Il flop di De Magistris a Napoli e l’America’s Cup World Series.

by Mario Scialoja · 12 April 2013

Luigi de Magistris, ex magistrato già parecchio chiacchierato, non sembra aver riportato grandi successi come sindaco di Napoli.
E, in questi ultimi giorni, l’insofferenza e le critiche nei suoi confronti da parte dei napoletani vanno crescendo. Eletto a grande maggioranza e accolto a braccia aperte come salvatore della disastrata città, non è riuscito a risolvere quasi niente. E c’è chi sostiene che il grande capoluogo campano sia oggi più disastrato di prima, o giù di lì.
L’ennesimo caso di esponente della società civile entrato in politica che non riesce ad essere efficace e convincere.
Il problema della monnezza non è stato risolto in modo rassicurante, i palazzi del centro città crollano, le buche per le strade sono voragini, i vigili urbani non si vedono (perché non ci sono e anche perché alcuni non hanno neanche la divisa), il traffico è bolgiastico e paralizzante, la piccola e grande malavita naviga sulla cresta dell’onda…

L’ultima iniziativa del sindaco, chiudere al traffico un quartiere centrale, ha sollevato proteste violente e manifestazioni di piazza. I commercianti sostengono che questa iniziativa gli fa perdere il 60% degli introiti. Che notoriamente sono già sotto il livello di sopportazione.
In questo clima surriscaldato non è escluso che proteste e contestazioni possano coinvolgere anche l’evento velistico collegato alla Coppa America che sta per iniziare (vedi post dell’8 aprile). Anche perché offrirebbe un palcoscenico internazionale.
Mirella Barracco, fondatrice dell’associazione culturale Napoli Novantanove, spiega (sul Corriere di oggi) che la città “si è offerta con gioia a de Magistris, nuovo, giovane, sconosciuto…Ma adesso Napoli sta cominciando a conoscere il suo sindaco”. Non in termini positivi.
Ed ha molti dubbia, la signora Barracco, anche sulle regate degli AC 45. “Nessuno può essere contro una grande e bella manifestazione sportiva…ma oltre ai gravi problemi di vivibilità che sta creando, puntare tanto su eventi che costano molto, anche in termini di sacrifici per i cittadini, solo per lanciare una nuova immagine di Napoli nel mondo, questo il mantra che ci viene ripetuto, ci sembra poco giustificato”.
E aggiunge: “Ci divertiremo in quei giorni, sembreremo tutti felici e contenti. Ma non è di questo che Napoli ha bisogno”.