

Ci siamo. Dopo 23 giorni di regata la testa della flotta è ormai in pieno sud Atlantico. Nei Quaranta Ruggenti, al limite della zona degli iceberg.
Dopo aver doppiato il traverso di Capo di Buona Speranza, la scorsa notte il terzetto Gabart, Dick e Le Cléac’h è arrivato alla porta di Crozet. Un punto geografico astratto stabilito perché i concorrenti non scendano pericolosamente troppo a sud, e che corrisponde più o meno a quella che nelle edizioni precedenti veniva indicata come pora Karguelen.
All’ingresso della “porta” si è presentato per primo Gabart su Macif. Incollati dietro Jean Pierre Dick (Virbac Paprec) e Armel Le Cléac’h (Banque Populaire). Tutti e tre nello spazio irrisorio di mezz’ora. Dopo 23 giorni di mare e la discesa di tutto l’Atlantico. Navigazione a vista e lotta spalla a spalla veramente entusiasmante.
E le posizioni cambiano di continuo, ma sempre nello spazio di un fazzoletto. A mezzo giorno di oggi si erano invertite. In testa Banque Populaire, dieci miglia dietro Virbac Paprec, e Macif a 20 miglia. Sembra che Le Cléac’h stia riguadagnando strada.
Anche Stamm (Cheminées Poujoulat) è nella porta in 4° posizione, e sta arrivando Thomson (Hugo Boss), quinto a 180 miglia dal leader.
Che si stesse avvicinando il sud Atlantico con i suoi venti tesi i concorrenti di testa se ne sono accorti assai bene nei giorni scorsi. Ed hanno sfruttato al massimo la situazione. Tra venerdi 30 novembre e sabato 1 dicembre molti si sono scatenati e il record di percorrenza in 24 ore in solitario di un 60 piedi Imoca è stato battuto da ben 4 barche. Record che apparteneva ad Alex Thomson che nel 2003 si era bevuto 468,72 miglia in 24 ore.
Poca cosa, alla luce dello scatenamento del passato fine settimana. Quando, sia lo stesso Thomson, che Stamm, Gabart e Dick hanno polverizzato quella prestazione. A fare meglio di tutti è stato Dick su Virbac Paprec con 502, 53 miglia, circa 930 chilometri in 24 ore (velocità media di 20,9 nodi). Seguito da Gabart che col suo Macic ha fatto 487, 23 miglia (media 20,3 nodi). Penso che per capire di che si tratta sia utile vedere le foto che pubblico.
Oltre ai record ci sono stati anche un paio di altri fatti salienti. Nella notte tra venerdi e sabato (1 dicembre), Le Cléac’h perde il titolo di leader della flotta che deteneva esattamente da due settimane di fila (posizione che adesso, come ho detto, ha recuperato). A superarlo è Dick (Virbac), con subito dietro a un tiro di schioppo Gabart (Macif). Poi Gabart passa in testa la mattina di domenica…Ma è impossibile seguire tutti i continui capovolgimenti di posizione dei tre che in queste ore continuano il loro duello ravvicinato.
Ma c’è un’altra storia. Nella notte tra venerdi e sabato scorsi, Jean Le Cam nota che il suo SynerCiel procede a rilento. All’alba si accorge di avere una grande rete da pesca impigliata nella chiglia. Prova a districarsi facendo marcia indietro, ma niente. Allora, ferma la bca e si immerge con muta, maschera, pinne e un grosso coltello. Gli ci vogliono più di 15 minuti per tagliare le maglie della rete. Ci vogliono le palle per un’impresa simile. Che ha suscitato molti entusiasmi tra i commentatori del sito Vendée. D’altra parte si tratta di attributi indispensabili se si vuole tentare di scalare il cosiddetto Everest della vela.