Ringrazio gli amici, Aliseo in testa, che hanno aggiornato in tempo reale le cronache della regata.
Ma, arrivati al settimo giorno di gara, mi sento in dovere di fare anche io il punto della situazione. A costo di ripetere cose anticipate nei commenti (sempre assai graditi).
Cominciamo dalla fine. La sera di ieri, 15 novembre, alle 19,45 ora italiana, Samantha Davies ha comunicato l’avvenuto disalberamento del suo Savéol. Con 35 nodi di vento e un mare incrociato che faceva pcchiare forte lo scafo.
In un paio di collegamenti telefonici ha raccontato che era scesa dentro per prepararsi ad andare a prendere la terza mano di terzaroli e, mentre stava uscendo, ha sentito un formidabile schianto. Capendo all’istante che il suo albero era crollato a pezzi.
All’alba ha tagliato il sartiame e buttato l’albero a mare per dirigersi, col motore, verso Madera. Che dista 100 miglia dal luogo dell’incidente.
E siamo a fuori quattro. All’inizio del settimo giorno. Un computo non esattamente confortante.
In piena notte, poco dopo il disalberamento dell’esperta ( al suo 2° giro) solitaria inglese, Armel Le Cléac’h su Banque Populaire riusciva a superare Macif di Francois Gabart che aveva mantenuto la posizione di leader quasi da inizio corsa.
La rimonta di Armel era cominciata da tempo, favorita anche da una zona di vento debole che ha rallentato Gabart e favorito un certo ricompattamento del gruppo di testa. Una situazione meteo che ha aiutato chi arrivava da dietro e chi si era ben posizionato ad ovest.
Terzo rimane Bernard Stamm con Cheminées Poujoulat, a due miglia e mezza da Macif, ma leggermente più veloce (probabile un prossimo sorpasso).

Chi sta recuperando alla grande, sfruttando la sua posizione molto ad ovest, è PRB di Vincent Riou. Rimontato in 6° posizione e, al momento, uno degli scafi più veloci.
Che dire di Alessandro Di Benedetto ? E’ riuscito a passare ultimo, superato anche dal polacco di Energa. Ed è 700 miglia dietro il leader. Senza commenti.
Invece vorrei commentare un altro fatto. La splendida (forse insuperabile) edizione della Vendée di quattro anni fa, è stata densa di episodi salenti. Dalla vittoria di Michel Desjoyeaux che dopo la partenza era stato costretto a tornare indietro per riparare ed effettuò una strepitosa rimonta, riuscendo anche a battere il record della regata, in 84 giorni, 3 ore e 9 minuti. Agli spattacolari salvataggi di Jean Le Camm a Capo Horn e di Yann Eliès in pieno Oceano Indiano…
Ma c’è un’altra cosa che ci si scorda. Quattro anni fa a prendere il via c’erano 29 barche. Quest’anno sono state 20. Nove solitari in meno. Il prezzo della crisi ? Penso di si. Anche se far correre un solitario su un 60 pedi (per quanto tecnologico) rappresenta un costo decisamente inferiore a un decimo di quello necessario per la Coppa America.
So che devo parlare di Soldini che si sta preparando per il tentativo di record da New York a San Francisco. Ma rinvio, perché la cosa mi rattrista un po. Vorrei parlare di Giovanni dentro queste cronache della Vendée Globe.