio percorso con Fjord &#232; iniziato da armatore. Ho scelto questo marchio perch&#233; ho riconosciuto fin da subito una filosofia progettuale unica, capace di coniugare design, innovazione e un&#8217;autentica passione per il mare. Vivendo Fjord da cliente ho compreso quanto sia determinante poter contare su un&#8217;organizzazione presente, competente e vicina all&#8217;armatore anche dopo la consegna dell&#8217;imbarcazione. Questa convinzione mi ha portato a diventare socio fondatore di Fjord Italia e a promuoverne lo sviluppo in Sardegna, dove abbiamo realizzato un punto di riferimento strategico per il marchio, con un centro dedicato alle prove in mare, alle attivit&#224; di day charter e all&#8217;assistenza agli armatori. La Sardegna rappresenta uno dei palcoscenici pi&#249; prestigiosi della nautica internazionale e credo che Fjord dovesse essere presente con un&#8217;organizzazione all&#8217;altezza del proprio posizionamento. Quando un armatore sceglie di investire personalmente nel marchio che naviga e ama, non compie semplicemente una scelta imprenditoriale: mette la propria reputazione al servizio di un progetto in cui crede profondamente. &#200; questo il significato del mio impegno in Fjord Italia e della visione che condividiamo per il futuro del marchio nel Mediterraneo.&#8221; Ugo Hoffman &#8211; Socio fondatore di Fjord Italia &#8220;La mia esperienza con Fjord mi ha permesso di apprezzarne negli anni il valore e l&#8217;identit&#224;. Oggi vedo nascere una struttura nazionale che unisce competenze, esperienza e servizi con una visione condivisa. &#200; un progetto destinato a rafforzare il marchio e a offrire agli armatori il livello di professionalit&#224; che un brand come Fjord merita.&#8221;</p>
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