
Si accavallano vari fatti salienti in queste giornate di Vendée. E il grande successo di Jean Pierre Dick non può passare sotto silenzio.
Alle 16,05 di oggi, lunedi 4 gennaio, Virbac Paprec 3 di Dick ha tagliato la lnea d’arrivo davanti a Les Sables d’Olonne. E’ quarto, ma la sua è impresa che molti considerano epica perché, come sappiamo bene, il 21 gennaio scorso, quando era terzo ad ovest di Capo Verde, ha perso completamente la chiglia. E, con la barca così gravemente menomata, ha percorso 2.650 miglia.
Per compiere il suo giro del globo ha impiegato 86 giorni, 3 ore e 3 minuti. Tempo di tutto rispetto, sia per aver risalito l’Atlantico con la barca stabilizzata dai soli ballast, sia perché la sua sosta nella rada spagnola (vedi post precedente) è durata 62 ore.
Dick in partenza era uno dei potenziali candidati alla vittoria. Tanto che nella prima parte di regata, in sud Atlantico, è stato in testa per tre giorni. Nel Pacifico e a Capo Horn è stato un po’ rallentato da alcuni problemi, ma fino all’incidente della chiglia è rimasto non troppo distanziato dal duo di testa, Gabart e Le Cléac’h, in lotta tra loro.
L’accoglienza a Les Sables è stata entusiasta. Da parte di tutti vengono espressi lodi per il suo formidabile (e rischioso) exploit. La parola eroe viene usata a man bassa dai fan francesi. Eroe appare eccessivo ed enfatico, ma coraggioso e grande velista che è riuscito in una bella impresa è definizione che ci sta tutta.
Vendée Globe. Trionfo di Dick che arriva senza chiglia.