Ciak di fine riprese sulla Solitaire du Figaro 2013, bellissima edizione della grande classica francese che si è conclusa il week end scorso. E’ Yann Elies skipper di Groupe Queguigner che l’ha spuntata al termine di un’ultima tappa impegnativa di 520 miglia tra Roscoff in Bretagna e Dieppe, in Normandia passando sotto le coste dell’Inghilterra.
Di tutto e di più in questa seconda vittoria consecutiva di Elies, doppietta storica che nessuno mai prima di lui era riuscito a fare dal 1970 ad oggi. Ma come è andato questo secondo trionfo? “Molto più sofferto del primo”, ha raccontato Elies sui pontili di Dieppe. Virtualmente ha ammazzato la regata sin dalla prima tappa vincendola con un distacco importante (oltre 45 minuti). Poi è rimasto conservativo nella seconda. Ha perso tutto nella terza quando, dopo un brutto inizio di regata, ha rotto lo strallo di prua, ha pensato un momento di abbandonare ma ha trovato le risorse per andare fino in fondo e ha tagliato il traguardo un’ora e mezzo dopo il giovane Morgan Lagravière (Vendée), che intasca così la sua prima vittoria di tappa in sole tre partecipazioni.
A quel punto è Fred Duthill (Sepalumic) che ha preso la leadership nella classifica generale prima dell’ultima tappa. Per finire, nella quarta, ultima ed epica frazione, Yann Elies ha concluso al secondo posto a Dieppe dopo Adrien Hardy e ha riconquistato il primo posto in classifica generale.
Bravo Elies che a 39 anni ha dimostrato una forza di carattere fuori dal comune ed entrato nel cerchio ristretto dei doppi vincitori. L’impressione è che si sia veramente sbloccato dopo la vittoria e la consacrazione dell’anno scorso. Nelle sue dichiarazioni ha precisato che col senno di poi, aver dovuto abbandonare nella Transat Bretagne Martinica ad aprile è stato un male minore: “Ho potuto affinare la mia preparazione e concentrarmi ancora di più su questa Solitaire”. Preparazione che ha seguito al Pole Course au Large di Port La Foret, da anni grande dominatore del circuito Figaro (e non solo), anche se questa volta qualcosa ha lasciato alla concorrenza.
Xavier Macaire, un Mediterraneo al secondo posto
Che dire di Xavier Macaire (Skipper Hérault), 32 anni, che termina secondo in classifica generale? Già vincitore a casa, cioè in Mediterraneo, della ICOM Cup a marzo, è indubbiamente una delle rivelazioni di questa edizione. Anche lui ha pensato di perdere tutto in partenza dell’ultima tappa quando è stato vittima di una collisione con un’altra barca: un bel buco in falchetta, proprio all’altezza dei ballast. Poi ha provato a sistemare l’avaria in tutti i modi ed è andato avanti. Nonostante il deficit di potenza, è rimasto nel gruppo di testa. Per il suo allenatore, Nicolas Beranger del CEM (Centro di allenamento di La Grande Motte) senza questa avaria poteva vincere la regata. L’importante, continua Beranger, è che abbia preso coscienza del suo potenziale.
Il fenomeno Morgan Lagravière confermato Terza partecipazione, secondo podio consecutivo dopo aver vinto la classifica degli esordienti tre anni fa: Morgan Lagravière ha diversi motivi di esser soddisfatto della sua prestazione, a cominciare da una vittoria di tappa, la prima nel suo palmares. A 26 anni, il giovane skipper di Vendée dimostra una regolarità e una maturità tattica davvero impressionante. E c’è da scommettere che è solo l’inizio.
Pietro D’Ali con Armel Le Cleac’h che aveva stravinto l’edizione 2010 della Solitaire, ultima partecipazione in data dell’unico Figarista italiano
Mancava solo Pietro D’Alì
Dalle discrete prestazioni della squadra inglese della Artemis Offshore Academy, agli alti e bassi dei baroni della vela transalpina (i Desjoyeaux, Le Cleac’h, Beyou) passando per i delusi (Jean Pierre Nicol, Fred Duthill) che ci hanno creduto un momento o un altro, ci sarebbe ancora tanto da dire su questa Solitaire, un’edizione che ha mantenuto tutte le promesse. Chiudiamo con un rimpianto, anzi due. Che ci sia un unico Figarista in Italia, Pietro D’Alì, e che non sia stato presente in questa regata. Un vero peccato non poter misurarsi con i cugini. Dal punto di vista sportivo è una risorsa sprecata, lo è anche dal punto di vista mediatico: grazie all’organizzazione impeccabile, questa edizione ha battuto tutti i record anche sul fronte della comunicazione.


