America’s Cup. Tutti sui foil tra tante polemiche

by Squer.it · 8 May 2013

Concluso l’antipasto delle America’s Cup World Series di Napoli con gli AC45, tutta l’attenzione si sposta ora verso la baia di San Francisco, per la 34ma edizione della Coppa America di quest’estate. Qui trovate il calendario completo della Louis Vuitton Cup, selezione dei challenger e della Coppa America stessa. La settimana scorsa, invece, il defender Oracle Team USA ha varato il secondo dei suoi AC72, ed è subito andato in «full foiling» sin dalla prima uscita.
Impressionanti le immagini del catamarano totalmente fuori dall’acqua.

 

Full foiling per tutti

 

Dopo la tremenda scuffia con il primo AC72 dello scorso ottobre e la penalità ricevuta per spionaggio nelle acque di Auckland, il defender americano mostra i muscoli e lancia un segnale forte verso i tre challenger che si affronteranno per la Louis Vuitton Cup a partire del 4 luglio. Come per dire: «Visto? Abbiamo perso tempo ma l’abbiamo recuperato in fretta: voliamo pure noi!».
Dal canto loro, Emitates Team New Zealand e Luna Rossa Challenge 2013 non hanno mai nascosto che lavoravano nel senso del full foiling. Proprio a Napoli, Max Sirena, skipper di Luna Rossa, unico team ad aver un unico AC72 in programma, ha annunciato che ci sarebbero state modifiche assai vistose proprio sui foil.

 

Mancava finora Artemis, che con il progettista Juan Kouyoumoudjian sembrava aver scelto una via di mezzo. Il team svedese continua a modificare il primo dei suoi AC72, ma si prepara a varare il secondo. Più che probabile che volerà anche questo, come già sta volando il loro AC45 modificato, come vedete in questo video twittato dal mitico CatSailingNews.

@artemisracinglooking quite good flying their 45, hope they can migrate with ease to their AC72 catsailingnews.com/2013/05/artemi…

— CatRacingNews&Design (@catsailingnews) 03 maggio 2013

“@oracleteamusa: RTAWESOME… can’t wait for the Americas Cup! RT @oracleteamusa: Riding high on the #AC72 today – twitter.com/OracleTeamUSA/…

— Les Kerr (@LesKerr) 02 maggio 2013

 

Intanto l’America’s Cup fa parlare di sé per altri motivi, non sempre positivi. Anzi.
Lo scorso week end, durante una cena di gala di beneficenza, riporta il quotidiano neozelandese New Zealand Herald, Grant Dalton di Emirates Team New Zealand e Russell Coutts di Oracle hanno avuto una discussione… animata. “Che cosa diavolo è andato storto?”: Grant Dalton ha vuotato il sacco ricordando alla platea le promesse non mantenute da Larry Ellison a proposito della 34ma America’s Cup. E sono tante: il budget doveva essere ridotto, non ci dovevano essere le ali rigide e la Louis Vuitton Cup doveva vedere la partecipazione di 16 team. La realtà è che il budget è faraonico, che le ali rigide ci sono, eccome se ci sono, e che la Louis Vuitton Cup, ovvero la sfida tra i challenger, si terrà in tre: Luna Rossa, Artemis ed Emirates Team New Zealand (e questo non impedisce la presenza di semi finali in calendario). Alla fine del suo esposto, Dalton ha ammesso che gli AC72 sono certo macchine fantastiche e spettacolari ma che il pubblico dovrà approfittarne perché “sono costosissimi e non li rivedremo mai più correre insieme”.

 

America’$ Cup: chi pagherà la fattura?

 

La Cup fa discutere anche negli Stati Uniti. Il quotidiano francese Le Monde, in quest’articolo di qualche settimana fa, riporta le polemiche nate in California, sempre sulle promesse non mantenute e solleva la questione: “Chi pagherà la fattura della Coppa America?”. Non una questione di poco conto, visto che mancano 20 dei 32 milioni di dollari preventivati nell’accordo tra il comune di San Francisco e l’organizzatore della Coppa America. Mancano gli sponsor e gli investitori privati e c’è chi non ritiene giusto far pagare il conto ai cittadini di Frisco. L’articolo cita un articolo di SF Weekly in cui John Avalos, un membro dell’assemblea legislativa della città, dichiara: “Avevo già pubblicamente parlato di scandalo ed evidenziato la mia opposizione (..) e posso dire obbiettivamente che i membri dell’assemblea sono stati fregati”. Quindi gli sguardi si girano verso Larry Ellison, proprietario del Team Oracle USA, quinto uomo più ricco del pianeta. Tra le accuse, Aaron Peskin, ex membro della stessa assemblea, punta il dito sulla promessa di 1,4 miliardi di ricadute economiche. Oggi quella cifra è stata abbassata a 900 milioni. Quindi secondo Peskin tocca ad Ellison mettere la mano al portafoglio e lancia una petizione on line.

 

Una Coppa che non piace neanche a Bertelli

 

Anche in Italia la Coppa America non convince. Al di là del dibattito tra antichi e moderni, e sulla rivoluzione lanciata da Ellison, Coutts & Company, il più diretto interessato, e cioè Patrizio Bertelli, patron di Luna Rossa Challenge, ha dichiarato di nuovo al Giornale della Vela che questa Coppa non gli piace e si esprime a favore di un ritorno ai monoscafi, precisando anche che dovrebbero misurare 70 piedi ed essere dotati di chiglia basculante.

 

Insomma, a meno di due mesi dell’inizio delle regate, del Summer Of Racing come dicono, continuano le polemiche e c’è da scommettere che dureranno per un po’.