• Volvo Ocean Race, destinzione Europa

    by  • 21 May 2012 • groupama, miami, Oceano, puma berg, team telefonica, Vela, Volvo Ocean Race, vor 70 • 0 Comments

    Volvo Ocean Race, destinzione Europa


    Video courtesy Volvo Ocean Race.

    Miami – E’ stata una partenza calma, dal punto di vista meteo, e lenta dal punto di vista delle velocità a causa del vento davvero leggerissimo e con l’effetto, a tratti forte, della corrente. Se sulla linea sono stati Telefónica, Puma Berg e Abu Dhabi a far registrare il miglior tempismo è stato poi il team guidato da Ian Walker, forte della vittoria nella In-port race di ieri ed evidentemente a suo agio con mare piatto e brezza leggera a guidare il resto del percorso-prologo costiero, seguito da diverse centinaia di barche spettatori locali. Momento decisivo delle sei miglia di regata sulle boe, al terzo lato quando Abu Dhabi è riuscito a prendere un grande vantaggio entrando per primo nella corrente a favore. Tallonato dai francesi di Groupama e poi, lievemente più staccati da Telefonica, Camper, Puma Berg e Sanya il team degli emirati ha guidato la carica nelle fasi iniziali della settima tappa.

    Malgrado un debutto lento però, i prossimi giorni potrebbero essere tutt’altro che tranquilli per la flotta, che si prepara ad affrontare gli effetti della depressione tropicale Alberto che potrebbe generare venti forti, oltre i 40 nodi quando la flotta si dirigerà in mare aperto.

    Gonzalo Infante ha confermato che per le prime otto ore circa il vento sarà piuttosto instabile e i team dovranno “giocare” bene con la Corrente del Golfo e le formazioni nuvolose durante il primo giorno di navigazione. D’accordo con lui lo skipper di Puma Berg, Ken Read: “Le prime 24-48 ore sono importantissime. Avremo del sud-est oggi e una piccola transizione da passare per andare a ovest. Credo che i primi oltre la transizione avranno in bel vantaggio”.

    Nel prosieguo della tappa una grande influenza avrà Alberto, il sistema depressionario tropicale che attualmente si trova a circa 200 miglia a sud-est di Charleston, nella Carolina del Sud e è il primo sistema della stagione degli uragani del 2012 e solo il terzo, in oltre 33 anni, a essersi formato nel mese di maggio a causa di un fronte occluso che corre lungo la East Coast degli USA.

    Tuttavia la depressione tropicale Alberto non si presenta particolarmente forte, tanto che il Centro Nazionale Uragani statunitense le concede solo il 5-10% di possibilità di trasformarsi in un vero e proprio uragano. I sei team dovranno comunque prendere in considerazione questo sistema meteo, che si muoverà verso nord-est parallelo alla costa, con attenzione almeno fino al prossimo giovedì. Come conferma Jules Salter, navigatore di Abu Dhabi che confida in una possibile strategia favorevole per il suo team con l’aiuto di Alberto: “E’ abbastanza presto nella stagione per la formazione delle depressioni tropicali. E’ un sistema che blocca il modo tradizionale per risalire usando la corrente, quindi saremo costretti a usarla solo lungo la Florida. In un certo senso è positivo, perché quando saremo oltre Cape Canaveral e in rotta per Cape Hatteras avremo condizioni di portante che ci aiuteranno a “girare l’angolo” cosa che non avremmo potuto fare senza Alberto. Non sembra molto forte e sta già raggiungendo il picco, quindi dovrebbe allontanarsi fra domani e dopodomani”.

    Una volta entrati nella parte inferiore di Alberto, i venti tenderanno a girare da nord-est a ovest, dando la chance alle sei barche di navigare veloci alle andature portanti e la prima che riuscirà a entrare nel nuovo sistema avrà la possibilità di allungarsi, almeno fino alla transizione successiva. L’esperto navigatore australiano di Team Telefonica Andrew Cape ha detto che si giocherà con quanto disponibile: “La depressione tropicale è il solo vento che c’è quindi dovremo farne buon uso, e poi cercare il prossimo. Non è una strategia diretta ma è quel che c’è”. E il suo omologo francese di Groupama, Jean Luc Nélias: “Alberto sarà un po’ più a nord di noi, quindi avremo la possibilità di evitarlo, tenendoci più bassi. Lo terremo d’occhio attentamente con le immagini da satellite per evitare di essere troppo vicini al centro del sistema e prendere venti forti”.

    Una tappa che promette molto, vento, onde, strategia e azione
    Anche se non si correrà sulla rotta più “tradizionale” la settima tappa da Miami a Lisbona promette di essere ricca di azione e di emozione, e non solo perché alla sua vigilia la situazione di classifica è quanto mai aperta. Il percorso, infatti, si prospetta come un vero e proprio campo minato, 3.600 miglia teoriche dove si dovrà dimostrare abilità velica, tattica e di interpretazione della meteo. Storicamente la tappa transatlantica è sempre partita da latitudini medie, da Boston o New York, per finire in Gran Bretagna e si correva sulla cosiddetta Great Circle Route l’ortodromica che portava le barche molto a nord, ma questa volta la rotta sarà differente con una partenza dalle latitudini tropicali. Una situazione che apre molte più opzioni per i team, che potranno scegliere di puntare ancora a nord, oppure di “tagliare” con una rotta più diretta verso il Portogallo.

    Come sempre le scelte strategiche dipenderanno molto dalla interpretazione delle informazioni meteo disponibili e dalla quantità di rischio che navigatori e skipper vorranno prendere. Primo ostacolo sul loro cammino, appena dopo aver lasciato Miami, sarà la navigazione nella Corrente del Golfo, il potente flusso di corrente che corre verso nord parallelo alla costa statunitense, che tutti cercheranno di usare a proprio vantaggio. La Corrente del Golfo può arrivare a tre o quattro nodi di intensità ed è quindi evidente che averla a favore sarà fondamentale quando si dovrà risalire verso nord. Una rotta parallela alla costa potrebbe anche avere un altro punto positivo: la formazione di basse pressioni regolari al largo di capo Hatteras nel Nord Carolina, che seguono l’andamento della corrente. La combinazione di questi due fattori potrebbe catapultare le barche nell’atlantico settentrionale.

    E’ probabile tuttavia che il punto cruciale della tappa sia l’ostacolo maggiore che i team hanno davanti a loro, cioè il sistema di alta pressione sub-tropicale che normalmente staziona a metà dell’atlantico. La rotta tradizionale porterebbe i team a navigare più a nord, ma se si dovesse formare un fronte freddo con una rottura dell’anticiclone, allora puntare direttamente su Lisbona potrebbe dare buoni frutti con il tempo peggiore formato dai venti occidentali che seguono il cammino delle basse pressioni come su un nastro trasportatore.

    La parte settentrionale dell’oceano atlantico è caratterizzata da venti forti e mare formato, prima che la flotta possa finalmente dirigersi verso sud e verso il Portogallo agganciando i celeberrimi alisei portoghesi per lo sprint finale. “Potrebbe esserci molto vento, molto mare e molta azione nella settima tappa – ha dichiarato il meteorologo della regata Gonzalo Infante – L’Atlantico del nord è potenzialmente molto duro, può essere cattivo come il Pacifico meridionale, soprattutto per il moto ondoso. Fare pronostici per questa tappa è molto difficile”.

    Zerogradinord.it

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