
Anche se la prossima edizione della Volvo Ocean Race (la 12°, ma prima si chiamava Whitbread) partirà nell’autunno 2014, già fervono i lavori preparatori.
Come ho già raccontato, l’organizzazione ha deciso di mandare in pensione gli splendidi Vor 70, scafi con cui si sono corse le ultime edizioni della regata, giro del mondo con equipaggio, a tappe. Troppo cari. Ed ha deciso di produrre i nuovi Vor 65, strettamente monotipo, progettati dallo studio Farr Design e costruiti da un consorzio di ditte in Inghilterra, Francia, Italia e Svizzera.
Queste barche complete di tutto saranno consegnate, chiavi in mano, ai vari team iscritti. Il primo stampo prodotto dalla Persico di Bergamo è arrivato qualche giorno fa al cantiere Green Marine di Southampton per l’assemblaggio.
Per ora i team che hanno confermato la loro partecipazione sono quello tutto femminile sponsorizzato SCA, quello brasiliano dello stato di Pemambuco e Abu Dhabi Ocean Racing, con lo skipper britannico Ian Walker. Ma la speranza degli organizzatori è quella di raggiungere 8-10 iscrizioni.
Gran lavoro anche per stabire le località di tappa e trovare accordi convenienti. L’ultima candidatura accettata è quella di Cardiff, nel Galles. Un ritorno sulle coste britanniche dopo un’assenza di otto anni.
Il percorso stabilito per ora sarà questo.
Partenza da Alicante, in Spagna. Prima tappa con arrivo a Recife, in Brasile. Poi tirata fino ad Abu Dhabi, negli Emirati. Di lì, alla Cina. Nella località turistica di Sanya, dove ha fatto tappa anche la precedente edizione. Mentre quella 2008-9 aveva scelto Quingdao. Dalla Cina ad Auckland, Nuova Zelanda.
Poi,doppiato Capo Horn,si arriverà a Itajai, seconda località brasiliana sede scelta come sede di tappa. Risalendo l’Atlantico si arriverà per la prima volta a Newport, Rhode Island (Usa), la capitale storica della vela mondiale.
Da lì seconda traversata atlantica per approdare a Lisbona, città che accoglie la Volvo sempre con entusiasmo. Infine il passaggio da Cardiff, per poi raggiungere il traguardo finale di Goteborg, in Svezia.
Qualche modifica all’itinerario potrà avvenire con l’eventuale aggiunta di un’altra sede di tappa. E’ evidente che più sono i paesi toccati dal percorso e maggiore è la l’impatto mediatico e pubblicitario della regata. E più crescono gli interessi economici dell’ormai storico evento.