
Questo giro del mondo in solitario senza scalo (arrivato alla settima edizione, si svolge ogni quattro anni)) è la regata che ha l’indiscusso diritto di fregiarsi del titolo prestigioso di Everest della vela.
La più dura, la più stressante, ma anche la più grandiosamente semplice. Una barca, un uomo ( o donna), il giro del globo da ovest a est. Partendo da Les Sables d’Olonne (Francia) e tornando a Les Sables d’Olonne dopo aver doppiato i tre grandi capi: Buona Speranza, Leeuwin, Horn
Senza scalo e senza aiuti esterni. Circa tre mesi di battaglia solitaria. Punto e basta. Cosa si può volere di più ?
Le barche sono i 60 piedi concepiti per la grande vela oceanica. Alcuni nuovi di zecca, altri già sperimentati, qualcuno vecchiotto. Possono avere a bordo una randa, una tormentina e otto vele di prua, tra genova, fiocchi, gennaker.
Alle 13,02 di ieri, sabato 10 novembre, sono partiti in 20. Anzi, in 19 perché un concorrente, Bertrand de Broc ha subito un urto poco prima del via ed è dovuto tornare in porto per una rapida riparazione.
Diciannove uomini e una donna: l’esperta velista inglese Samantha Davies su Savéol.
In tutto, 12 francesi, 3 inglesi, 2 svizzeri, 1 polacco, 1 spagnolo e 1 italiano. Il nostro connazionale è il siciliano Alessandro Di Benedetto, noto soprattutto per aver compiuto nel 2010 il giro del mondo in solitario su un piccolo 6.50. Ha dovuto trovare uno sponsor francese (le solite congratulazioni al coraggio dei nostri sponsor e al loro interesse per la vela oceanica) ed ha a disposizione Team Plastique, ex Sodebo, un 60 piedi non di ultima generazione.
La partenza, cielo nuvoloso, pioggerellina, 13 nodi di vento da sud-ovest e maretta abbastanza fastidiosa, è stata movimentata. Benché i concorrenti avessero davanti circa 90 giorni di gara e il giro del globo, alcuni si sono lasciati prendere la mano, lanciandosi sulla linea come se si trattasse di una regata di Coppa America. E ci sono stati ben 5 richiami individuali che hanno riguardato anche 2 o 3 dei favoriti. Sono dovuti tornare indietro per ritagliare la linea di partenza.
Ma è proprio uno di questi richiamati, Francois Gobart su MACIF, che a circa 30 ore dal via si trova in testa. Tredici miglia dietro di lui c’è PRB di Vincent Riou. Seguito a sua volta da Banque Poplulaire di Armél Le Cléac, vincitore della passata edizione.
Il nostro Di Benedetto, poco dopo il via ha optato , solitario, per una rotta molto a sud, che non ha per niente risultata pagante. Al momento si trova in 18° posizione a 131 miglia dal leader.
Nelle prime ore di gara è successo un fatto notevole.
Uno dei grandi favoriti, Marc Guillemot, a bordo del nuovo Safran, ha fatto sapere di avere un’avaria con via d’acqua a bordo. E’ tornato indietro e questa mattina il suo staff ha constatato la rottura della chiglia. Non disponendo di chiglia di ricambio, Guillemot si è dovuto ritirare. Il primo, e uno dei possibili protagonisti. Peccato. Ma certamente non sarà l’ultimo.