Mille polemiche, ma la Coppa non può fermarsi.

by Mario Scialoja · 11 May 2013

Era facile prevedere che il drammatico incidente mortale di Artemis avrebbe suscitato moltissime polemiche. Così è stato e così è ancora.
Intanto sui siti web statunitensi e soprattutto californiani si è scatenata una tempesta di proteste e di “fuck you” (più o meno, fottetevi). I principali insulti vanno a Larry Ellison, ultramiliardario patron di Oracle, e a Russell Coutts sua eminenza grigia che ha voluto a tutti i costi imporre gli AC 72 per questa America’s Cup. Poi ce n’è anche per Cayard, leader degli svedesi di Artemis, ma legato a doppio filo, anche da interessi economici, all’amico Coutts.
Tutti accusano i nuovi enormi e velocissimi (possono toccare i 45-48 nodi) catamarani di essere delle macchine troppo fragili e pericolose (vedi anche i commenti inviati al mio post di ieri).
Vengono citati i precedenti incidenti, grazie al cielo non mortali ma significativi. Ci si ricorda di alcuni “avvertimenti”. Tra cui quello di Max Sirena, skipper di Luna Rossa, che poco tempo fa aveva detto che a bordo tutti avevano paura quando c’erano più di 15-18 nodi di vento. E che  con vento attorno ai 20 nodi il gioco diventava pericoloso.

Ieri sera Stephen Barclay, Ceo dell’America’s Cup Event Authority, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha annunciato che Ian Murray, il regate director della Coppa, svolgerà un’indagine sull’incidente in collaborazione con la polizia di San Francisco e la Guardia Costiera. Ha annunciato che saranno studiate nuove misure di sicurezza. Ma ha anche decretato senza mezzi termini che lo spettacolo va avanti: “Sono convinto che l’evento della prossima estate sarà assolutamente spettacolare e non ho intenzione di pregiudicarlo”. Troppo grandi gli interessi economici in gioco, questo è palese.
Toni da duro. Molto più sfumato e problematico il contenuto di un’intervista rilasciata da Patrizio Bertelli, patron di Prada e armatore di Luna Rossa. “Se non cambia qualcosa i miei ragazzi a morire non ce li mando”. Ma è evidente che quacosa cambierà e che anche Luna Rossa rimarrà.
Però le condizioni potranno essere discusse. “Ora siamo passati da una sfida tra tecnologie “, dice Bertelli, “a uno sport estremo, come i rally o la Formula 1, con la differenza che mentre in Formula 1 tutti hanno accettato questa dimensione di sport estremo, in Coppa America non l’ha accettata nessuno”.
Che fare ? “Come minimo”, risponde il boss di Prada, “bisogna stabilire un nuovo protocollo, disporre barche appoggio con guardia medica a bordo, sistemi più efficienti di soccorso…”.

Gli organizzatori del grande circo Coppa America hanno taciuto per quasi due giorni, palesemente in imbarazzo. Hanno discusso in segrete stanze. La più importante misura che potrà essere presa è quella di stabilire che non si regaterà con vento superiore ai 15 o 18 nodi. Ma se così dovesse essere, la decisione aprirà non pochi problemi. Visto che nella baia di San Francisco il vento tira mediamente attorno ai 20 nodi con frequenti raffiche più forti, E se le giornate ventose si dovessero susseguire provocherebbero continui rinvii. Con conseguenze finanziarie disastrose anche per i contratti televisivi che reggono buona parte dell’evento dal punto di vista economico. Dunque tutti i nodi di una serie di errori stanno venendo al pettine.

Che pensare ? Posso dire quello che penso io. Gli errori vengono da lontano. L’ingordigia (vincere ad ogni costo) di Ellison e Coutts ha portato la scelta su questi grandi e pericolosi catamarani, non adatti (come ho già sostenuto più volte) ai match race di Coppa.
Partecipare, secondo le promesse di Coutts e anche del compare Cayard, doveva costare meno delle edizioni precedenti; invece i costi sono saliti alle stelle col risultato (pessimo) che gli sfidanti si sono ridotti a tre. Ha mollato Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato, hanno mollato i francesi, hanno mollato gli inglesi, hanno mollato i cinesi…
Altro sbaglio, la scelta della baia di San Francisco, certo spettacolare (e luogo natio di Cayard), ma molto troppo esposta a correnti forti, venti sostenuti e irregolari.
Hanno sbagliato i project managers a creare bisiluri troppo estremi che puntano tutto sulla velocità e pochissimo concedono alla stabilità di navigazione. Perché, voglio ricordare, se c’è una scuffia o un incidente qualsiasi, oltre al pericolo per l’equipaggio, si perde la regata.