Tragedia America’s Cup: prime ipotesi sull’incidente ad Artemis, non sarebbe stata scuffia ma cedimento della struttura. Simpson è rimasto intrappolato sott’acqua per dieci minuti

by Farevela.net · 10 May 2013

San Francisco, USA- Una barca nata male e cresciuta peggio, fino a causare la morte di Andrew Simpson, 36 anni, campione olimpico. Parleremo più avanti dell’assurdità di questi AC72, oggi dopo una delle notti più terribili della storia della vela è il momento del rispetto per Bart, così era soprannominato il velista inglese, e dell’analisi delle cause. Come avevamo ipotizzato già in nottata, l’incidente di Artemis non sarebbe stato dovuto a una scuffia ma a un vero e proprio “collasso” del catamarano.

Il relitto di Artemis AC72

Il relitto di Artemis AC72

Le indagini preliminari indicherebbero che Artemis AC72 non è scuffiata in seguito a un errore di manovra dell’equipaggio o a un’eccessiva velocità. L’incidente sarebbe dovuto alla barca stessa, per difetti nell’engineering o nella costruzione. Artemis si sarebbe rotta in due per poi rovesciarsi. Ricordiamo che Artemis AC72 ha una lunga storia di difetti, soprattutto nelle traverse che collegano i due scafi e che era stata pensato non per il foiling, a cui si è arrivati dopo aver rincorso ETNZL, Luna Rossa e Oracle una volta capito in ritardo che quella del foiling era l’unica strada percorribile per essere competitivi. Una volta che la traversa anteriore si è spezzata per un’eccessiva torsione, i due scafi si sarebbero praticamente separati e l’ala è semplicemente caduta. La barca si è chiusa su se stessa rovesciandosi e intrappolando il povero Simpson sotto di lei per dieci fatali minuti. Non sappiamo se Simpson fosse cosciente e abbia potuto usare la bomboletta d’aria in dotazione ai velisti sugli AC72.

Il video dei soccorsi:

Ricordiamo anche che Artemis, lo scorso ottobre, si era già rotta durante una semplice prova di traino nella Baia di San Francisco, in cui si notò chiaramente una steccatura sulla traversa sinistra.

Un dettaglio dei soccorsi. Si nota la traversa anteriore sinistra lesionata. La persona nella foto si trova sul bompresso a barca rovesciata

Un dettaglio dei soccorsi. Si nota la traversa anteriore sinistra lesionata. La persona nella foto si trova sul bompresso a barca rovesciata

Secondo le nostre fonti interne ad Artemis Racing, Andrew Simpson è rimasto intrappolato sotto la piattaforma spaccata per dieci minuti. Ricordiamo che la bomboletta d’aria in dotazione ai velisti sugli AC72 ha circa tre minuti di autonomia. Non è stato ancora reso noto se Simpson sia svenuto nell’impatto con l’acqua o fosse cosciente. Il tattico di Artemis Iain Percy, anche lui lievemente ferito nell’incidente, è distrutto dal dolore. Simpson, oltre che suo prodiere olimpionico, era anche il miglior amico di tante campagne veliche. Tutta la comunità velica internazionale è devastata dall’accaduto e non si contao i messaggi di cordoglio di tutti i più grandi campioni di questo sport, di Luna Rossa Challenge, di Emirates Team New Zealand, dello stesso Oracle Team USA, defender che però dovrà riflettere a fondo su cosa sia diventata questa sua Coppa America.

Patrizio Bertelli, intervistato da Emilio Martinelli di Yacht Capital, si è detto costernato e ha dichiarato che Luna Rossa si prenderà 48 ore di tempo per riflettere sull’accaduto e che poi sarà il team a decidere.Ha confermato che gli AC72 sono pericolosi e che la vela così fatta “è divetata uno sport estremo”.

http://www.yachtonline.it/sport/coppa-incidente-artemis-patrizio-bertelli-05102013

Ovviamente in Artemis Racing sono distrutti dall’accaduto. la dichiarazione ufficiale del patròn del team Torbjörn Törnqvist:

“Our thoughts are with Andrew’s family, who suffered a tragic loss yesterday—of a son, a father, and a husband. As our friend and teammate, Andrew “Bart” Simpson was central to Artemis Racing, both in the course of racing and our lives. His presence and personality was a binding force and he will be missed. Right now, the primary focus of Artemis Racing is on the well-being of our team members and their families, and the America’s Cup competition will remain second to that.”

Ovvero: “I nostri pensieri vanno alla famiglia di Andrew, che ha sofferto ieri una perdita così tragica, di un figlio, di un padre e di un marito. Come nostro amico e compagno di squadra, Andrew “Bart” Simpson occupava un ruolo centrale in Artemis Racing, sia nell’aspetto della regta sia nelle nostre vite. La sua presenza e personalità era un collante e ci mancherà a tutti. Adesso, il focus prioritario di Artemis Racing è il benessere dei suoi uomini e dei loro familiari, e la regata della Coppa America resterà secondaria rispetto a questo”.

Da nostre fonti attendibili, la situazione interna ad Arttemis racing dopo l’incidente sarebbe davvero caotica. Le traverse (appena arrivate) del secondo AC72 di Artemis sarebberoo identiche a quelle che hanno provocato la tragedia, quindi ovviamente c’è incertezza sul da farsi.
Per l’ala, non si sa se sia riparabile o a che punto stia una possibile terza ala (la prima non ha mai funzionato e, anche a causa della riparazione, pare sia sovrappeso portando fuori stazza la barca).
Come si può immaginare, il team di progettazione/costruzione è alle prese con problematiche enormi. Ma certo anche tutto questo passa decisamente in secondo piano davanti alla perdita di Andrew Simpson.