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	<title>Veladuepuntozero &#187; Oceano</title>
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	<description>Selezione Notizie di Vela Sportiva Italiana e Internazionale</description>
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		<title>Route du Rhum-Destination Guadeloupe 2026, Luca Rosetti e Maccaferri Futura sono a Saint Malò</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 10:34:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Un uomo, una barca, oltre 3.500 miglia nautiche di Atlantico da attraversare in solitario. Nessun equipaggio, nessuno scalo, nessuna assistenza esterna. &#200; questa la sfida della Route du Rhum &#8211; Destination Guadeloupe 2026, una delle competizioni pi&#249; leggendarie della vela oceanica mondiale, che il prossimo 1&#176; novembre vedr&#224; Luca Rosetti sulla linea di partenza di Saint-Malo al timone di Maccaferri Futura, il Class40 di Officine Maccaferri, platform company di Ambienta SGR S.p.A. e leader globale nell'ingegneria civile e ambientale.</p>
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		<title>Route du Rhum, Ambrogio Beccaria e Allagrande Mapei pronti per la sfida</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 11:25:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Saint Malo &#8211; Dopo il secondo posto in Class40 nel 2022, Ambrogio Beccaria torna alla Route du Rhum a bordo dell&#8217;IMOCA &#8220;Allagrande Mapei&#8221;. Vincitore della Vend&#233;e Arctique e secondo classificato alla D&#233;fi Azimut lo scorso settembre, Ambrogio affronta con fiducia e ambizione il principale appuntamento della stagione. Dopo settimane di...</p>
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		<title>Ferrari Hypersail, scafo completato: ora il mare aspetta risposte</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 17:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Ferrari Hypersail ha uno scafo completato, verniciato e vestito della livrea. Le appendici sono in cantiere e il monoscafo volante di 100 piedi si avvicina alla fase operativa. Un passo concreto per un progetto atteso da tempo, sul quale cresce la voglia di vedere finalmente risultati in acqua. Il cuore della sfida &#232; l&#8217;integrazione tra foil, chiglia, timone e Flight Control, il sistema elettronico derivato dalle competenze di Maranello nel controllo dinamico delle vetture. Sensori, computer e attuatori dovranno correggere continuamente l&#8217;assetto, mantenendo stabile il volo tra onde e variazioni di vento. La soluzione pi&#249; originale riguarda la chiglia, che incorpora un foil con parte mobile e contribuisce al terzo punto di appoggio. Carbonio e rinforzi in carbonio e titanio devono assicurare leggerezza e resistenza. Ferrari rivendica oltre venti brevetti: un patrimonio tecnologico importante, ancora da misurare con la continuit&#224; e l&#8217;affidabilit&#224; richieste dall&#8217;oceano. &#200; proprio qui che l&#8217;entusiasmo incontra le domande. L&#8217;uscita di Giovanni Soldini ha privato Hypersail di un riferimento nella navigazione oceanica e segnato una discontinuit&#224; nella guida. Quanto questo passaggio abbia inciso sui tempi resta da chiarire: attribuirgli automaticamente il rallentamento sarebbe una conclusione senza riscontri. &#160; Con Enrico Voltolini alla guida e gli ingressi di Giulia Conti e Shannon Falcone, la squadra prende forma. Falcone porta anche esperienza di record oceanici, ma resta da completare un equipaggio capace di affrontare lunghe permanenze in mare, avarie e condizioni estreme. Servono altri specialisti dell&#8217;oceano, oltre alle competenze nel volo e nelle regate tra le boe. Il comunicato annuncia progressi, ma non indica una data di varo. Ed &#232; questa l&#8217;informazione che gli appassionati aspettano. La livrea rende riconoscibile la barca; saranno le miglia a raccontare quanto vale. Per Ferrari si avvicina il momento di trasformare brevetti e promesse in navigazione.</p>
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		<title>Ferrari Hypersail sceglie Livorno: base con Azimut per i test del monoscafo volante</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Ferrari Hypersail mette radici a Livorno. Il progetto del monoscafo volante di 100 piedi destinato a sfidare gli oceani avr&#224; il proprio hub operativo negli spazi Azimut Yachts: una base che riunir&#224; sviluppo tecnico, preparazione dell&#8217;equipaggio e attivit&#224; in mare. L&#8217;annuncio segna un passaggio concreto verso le prossime fasi di sperimentazione, con l&#8217;avvio della realizzazione delle infrastrutture che accompagneranno il programma nei prossimi anni. Il cuore della notizia &#232; la collaborazione industriale e operativa tra Ferrari e Azimut. Il cantiere, nel ruolo di Technical Partner, svilupper&#224; un&#8217;Azimut Fly 72 custom come imbarcazione di supporto. La barca assister&#224; Hypersail durante i primi test di volo e, successivamente, nelle prove a vela, svolgendo compiti di assistenza, monitoraggio e accoglienza degli ospiti. La scelta di Livorno risponde a esigenze precise: l&#8217;accesso diretto al Tirreno permette di affrontare condizioni marine differenti e organizzare una campagna di test continuativa. La relativa vicinanza a Maranello favorir&#224; inoltre lo scambio di competenze con i dipartimenti Ferrari impegnati nello sviluppo tecnologico del monoscafo. La sede ospiter&#224; ingegneri e shore team, uffici, palestre e laboratori dedicati a idraulica, elettronica, meccanica e stampa 3D. Concentrare queste funzioni nello stesso luogo consentir&#224; di collegare il lavoro a terra alle verifiche in acqua</p>
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		<title>Route du Rhum 2026, Clapcich e Beccaria: due italiani in Atlantico tra amicizia, tecnologia e ambizione</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 19:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>A Milano, nella sede di Mapei, Francesca Clapcich e Ambrogio Beccaria raccontano la preparazione alla Route du Rhum 2026. Due progetti IMOCA internazionali, due percorsi differenti e un obiettivo comune: affrontare in solitario una delle regate transatlantiche pi&#249; impegnative al mondo. Tra scelte tecniche, gestione del rischio e ambizioni sportive, emerge anche una riflessione sul futuro della vela oceanica italiana. Amici a terra, avversari nell&#8217;Atlantico Mancano 39 giorni alla partenza della Route du Rhum 2026, prevista il prossimo 1&#176; novembre alle 13.02 da Saint-Malo, con destinazione Guadalupa. Francesca Clapcich e Ambrogio Beccaria, protagonisti dell&#8217;incontro organizzato presso il centro Mapei di Milano, rappresentano due volti della nuova vela oceanica italiana: amici, avversari e protagonisti di progetti sportivi costruiti intorno a team internazionali. Per Clapcich sar&#224; la prima transatlantica in solitario a bordo di un IMOCA moderno, mentre Beccaria torna alla Route du Rhum quattro anni dopo un&#8217;edizione segnata da problemi tecnici e condizioni impegnative. Un&#8217;amicizia che non esclude la rivalit&#224;. Beccaria racconta come, durante una recente regata, i due si siano scambiati messaggi in piena navigazione, condividendo l&#8217;emozione di essere due italiani impegnati allo stesso livello della vela oceanica internazionale. La Route du Rhum: il difficile equilibrio tra velocit&#224; e prudenza La partenza dalla Bretagna rappresenta uno dei momenti pi&#249; delicati della regata. Il traffico marittimo, le correnti della Manica e le perturbazioni autunnali impongono scelte immediate che possono condizionare l&#8217;intera traversata. &#171;Non bisogna fare l&#8217;errore di bruciarsi troppo le ali, ma neanche quello di partire troppo tranquilli&#187;, spiega Beccaria. Il rischio &#232; accumulare nelle prime ore un distacco impossibile da recuperare. Lo skipper ricorda l&#8217;esperienza del 2022, quando la rottura di una vela dopo appena due giorni lo costrinse a rivedere completamente la propria strategia. Una lezione che oggi considera fondamentale: prepararsi a ogni scenario, sapendo che l&#8217;imprevisto rimane una componente inevitabile della navigazione oceanica. Clapcich condivide questa impostazione. Le prime 24 ore possono compromettere un&#8217;intera regata, ma la vera sfida sar&#224; conservare energie sufficienti per attraversare l&#8217;Atlantico e sfruttare al massimo gli alisei. Due IMOCA competitivi: la preparazione tecnica La preparazione delle barche entra nella fase decisiva. Per Beccaria, reduce da un&#8217;intensa stagione di navigazione, il lavoro riguarda soprattutto l&#8217;ottimizzazione delle appendici e la gestione dei sistemi di bordo. &#171;Quando andiamo a pi&#249; di 30 nodi, anche la minima imperfezione pu&#242; far ventilare una di queste appendici&#187;, spiega. Da qui la decisione di intervenire sulle superfici, apportare piccoli cambiamenti alle vele e valutare modifiche al centro di gravit&#224;. Nessuna rivoluzione dell&#8217;ultimo momento, dunque. Le modifiche importanti richiedono collaudi e verifiche di affidabilit&#224;. L&#8217;attenzione si concentra piuttosto sulla gestione meteorologica, sugli allarmi e sul traffico marittimo, elementi decisivi quando si naviga da soli. Atleti o marinai? Due modi di vivere il solitario Uno dei passaggi pi&#249; interessanti dell&#8217;incontro riguarda l&#8217;identit&#224; sportiva dei due skipper. &#171;Ho iniziato la mia carriera nella vela oceanica da atleta e mi sono dovuta un po&#8217; inventare marinaia&#187;, racconta Clapcich, che ha trasferito nell&#8217;oceanica il metodo di preparazione sviluppato durante la carriera olimpica. Beccaria attribuisce invece un valore particolare alla capacit&#224; di adattamento. La navigazione in solitario gli permette di scoprire risorse personali che difficilmente emergerebbero in altre situazioni. &#171;&#200; una delle chiavi di questo sport: riuscire a stare bene anche quando tutto va male&#187;. Per entrambi, la gestione della vita a bordo diventa parte integrante della prestazione. Dormire, mangiare e muoversi in sicurezza su un IMOCA lanciato ad alta velocit&#224; sono necessit&#224; agonistiche, non semplici questioni di comfort. Il futuro della vela oceanica italiana Clapcich affronta anche il tema delle opportunit&#224; professionali per le nuove generazioni, soprattutto per le donne. &#171;Non voglio essere l&#8217;ultima. Vorrei essere una che apre quella porta per avere altre ragazze, soprattutto in Italia, che possano entrare in maniera molto pi&#249; semplice e costruire le loro carriere&#187;. Beccaria invita invece a valutare lo stato di salute della vela oceanica italiana partendo dalle classi giovanili, non soltanto dai risultati dei professionisti. Frankie e Bogi hanno infine affrontato il tema del costo crescente delle imbarcazioni e la riduzione della partecipazione italiana nella classe Mini rappresentano, secondo lo skipper, segnali da non sottovalutare. Fondamentale il ruolo degli sponsor. Il progetto di Beccaria coinvolge oggi 16 persone, mentre Clapcich parla di una struttura che supera le 24 unit&#224;, tra gestione, comunicazione e area tecnica. Per entrambi, l&#8217;obiettivo va oltre la Route du Rhum: costruire progetti competitivi e sostenibili, capaci di guardare al Vend&#233;e Globe 2028 e di aprire nuove opportunit&#224; alla vela italiana. Il lato umano: un espresso e una balena Non mancano gli aneddoti. Clapcich racconta di aver trovato spazio a bordo per una piccola macchina elettrica da espresso portatile. Un lusso irrinunciabile, nonostante la continua ricerca di leggerezza: due caff&#232; al giorno rimangono parte della sua routine. Beccaria svela invece un&#8217;abitudine decisamente pi&#249; singolare. A bordo degli IMOCA la visibilit&#224; verso prua &#232; spesso limitata. Per questo, durante la navigazione, si ritrova a parlare con la balena che ha tatuata sul corpo, quasi a chiederle di proteggerlo dagli incontri ravvicinati con i cetacei. Due piccoli rituali che raccontano il lato pi&#249; intimo di uno sport nel quale, una volta lasciata la costa, anche gli atleti pi&#249; preparati devono imparare a convivere con la solitudine e l&#8217;imprevedibilit&#224; dell&#8217;oceano. &#160;</p>
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		<title>Ferrari Hypersail e North Sails: la tecnologia della vela oceanica diventa abbigliamento ad alte prestazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 10:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Presentata la nuova linea di abbigliamento Ferrari Hypersail sviluppata con North Sails. Un progetto che unisce ricerca sui materiali, design e innovazione, nato intorno al nuovo monoscafo oceanico di 100 piedi con cui Ferrari punta al record del giro del mondo. C&#8217;&#232; un filo conduttore che lega la ricerca della massima velocit&#224; sull&#8217;acqua allo sviluppo di un capo tecnico: la capacit&#224; di superare i limiti attraverso l&#8217;innovazione. &#200; su questa visione condivisa che nasce la collaborazione tra Ferrari e North Sails, presentata in occasione del lancio della nuova linea di abbigliamento Ferrari Hypersail. Un progetto che porta l&#8217;esperienza di uno dei marchi di riferimento della vela internazionale a incontrare la cultura tecnologica e sportiva di Maranello. Luca Delfino: due marchi, una visione della performance Per Luca Delfino, Chief Sales Officer di North Sails, la collaborazione &#232; il risultato di un&#8217;affinit&#224; che precede lo sviluppo del prodotto. &#171;&#200; stato fin dall&#8217;inizio un incontro molto naturale. I due marchi condividono gli stessi valori: la ricerca della massima performance, l&#8217;innovazione e la volont&#224; di spostare continuamente i limiti in avanti&#187;. Una convergenza che affonda le radici anche nella storia dei rispettivi fondatori, accomunati da una forte cultura tecnica e dalla competizione. &#171;Ci uniscono la passione per la performance, il gusto della sfida e soprattutto l&#8217;obiettivo di realizzare qualcosa che non &#232; mai stato fatto prima. Su questi elementi ci siamo trovati immediatamente allineati&#187;. La partnership coinvolge diverse competenze del gruppo North Technology, dalla progettazione delle vele alla realizzazione dell&#8217;albero e delle attrezzature, fino allo sviluppo dell&#8217;abbigliamento destinato all&#8217;equipaggio. Enrico Voltolini: un 100 piedi per riscrivere le regole della vela oceanica A spiegare le caratteristiche del progetto &#232; Enrico Voltolini, Project Leader di Ferrari Hypersail, protagonista di un programma che punta a trasferire nella navigazione oceanica soluzioni finora sperimentate soprattutto nelle competizioni tra le boe. &#171;Hypersail &#232; un prototipo di 100 piedi, circa 30 metri, con caratteristiche mai viste prima nella vela oceanica. Una delle principali&#160;innovazioni &#232; l&#8217;adozione di un albero con una randa a doppia superficie, una sorta di ala morbida che permette di modificare profondamente il profilo della vela al variare delle condizioni&#187;. Le innovazioni comprendono anche un&#8217;ala dotata di flap applicata al bulbo della chiglia, pensata per contribuire alla stabilit&#224;, e un sistema di produzione energetica affidato ai grinder, che alimentano elettricamente i dispositivi di manovra. L&#8217;obiettivo dichiarato &#232; il record del giro del mondo. La barca disporr&#224; inoltre di tre turbine eoliche, progettate per operare fino a 80 nodi di vento apparente, e di pannelli solari distribuiti sulle superfici disponibili. &#160; L&#8217;abbigliamento come parte integrante del progetto &#200; proprio l&#8217;architettura di Hypersail a imporre nuove esigenze nella progettazione dell&#8217;abbigliamento. A differenza delle imbarcazioni oceaniche tradizionali, l&#8217;equipaggio trascorrer&#224; gran parte della navigazione all&#8217;interno del pozzetto chiuso, uscendo in coperta soltanto per i cambi di vela o per risolvere eventuali problemi tecnici.&#160;&#171;Passeremo quasi tutta la regata all&#8217;interno della barca. Attraversando l&#8217;Equatore, o navigando con poco vento, le temperature potranno essere molto elevate. Avremo sistemi di ventilazione forzata, ma questo comporta richieste estreme anche per l&#8217;abbigliamento che dovremo indossare&#187;, spiega Voltolini. &#200; in questo scenario che si inserisce il lavoro creativo di Daria Martelli, Head of Design North Sails, chiamata a coniugare le esigenze tecniche del progetto con l&#8217;identit&#224; estetica della nuova collezione. La linea Ferrari Hypersail rappresenta cos&#236; un ulteriore punto d&#8217;incontro tra due mondi che condividono la ricerca della performance. Una collaborazione nella quale l&#8217;abbigliamento non &#232; soltanto espressione di stile, ma parte di un progetto tecnologico concepito per affrontare una delle sfide pi&#249; impegnative della vela oceanica. &#160;</p>
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		<title>Ferrari Hypersail intanto seleziona l’equipaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Hypersail Ferrari]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>FERRARI HYPERSAIL DA IL VIA ALLA FORMAZIONE DELL&#8217;EQUIPAGGIO:&#160;GIULIA CONTI E SHANNON FALCONE SI UNISCONO AL PROGETTO GUIDATO DA ENRICO VOLTOLINI Ferrari Hypersail segna un passaggio chiave nel suo percorso, annunciando i primi nomi dell&#8217;equipaggio che affronter&#224; i test in mare e il futuro programma di regate del monoscafo full-foiling da 100 piedi. Al fianco del Project Leader Enrico Voltolini, entrano a far parte del Team due profili di primo piano nel panorama della vela: Giulia Conti &#8211; campionessa mondiale ed europea e timoniera vincitrice della Women America&#8217;s Cup &#8211; e Shannon Falcone &#8211; dal profilo di alto livello tra regate d&#8217;altura e grandi competizioni, tra cui sei campagne in America&#8217;s Cup e diversi record oceanici. La sfida agonistica e tecnologica di Hypersail, destinata ai record e alle regate offshore, richiede infatti un equipaggio altamente poliedrico. I membri scelti porteranno a bordo un mix unico di competenze: una solida visione ingegneristica, un&#8217;esperienza agonistica su barche ad alta performance e una capacit&#224; di gestione delle complessit&#224;. Inoltre, oltre alla conduzione in regata, i velisti avranno un ruolo chiave nella messa a punto della barca: un processo continuo di raccolta, test e validazione dei dati di bordo essenziale per guidare il lavoro del team tecnico. &#8220;Con Ferrari Hypersail stiamo affrontando un&#8217;impresa mai tentata prima nel mondo della vela&#8221; &#8211; sottolinea Voltolini &#8211; &#8220;Portare al massimo della performance una barca con queste caratteristiche richiede molto pi&#249; del talento al timone o alle manovre: servono intelligenza nautica e capacit&#224; di gestire tecnologie inedite per l&#8217;oceano. Giulia e Shannon rappresentano esattamente questo e ci&#242; che con Hypersail stiamo cercando: le loro competenze e la loro versatilit&#224; sono fondamentali per la squadra che si sta costruendo&#8221;. Enrico Voltolini &#124; Project Leader In qualit&#224; di Project Leader, Enrico Voltolini guider&#224; lo sviluppo sportivo del progetto, la costruzione dell&#8217;equipaggio e il raccordo tra le attivit&#224; in mare e il centro di progettazione di Maranello. Il suo ruolo sar&#224; fondamentale per trasformare i dati e le indicazioni raccolti durante i test in mare in informazioni utili all&#8217;evoluzione tecnica della barca, agendo come punto di contatto e sintesi tra il sailing team e la componente tecnica e di progettazione. Giulia Conti &#124; Sviluppo Del Volo, Navigazione e Automazione Giulia Conti vanta una carriera ai vertici della vela mondiale, coronata da quattro partecipazioni olimpiche da timoniera, i titoli mondiale ed europeo 2015 nei 49er FX e la vittoria al timone della prima Women&#8217;s America&#8217;s Cup nel 2024. Il suo sar&#224; un ruolo chiave per lo sviluppo della navigazione e per l&#8217;integrazione tra equipaggio e monoscafo. A lei saranno affidate la gestione dei sistemi di volo e dell&#8217;automazione di bordo, oltre alla pianificazione e coordinamento dei test al simulatore e in mare. Un&#8217;integrazione dettata da una competenza specifica: la capacit&#224; di interpretare il comportamento dinamico della barca e contribuire all&#8217;evoluzione dei sistemi elettronici che ne supportano il controllo. &#8220;Fare parte di Ferrari Hypersail &#232; una sfida incredibile: significa contribuire a tracciare una nuova rotta per la vela&#8221; &#8211; dichiara Conti &#8211; &#8220;Il mio obiettivo &#232; mettere a disposizione del Team la mia esperienza per far s&#236; che la tecnologia non sostituisca l&#8217;intuito umano ma permetta ai sailors di portare la barca al massimo in ogni prestazione&#8221;. Shannon Falcone &#124; On Water Operations e Gestione Della Sicurezza Shannon Falcone vanta una carriera eccezionale divisa tra le regate d&#8217;altura e la vela ad alte prestazioni: sei campagne in America&#8217;s Cup, le vittorie e i record di regata nella Sydney-Hobart, Transpac e Newport-Bermuda sul Maxi Comanche, oltre allo storico record transatlantico New York &#8211; The Lizard tuttora imbattuto. Falcone, che apporta al progetto una significativa esperienza operativa e una profonda conoscenza delle dinamiche di navigazione in condizioni complesse, oltre alla sua presenza a bordo nell&#8217;equipaggio contribuir&#224; al coordinamento dello shore team, con particolare attenzione alle operazioni in mare e alla definizione delle procedure di sicurezza. La sua profonda conoscenza delle dinamiche in mare guider&#224; la stesura delle procedure operative indispensabili per governare l&#8217;imbarcazione nelle fasi pi&#249; delicate e complesse. &#8220;Navigare in oceano richiede un&#8217;organizzazione rigorosa, una preparazione costante e l&#8217;applicazione dei pi&#249; elevati standard di sicurezza&#8221; &#8211; aggiunge Falcone &#8211; &#8220;La sinergia tra lo shore team e l&#8217;equipaggio a bordo non &#232; solo un supporto operativo, ma il presupposto fondamentale per consentire al monoscafo di esprimere tutto il proprio potenziale in mare&#8221;.</p>
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		<title>The Ocean Race Atlantic, United by the Ocean wins the first edition</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 11:04:14 +0000</pubDate>
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<p>For Paul Meilhat this transatlantic victory comes on the back of his win in the same boat (then called Biotherm) in last year&#8217;s &#8211; mainly light wind &#8211; edition of The Ocean Race Europe. </p>
<p>&#8220;The boat is not the latest [design],&#8221; he said. &#8220;It is fast, but we had some bad moments because it is not really fast in the big waves. Three days ago we had a really tough night in big waves in the wrong direction. But we know that in medium and light wind on flat water it is really, really fast. A lot of races finish in these conditions. We are a good team with this boat and that is working well.&#8221;</p>
<p>11th Hour Racing skipper Francesca Clapcich said she and the crew were frustrated to have not been able to close out the victory, but pleased with the result, nevertheless.</p>
<p>&#8220;It was quite epic. When you get so close to winning the race you want to fricken win it, right? But a few hours ago &#8211; six hours or so &#8211; we could not have hoped for this result. In the end, at Gl&#233;nan [islands on the way to the finish line] we had the chance to win it, but we ended up second &#8211; and we are super happy. "</p>
<p>&#8220;Doing a transat like that of 3,000 miles and ending up just a few minutes apart is a dream. It&#8217;s why we go racing, we want to race other teams and it&#8217;s pretty cool. You get so close to the other teams that you are not even looking at the numbers anymore because you can see them. You are sailing against them, just looking at them &#8211; it&#8217;s pretty awesome.&#8221; </p>
<p>DMG MORI Global One&#8217;s Samantha Davies (GBR) said the crew had been expecting the four-way battle to the finish to be close for several days. </p>
<p>&#8220;It&#8217;s amazing to have such a close finish,&#8221; she said. &#8220;We saw that coming from quite a few days out. I think what is more impressive is that we crossed the ocean that close together and that there were place changes, so that it wasn&#8217;t just one person dominating. For me the interesting part was that there was a bit of boat speed, a bit of strategy, a bit of luck &#8211; so it was fun all the way across the Atlantic."</p>
<p>Davies said the one-week race had been a great learning process for the crew &#8211; made up of two Japanese sailors plus a Brit and a Frenchman &#8211; whose main goal was the around-the-world edition of The Ocean Race next year.  </p>
<p>&#8220;The best team-building exercise is taking your team out of its comfort zone and we definitely did that in this transat, because it was brutal for quite a few days. We pushed the boat and ourselves to our limits. That&#8217;s where you learn: how each person is in the team, how to support each other, and how to communicate with each other. We just saw strengths coming out of each team member and this crazy communication that we have in this international multicultural team.&#8221;</p>
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		<title>Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing ottiene un brillante secondo posto in The Ocean Race Atlantic</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 09:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[11th hour racing]]></category>
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		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
		<category><![CDATA[The Ocean Race]]></category>

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<p>La velista oceanica italo-americana Francesca Clapcich e il suo equipaggio a bordo di 11th Hour Racing hanno ottenuto un brillante secondo posto nell&#8217;edizione inaugurale di The Ocean Race Atlantic, uno sprint di otto giorni da New York (USA) a Lorient (Francia). Il team ha completato la regata in 7 giorni, 23 ore, 48 minuti e 7 secondi, con un distacco di soli 8 minuti e 56 secondi dal vincitore della regata, United by the Ocean, guidato dallo skipper Paul Meilhat (FRA). Clapcich, che ha corso insieme ai suoi compagni di equipaggio Will Harris (GBR), Elodie-Jane Mettraux (SUI/FRA) e Alberto Bona (ITA), e con l&#8217;onboard reporter Julien Champolion (FRA), ha avuto parole di apprezzamento per il suo team e per il risultato ottenuto: &#8220;Dopo una regata, si vorrebbe sempre di pi&#249;, ma questa &#232; stata davvero epica&#8221;, ha dichiarato. &#8220;Quando si arriva cos&#236; vicini alla vittoria, si vuole vincere. Ma solo sei ore fa non avremmo nemmeno potuto sperare in questo risultato. Alla fine abbiamo avuto la possibilit&#224; di vincere e siamo arrivati secondi, e ne siamo felicissimi. Per me &#232; un grandissimo onore navigare con questi velisti, e attraversare l&#8217;Atlantico con un gruppo di amici &#232; incredibile. &#8220;Fare una transatlantica come questa, di oltre 3.000 miglia, e finire a pochi minuti di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, &#232; un sogno. &#200; per questo che partecipiamo alle regate. Vogliamo batterci contro altre barche, altri equipaggi, ed &#232; davvero stupendo. &#200; stato bellissimo essere cos&#236; vicini alle altre barche, tanto da poterle vedere da vicino. Quando succede non stai pi&#249; solo regatando contro dei numeri, stai regatando contro di loro, proprio l&#236; vicino. &#200; davvero incredibile.&#8221; E infine Francesca ha voluto lanciare un messaggio speciale: &#8220;Grazie a tutti i fan in Italia, ci avete seguito sempre e per me &#232; un grandissimo onore riuscire a rappresentare sia l&#8217;Italia che gli Stati Uniti&#8221;. Nel corso della traversata dell&#8217;Atlantico, la flotta, composta da sei imbarcazioni, ha dovuto affrontare condizioni che Clapcich ha definito &#8220;orrende&#8221;: venti superiori ai 35 nodi e &#8220;onde che arrivavano da tutte le parti&#8221;. Elodie-Jane Mettraux ha spiegato: &#8220;La vita a bordo &#232; stata terribile. Anche su quella che dovrebbe essere una barca confortevole, dormire era impossibile: c&#8217;era troppo movimento e il rumore &#8211; il sibilo dei foil, il cigolio del timone &#8211; era insopportabile. Ti fa quasi impazzire. Abbiamo finito per usare qualsiasi cosa riuscissimo a trovare su cui sederci, cercando di attutire un po&#8217; le sollecitazioni, e si &#232; trattato solo di mantenere una posizione, aggrapparsi e cercare di non farsi male per una sciocchezza.&#8221; Il finale avrebbe potuto essere ben diverso per l&#8217;equipaggio quando, durante l&#8217;ultima notte di regata, intorno alle 22:00 UTC, il team ha scoperto che il cuscinetto superiore che mantiene in posizione il foil si era danneggiato irreparabilmente, costringendo l&#8217;equipaggio a rallentare notevolmente l&#8217;imbarcazione per effettuare una riparazione provvisoria. Dopo aver tentato senza successo diverse soluzioni, hanno riempito la cavit&#224; con una cima che ha spinto il foil nuovamente in posizione, consentendo loro di riprendere la navigazione. Will Harris ha spiegato quanto successo cosi: &#8220;Ero di guardia quando abbiamo sentito un forte boato: all&#8217;inizio abbiamo pensato di aver urtato qualcosa. Poi abbiamo trovato schegge di carbonio e il foil fuori posto. Il mio primo pensiero &#232; stato: tutto quel lavoro di nove, dieci giorni di regata, e ora finir&#224; tutto l&#236;. Ma insieme siamo riusciti a effettuare una riparazione provvisoria in fretta &#8211; letteralmente riempiendo il foro con delle cime &#8211; e nel giro di 15 minuti eravamo di nuovo in corsa.&#8221; &#160; L&#8217;arrivo a Lorient, capitale della vela oceanica e sede del team italo-americano, &#232; stato in netto contrasto, con soli dieci nodi di vento e un mare calmo. Il co-skipper Alberto Bona ha commentato: &#8220;Le previsioni facevano presagire una regata molto veloce: si parlava di record, noi puntavamo a cinque giorni. Alla fine, ci siamo imbattuti in un sistema meteorologico diverso, pi&#249; lento del previsto. La regata &#232; andata semplicemente allungandosi: nuovi routage, ulteriori giorni di navigazione. Non &#232; stato facile, le condizioni erano davvero difficili. Ho gi&#224; regatato in mari pi&#249; agitati, ma onestamente questa navigazione &#232; stata particolarmente dura per noi, ventiquattro ore di fila. Avremmo potuto vincere: siamo arrivati secondi. Quello che abbiamo vissuto insieme &#232; stato eccezionale. Avevo gi&#224; navigato in equipaggio, ma con Francesca, con compagni come questi, &#232; stata un&#8217;esperienza davvero speciale. Sono molto felice. Il momento che mi &#232; rimasto impresso: stamattina, dopo due ore al timone in condizioni difficili, abbiamo dovuto davvero tenere duro. In dieci minuti, tutte le difficolt&#224; che avevamo affrontato prima sono semplicemente svanite. Eravamo cos&#236; felici.&#8221; Ogni barca corre con un reporter di bordo, e la storia del Team Francesca &#232; stata raccontata da Julien Champolion, alla sua prima traversata dell&#8217;Atlantico da ovest a est. &#8220;Dopo otto giorni, con venti che hanno raggiunto i 30 o 40 nodi a bordo, mi sono detto: &#8216;Mai pi&#249;&#8217;, ma ora che sono sulla banchina, ovviamente lo rifarei! Non capisco il cervello umano: come si fa a tornare indietro e rifarlo di nuovo?&#8221; Parit&#224; di genere The Ocean Race ha imposto per la prima volta in una regata una suddivisione di genere al 50/50, una regola che Francesca Clapcich &#8211; il cui team tecnico e di supporto a terra riflette ampiamente questa diversit&#224; &#8211; sostiene pienamente, insieme al suo sponsor principale, 11th Hour Racing, partner strategico di The Ocean Race. &#8220;Non potrei essere pi&#249; orgoglioso di Francesca e di tutto il team.&#8221; Ha dichiarato Jeremy Pochman, CEO e co-fondatore di 11th Hour Racing. &#8220;Hanno lottato per ogni miglio e non hanno mai smesso di dare il massimo, fino a un finale straordinario che ha visto le barche di testa battersi fianco a fianco. Quella tenacia, quella determinazione e quella fiducia reciproca sono l&#8217;essenza stessa di queste persone. &#8220;Ogni regata pu&#242; regalare grandi momenti sportivi, ma se definiamo il suo successo solo in base a ci&#242; che accade tra la linea di partenza e quella di arrivo, perdiamo il suo massimo potenziale. Questa edizione inaugurale di The</p>
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		<title>The Ocean Race Atlantic: Helly Hansen a bordo di DMG MORI</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto.morici]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Il brand norvegese, leader mondiale &#8203; nel settore dell&#8217;abbigliamento tecnico per la vela, equipaggia il team dello skipper giapponese Kojiro Shiraishi che a bordo dell&#8217;innovativo IMOCA DMG MORI GLOBAL ONE partir&#224; il primo settembre da New York per The Ocean Race Atlantic 2026. Marted&#236; primo settembre partir&#224; da New York la prima edizione di The Ocean Race Atlantic, che vedr&#224; i migliori velisti oceanici del mondo attraversare l&#8217;Oceano Atlantico fino a Lorient, nel cuore della Bretagne Sailing Valley, casa della maggior parte della flotta IMOCA e dei suoi velisti. Con al timone il leggendario skipper giapponese Kojiro Shiraishi, il DMG MORI Sailing Team &#232; tra i sei equipaggi che sfileranno davanti alla Statua della Libert&#224; sulla linea di partenza di The Ocean Race Atlantic 2026. &#8203;Shiraishi &#232; noto per il suo spirito contagioso e la sua vasta esperienza nelle regate d&#8217;altura. Nel 1994, all&#8217;et&#224; di soli 26 anni, &#232; diventato lo skipper pi&#249; giovane a completare una circumnavigazione in solitaria, senza scali n&#233; assistenza. In seguito ha completato diverse regate in solitaria intorno al mondo. Nel 2016, &#232; diventato il primo velista asiatico a partecipare al Vend&#233;e Globe. Al termine dell&#8217;edizione 2020/2021, &#232; entrato nella storia come primo skipper asiatico a tagliare il traguardo questa iconica regata, bissata nella edizione 2024/2025. &#8203; &#8203;Il brand norvegese Helly Hansen, leader mondiale nel settore dell&#8217;abbigliamento tecnico da vela, sar&#224; al fianco di Kojiro Shiraishi e di DMG MORI Sailing Team come official clothing supplier durante The Ocean Race Atlantic 2026 e The Ocean Race 2027.&#8220;Le regate oceaniche richiedono fiducia assoluta nell&#8217;attrezzatura. Deve essere resistente anche in condizioni estreme&#8221;, ha spiegato Shiraishi. &#8220;Quando ci si trova a migliaia di miglia dalla costa, non &#232; possibile portare con s&#233; molto materiale n&#233; avere ricambi, quindi anche ogni singolo capo di abbigliamento &#232; fondamentale. In queste regate, le prestazioni dei nostri materiali sono direttamente collegate alla sicurezza. Ecco perch&#233; la mia partnership di lunga data con Helly Hansen significa cos&#236; tanto per me: affido la mia vita alla loro attrezzatura. Con Helly Hansen, so di poter superare una tempesta e rimanere concentrato sulla regata, indipendentemente dalle condizioni.&#8221; La partnership tra il brand norvegese e DMG MORI Sailing Team nasce dal lungo rapporto di fiducia tra Helly Hansen Japan (Goldwin Inc.) e lo skipper del DMG MORI Sailing Team, Kojiro Shiraishi che da oltre 20 anni si affida all&#8217;abbigliamento Helly Hansen durante le sue regate d&#8217;altura in tutto il mondo. &#8203;&#8220;Nel corso della sua carriera, Kojiro ha incarnato la determinazione, la resilienza e la grinta che caratterizzano sia la vela d&#8217;altura sia il marchio Helly Hansen&#8221;, spiega Atsufumi Koga, general manager di Helly Hansen Japan, una divisione di Goldwin Inc. &#8220;Siamo orgogliosi che Kojiro e il suo team abbiano riposto in noi la loro fiducia in vista di una sfida cos&#236; impegnativa comeThe Ocean Race, e non vediamo l&#8217;ora di attingere alla loro competenza ed esperienza per contribuire a plasmare il futuro dell&#8217;abbigliamento da vela ad alte prestazioni.&#8221; &#8203; &#8203;L&#8217;edizione inaugurale di The Ocean Race Atlantic introduce un obbligo di parit&#224; di genere al 50/50, per cui ciascuno dei sei team velici IMOCA al via sar&#224; composto da due uomini e due donne. Questo nuovo requisito si fonda sui crescenti sforzi per rendere lo sport della vela pi&#249; inclusivo e accessibile, nonch&#233; sui positivi risultati delle precedenti edizioni di The Ocean Race, che hanno registrato una partecipazione in costante crescita da parte delle veliste oceaniche. &#8203;A completare quindi l&#8217;equipaggio al fianco dello skipper Kojiro Shiraishi ci saranno: Samantha Davies (Regno Unito), velista oceanica di grande esperienza in The Ocean Race e skipper del Team SCA nella Volvo Ocean Race 2014/2015 con un equipaggio interamente femminile; Nicolas Lunven (Francia) uno dei pi&#249; rispettati e competenti velisti oceanici al mondo, sesto nel 2024/2025 al suo esordio nel Vend&#233;e Globe; Arisa Moriya (Giappone), velista e navigatrice professionista giapponese, che ha ricoperto il ruolo di tattica per il primo team asiatico a vincere la Student Yachting World Cup nel 2017. Il team regater&#224; a bordo di DMG MORI GLOBAL ONE, il nuovo IMOCA varato solo ai primi di giugno, un capolavoro tecnico che rappresenta un&#8217;audace svolta progettuale rispetto all&#8217;attuale flotta IMOCA. La forma dello scafo, che ricorda pi&#249; la parte centrale di un trimarano, &#232; stata messa a punto per permettere alla barca di navigare pi&#249; facilmente sui foil, di sbattere sulle onde meno violentemente e di ridurre la superficie bagnata e la resistenza sull&#8217;acqua. &#8203;&#8220;&#200; un progetto molto diverso, il che fa sempre un po&#8217; paura&#8221;, ha spiegato Guillaume Verdier, progettista del nuovo IMOCA. &#8220;Abbiamo lavorato molto sulle forme dello scafo, a partire dalla considerazione che in passato abbiamo progettato scafi ottimizzati per navigare sbandati, quando, in realt&#224;, non &#232; cos&#236; che navighiamo quando regatiamo intorno al mondo. Quindi abbiamo spinto nella direzione opposta. Abbiamo progettato uno scafo ottimizzato per la navigazione verticale sui foil. Ma non &#232; solo una questione di scafo. &#200; tutto integrato &#8211; i foil, l&#8217;aerodinamica, il timone.&#8221; &#8203; &#8203;Leader mondiale nell&#8217;abbigliamento tecnico da vela, fornitore ufficiale di abbigliamento del DMG MORI Sailing Team e partner ufficiale dell&#8217;organizzazione The Ocean Race, Helly Hansen gode della fiducia dei professionisti di tutto il mondo e si avvale delle loro conoscenze e dei loro feedback per creare attrezzature all&#8217;avanguardia in termini di innovazione, prestazioni e protezione. Dopo aver supportato per oltre cinquanta anni gli equipaggi che partecipano a The Ocean Race, Helly Hansen continua a perfezionare i propri prodotti, materiali e tecnologie attraverso test sul campo in alcune tra le regate oceaniche pi&#249; impegnative al mondo. &#8203;&#8221;Il DMG MORI Sailing Team &#232; un partner naturale per Helly Hansen: focalizzato sullo sviluppo tecnologico e con l&#8217;obiettivo di promuovere lo sport della vela in ogni parte del mondo tra la prossima generazione di giovani talenti. Siamo sintonizzati sull&#8217;obiettivo di superare i rispettivi limiti sia in mare sia a terra&#8221;, conclude Gabriele Galaverni, brand partnerships director di Helly Hansen. &#8203;</p>
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		<title>The Ocean Race Atlantic premia l’impegno per l’oceano</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 08:00:29 +0000</pubDate>
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<p>L&#8217;edizione inaugurale di The Ocean Race Atlantic 2026 comprender&#224; due competizioni: la prima &#232; una regata transatlantica riservata ai migliori team della vela d&#8217;altura; la seconda vede gli stessi velisti impegnati nella protezione del nostro pianeta blu. Il Racing For The Ocean Teams Challenge premier&#224; i concorrenti per il loro impegno nel ridurre la propria impronta ambientale e nel generare un impatto positivo destinato a durare ben oltre la regata. Creata in collaborazione con IMOCA e con il sostegno di 11th Hour Racing, Impact Partner di The Ocean Race Atlantic, la sfida prevede la valutazione dei sei team sulla base di 30 criteri di sostenibilit&#224;, che spaziano dalla gestione operativa alla ricerca scientifica, dalla divulgazione alla costruzione sostenibile delle barche, fino all&#8217;impatto climatico e alle attivit&#224; di sensibilizzazione, lungo la traversata da New York (Stati Uniti) a Lorient (Francia). Saranno inoltre valutati gli sforzi per promuovere diversit&#224;, equit&#224; e inclusione, insieme ai progetti e alle iniziative che ogni team dedica alla creazione di un impatto positivo. Attraverso queste aree chiave, la competizione riconoscer&#224; il team e le persone che avranno dato il contributo complessivo pi&#249; significativo alla salute dell&#8217;oceano, all&#8217;azione per il clima e all&#8217;equit&#224; nello sport. Lo scorso anno The Ocean Race Europe 2025 ha ospitato la prima edizione del Racing for the Ocean Teams Challenge, vinta dal team Holcim &#8211; PRB. Per The Ocean Race Atlantic 2026 l&#8217;ambizione cresce, con una serie di nuovi riconoscimenti in palio. Oltre al vincitore assoluto, saranno premiati l&#8217;impronta di carbonio pi&#249; bassa, il miglior contributo individuale di un membro dell&#8217;equipaggio, il sostegno all&#8217;accesso e all&#8217;equit&#224; e la pi&#249; efficace attivit&#224; di comunicazione scientifica sull&#8217;oceano. Lucy Hunt, Ocean Impact Director di The Ocean Race, ha dichiarato: &#8220;I velisti di The Ocean Race trascorrono in mare pi&#249; tempo di quasi chiunque altro e conoscono quindi in prima persona le pressioni sempre pi&#249; forti a cui l&#8217;oceano &#232; sottoposto. Questo d&#224; loro una piattaforma unica per ispirare gli altri, raccontare con autenticit&#224; il valore dell&#8217;oceano e spiegare perch&#233; sia cos&#236; essenziale proteggerlo&#8221;. &#8220;Molti team portano gi&#224; avanti iniziative per la salute dell&#8217;oceano e per il clima: il Racing for the Ocean Teams Challenge nasce per dare riconoscimento a questo lavoro, spingere i team a fare ancora di pi&#249; e motivare altri ad agire al loro fianco. Trasformandolo in una competizione, dimostriamo che il successo nel nostro sport non si misura solo tagliando per primi il traguardo, ma anche nell&#8217;impatto positivo che i team sanno generare al di fuori del campo di regata&#8221;. I vincitori saranno annunciati a settembre, a Lorient, durante l&#8217;Awards Night di The Ocean Race Atlantic. Oltre al trofeo, realizzato in plastica oceanica riciclata, riceveranno 1.000 euro da destinare al proprio progetto con l&#8217;Impact Partner, a sostegno di un cambiamento ambientale e sociale positivo. The Ocean Race Atlantic 2026 &#232; la prima regata da porto a porto in oltre 50 anni di storia di The Ocean Race. Realizzato in collaborazione con l&#8217;Impact Partner 11th Hour Racing, l&#8217;evento nasce da una missione condivisa: generare un impatto concreto per il nostro pianeta blu promuovendo la ricerca e la cultura del mare, dando prova di eccellenza nella gestione sostenibile degli eventi e sostenendo equit&#224; e inclusione grazie al primo obbligo in assoluto di equipaggi paritari, con due donne e due uomini a bordo</p>
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		<title>Translated 9, quando il giro del mondo diventa una lezione di leadership</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:53:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Non &#232; stata la presentazione di un equipaggio. Non &#232; stata nemmeno la semplice conferenza stampa di una campagna sportiva. L&#8217;annuncio della partecipazione di Translated 9 alla prossima Ocean Globe Race 2027 si &#232; trasformato nel racconto di un&#8217;idea: dimostrare che innovazione, impresa e avventura condividono gli stessi valori quando al centro vengono messe le persone. Marco Trombetti, fondatore di Translated, non ha parlato di performance, budget o tecnologia. Ha parlato di paura, fiducia e responsabilit&#224;.&#160;&#171;Non avevo mai navigato. Non avevo nemmeno amici velisti. Eppure ho deciso di candidarmi come skipper di un giro del mondo&#187;, ha raccontato. Una scelta apparentemente irrazionale che, invece, rappresenta il punto di partenza di un progetto diventato un caso internazionale. La filosofia era semplice quanto rivoluzionaria: selezionare un equipaggio non soltanto sulla base delle competenze veliche, ma soprattutto sulle qualit&#224; umane. Oltre 1.500 persone presentarono la propria candidatura. Alla fine furono scelti 27 membri, molti dei quali senza alcuna esperienza di navigazione oceanica. &#171;Quando affronti una sfida pi&#249; grande di te, lavori pi&#249; duramente di chiunque altro&#187;, ha spiegato Trombetti. Ed &#232; esattamente ci&#242; che accadde. Due anni di preparazione, circa 25.000 miglia di allenamento e una sorprendente vittoria nelle prime due tappe dell&#8217;Ocean Globe Race 2023. Poi arriv&#242; Capo Horn. Lo scafo danneggiato, le tempeste, le riparazioni improvvisate alle Falkland, un secondo cedimento strutturale e l&#8217;infortunio della moglie Isabel avrebbero potuto chiudere definitivamente l&#8217;avventura. Invece ne cambiarono il significato. &#171;Appena siamo scesi dalla barca avevamo gi&#224; un nuovo sogno. Se fallisci, nessuno ricorder&#224; il fallimento. Ricorderanno il nuovo sogno che nasce dopo.&#187; &#200; probabilmente questa la frase che sintetizza meglio la cultura imprenditoriale di Trombetti: trasformare gli ostacoli in opportunit&#224;, senza perdere di vista lo scopo. Quando ormai non c&#8217;erano pi&#249; classifiche da conquistare n&#233; trofei da vincere, Isabel, prima di essere evacuata con una gamba fratturata, lasci&#242; al marito un&#8217;unica richiesta: &#171;Ripara questa barca e portala al traguardo.&#187;&#160;Fu in quel momento che la regata cess&#242; di essere una competizione sportiva per diventare un progetto di leadership. &#171;Ci sono momenti nella vita in cui non esiste un piano B. Non fai qualcosa perch&#233; c&#8217;&#232; un premio. Lo fai perch&#233; &#232; la cosa giusta da fare.&#187; Parole che spiegano molto anche del modo con cui Translated affronta l&#8217;innovazione nell&#8217;intelligenza artificiale: la tecnologia come strumento per valorizzare il talento umano, non per sostituirlo. A confermare il valore di questa esperienza &#232; stato Don McIntyre, fondatore della Ocean Globe Race, che vede in Translated 9 una delle espressioni pi&#249; autentiche dello spirito della manifestazione.&#160;&#171;Credo che l&#8217;avventura renda le persone migliori&#187;, ha spiegato. &#171;Fin dall&#8217;inizio abbiamo sempre detto che il cuore della Ocean Globe Race non sono le barche, ma le storie umane.&#187;&#160;McIntyre ricorda ancora la prima telefonata ricevuta da Trombetti. &#171;Quando riattaccai dissi a mia moglie: ho appena parlato con qualcuno che parla la nostra stessa lingua.&#187; Quella lingua era fatta di coraggio, inclusione e fiducia nelle persone.&#160;Non a caso Translated 9 ha ricevuto lo Spirit of the Ocean Trophy, il riconoscimento assegnato all&#8217;equipaggio che meglio ha incarnato i valori della regata. Ora lo sguardo &#232; rivolto al 2027. &#171;Vogliamo vincere&#187;, dice Trombetti, senza nascondere l&#8217;ambizione. Ma la vittoria sportiva &#232; solo una parte dell&#8217;obiettivo. &#171;L&#8217;Italia non ha mai conquistato una regata intorno al mondo con equipaggio. Vorremmo riuscirci con una barca italiana che dimostri come la diversit&#224; sia una risorsa.&#187;&#160;C&#8217;&#232; poi una motivazione ancora pi&#249; profonda, che lega il mare alla missione dell&#8217;azienda. &#171;Permettere alle persone di capirsi nella propria lingua &#232; pi&#249; importante che andare su Marte. Se non riusciamo a comprenderci, non possiamo affrontare insieme le grandi sfide dell&#8217;umanit&#224;.&#187; &#200; forse questo il messaggio che rende Translated 9 un progetto perfettamente in sintonia con la visione di leader. In un settore che racconta spesso la tecnologia attraverso numeri e prestazioni, Trombetti e McIntyre ricordano che il vero vantaggio competitivo nasce ancora dalle persone.&#160;La vela oceanica diventa cos&#236; un laboratorio di management, innovazione e cultura d&#8217;impresa. Un luogo in cui leadership significa assumersi responsabilit&#224;, resilienza significa ricominciare quando tutto sembra perduto e successo significa ispirare altri a intraprendere sfide pi&#249; grandi di quanto credano possibile. Perch&#233;, come insegna questa storia, il mare non premia chi sa tutto. Premia chi non smette mai di imparare. &#160;</p>
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		<title>Alla Grande Mapei: Ambrogio Beccaria sbanca la Vendea</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:01:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Con una prestazione epica, fatta di tanto mare, freddo, incertezza antartica e passaggi forzati nei canali tra Scozia e Irlanda, Ambrogio Beccaria stanotte ha vinto la Vendee Arctique. Primo italiano a riuscire nell&#8217;impresa ha battuto sul fil di lana Sam Goodchild su Macif; sicuramente pi&#249; quotato di Beccaria e dotato dell&#8217;imbarcazione che ha vinto l&#8217;ultimo Vendee con a bordo il compianto Dalin, si &#232; dovuto accontentare della seconda posizione. Terza la giovanissima &#160;Violette d&#8217;Orange. Francesca Clapcich in arrivo stamattina in quinta posizione. Beccaria, con Alla Grande Mapei ha dimostrato una volta di pi&#249; di saper navigare e dare filo da torcere nella prima regata in solitario a bordo di un Imoca 60</p>
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		<title>CIC Normandy Channel Race 2026, Maccaferri Futura finisce terza</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 11:07:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Caen &#8211; Tre giorni di vento, correnti e mare aperto. Tre giorni in cui nulla &#232; rimasto scritto fino all&#8217;arrivo. E un podio&#160;raggiuntoquando ogni scelta, ogni manovra e ogni cambio di scenario potevano fare la differenza.&#160;Maccaferri Futura, il Class40 di Officine Maccaferri,&#160;platform company&#160;di Ambienta SGR S.p.A. e leader globale nell&#8217;ingegneria...</p>
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		<title>Antal e Ropeye insieme per l’eccellenza oceanica</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 08:37:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Il Gruppo Antal, dopo l’accordo commerciale con Karver, e l’acquisizione di XPO, annuncia un altro importante step di crescita grazie alla nascente collaborazione strategica con Ropeye, azienda produttrice di componenti in composito e tessili. L’azienda padovana, specializzata nella produzione di hardware per imbarcazioni a vela di qualsiasi misura, crede fortemente nella qualità del prodotto di Ropeye per sviluppare un’alleanza che potrà portare i due marchi a realizzare progetti vincenti insieme. L’accordo con Karver era incentrato sul portafoglio clienti e sulla possibilità di inserire reciprocamente a catalogo una più vasta gamma di prodotti, quello con XPO è stato invece una vera e propria acquisizione per entrare in modo ancora più profondo nel mercato francese. La collaborazione strategica con Ropeye ha invece come obiettivo quello di poter offrire su alcuni progetti, nel mondo racing in particolare, un’offerta reciproca completa a 360 gradi. Ropeye, infatti, che ha sede produttiva a Tallinn ma il cuore imprenditoriale della proprietà tra Padova e Milano, è una delle aziende leader nella fornitura di componenti per la Classe Imoca 60 e per tantissimi progetti nel mondo racing, dove anche Antal è sempre più presente soprattutto sul fronte Class 40. Enrico Gomiero “Prima di tutto trovo che questo accordo strategico sia una bella storia di come due imprese dello stesso territorio, Padova, decidono di unire le proprie competenze per consolidare un percorso di crescita internazionale nel mondo della vela dove, innovazioni tecnologiche e nuovi materiali stanno imprimendo un importante accelerazione al cambiamento. Voglio sottolineare inoltre quanto Antal creda profondamente nella qualità e nella ricerca che Ropeye mette nei suoi prodotti.” Giovanni Licursi “La collaborazione con il Gruppo Antal rappresenta per Ropeye un passaggio strategico di grande valore. Condividiamo una visione comune fatta di ricerca, innovazione e attenzione assoluta alle prestazioni, soprattutto nel mondo del racing, dove ogni dettaglio fa la differenza. Antal è un partner con una storia industriale solida, una profonda cultura tecnica e una presenza internazionale che dialoga perfettamente con il percorso di crescita che stiamo portando avanti. Unire le nostre competenze significa poter offrire soluzioni sempre più integrate, leggere e performanti, rispondendo alle esigenze dei progetti più evoluti e mantenendo uno sguardo costantemente aperto all’innovazione globale.”</p>
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		<title>Solo, intorno al mondo: 60 anni fa la grande impresa di Francis Chichester</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:00:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Sessant’anni or sono, un signore di 65 anni di nome Francis Chichester partiva per l’avventura che lo avrebbe consegnato al mito.  Il 27 agosto 1966, davanti alla cittadina di Plymouth, Chichester salpava a bordo del suo Gypsy Moth IV (che […]</p>
<p>The post <a href="https://www.giornaledellavela.com/2026/02/04/francis-chichester-storia-60-anni/">Solo, intorno al mondo: 60 anni fa la grande impresa di Francis Chichester</a> appeared first on <a href="https://www.giornaledellavela.com/">Giornale della Vela</a>.</p>
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		<title>Dai team, parlando del 2026 di Allagrande Mapei Racing</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 12:58:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>La stagione 2026 apre un nuovo capitolo per Allagrande Mapei Racing: quello della piena autonomia e dell’impegno in solitario verso l’obiettivo Vendée Globe 2028. Dopo il rientro della barca dalla Transat Café L’Or, il team ha avviato i lavori di ottimizzazione in cantiere che dureranno tutto l’inverno. Pensato come un passaggio chiave nel percorso, il cantiere si svilupperà lungo diversi mesi in vista di un varo tecnico programmato per l’inizio di maggio 2026.</p>
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		<title>RORC Transatlantic Race, Argo with the record!!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 12:52:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Jason Carroll’s MOD70 Argo (USA) has claimed Multihull Line Honours in the 2026 RORC Transatlantic Race, crossing the finish line off English Harbour, Antigua, on Friday 16 January at 12:31:15 UTC. In doing so, Argo set a new Multihull Race Record for the Lanzarote–Antigua course of 4 days, 23 hours, 51 minutes and 15 seconds, setting the multihull benchmark for this iconic Atlantic route.</p>
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		<title>Maccaferri Futura rafforza il team con l’ingresso di Checco Bruni</title>
		<link>https://sailbiz.it/maccaferri-futura-rafforza-il-team-con-lingresso-di-checco-bruni/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 14:48:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero</a></p>
<p>Maccaferri Futura, il Class 40 del velista oceanico Luca Rosetti realizzato insieme ad Officine Maccaferri, continua a costruire il proprio percorso di crescita nella vela oceanica puntando su competenze ed esperienza di altissimo livello. In questa di...</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero - Selezione Notizie di Vela Sportiva Italiana e Internazionale</a></p>
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		<title>ARC 2025, Remax One vince tra i Regata</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 10:19:27 +0000</pubDate>
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<p>La premiazione ufficiale della ARC 2025 si terrà sabato 20 dicembre alle ore 17.00 locali presso la Rodney Bay Marina, a conclusione di una delle edizioni più avvincenti della traversata atlantica. A salire sul gradino più alto della classifica Racing sarà l’imbarcazione italiana REMAX One, Baltic 65 armato da Dario Castiglia, CEO &#38; Founder di REMAX Italia, protagonista di una regata impeccabile lungo le 2.700 miglia tra Las Palmas e Santa Lucia.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.veladuepuntozero.it">Veladuepuntozero - Selezione Notizie di Vela Sportiva Italiana e Internazionale</a></p>
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